Intervista agli IN AUTUMN

Tornano i doom/gothic metallers italiani In Autumn con un album davvero maturo e curatissimo, che dimostra classe e voglia di evolversi pur non snaturando la propria natura. “What’s Done Is Done” è il loro terzo album e vede anche l’ingresso di un nuovo cantante. Facciamo parlare la band.
1 – Ciao e benvenuti! “What’s Done Is Done” è il vostro nuovo album. Come sta andando a livello di pareri della stampa e del pubblico?
BAND: Ciao e grazie per l’intervista! “What’s Done Is Done” ci sta rendendo orgogliosi, la stampa ne sta parlando veramente bene, ora attendiamo la risposta del pubblico ai Live.
2 – Parliamo dell’artwork di copertina che accompagna questo album.
BAND: Con l’ artwork di copertina, lavoro curato da Alessandro Barci, volevamo che si capisse immediatamente la tematica del disco, angoscia, ansia e fragilità umana , tutte sensazioni difficili da gestire e che se messe assieme hanno un effetto devastante, siamo convinti che questa grafica racchiuda tutto questo in un immagine.
3 – Parliamo un po’ della vostra carriera musicale in pillole, dagli inizi ad oggi.
Cristian: Il progetto In Autumn muove i primi passi nel 2011 a Vicenza con l’intenzione di rendere personale il sound della scena melodic death/doom nord europea. Nel 2013 esce il nostro primo album “Reborn” seguito poi nel 2018 da “Greyerg” per arrivare ad oggi 2024 con il nostro terzo disco, con una proposta evoluta rispetto ai precedenti lavori e con un nuovo cantante, Giuliano Zippo.
4 – State già pensando ad un nuovo album e pensate che il vostro sound cambierà molto in futuro?
Zippo: Per ora stiamo concentrando le nostre energie per lavorare il più possibile in sala prove per portare la nostra musica live, ad oggi non parliamo ancora di partire subito con un nuovo album anche se idee ce ne sono già in cantiere. Visto il percorso della band negli ultimi 3 dischi, non è da escludere un’evoluzione, in meglio, del nostro sound.
5 – Come reputate la scena doom/gothic metal italiana odierna? Insomma, pregi e difetti!
Cristian: In Italia la scena doom/gothic ha un buon numero di band capaci, purtroppo da sempre lo si classifica come genere di nicchia, concetto a mio avviso da sdoganare visto il numero di band che suonano questo genere e visto i numeri di spettatori che si fanno ai concerti.
6 – In cosa pensate che gli In Autumn si distinguano dalla massa? C’è un aspetto particolare che vorreste evidenziare?
Zippo: Se devo trovare un qualcosa che ci distingua dalla massa, anche se con il numero di band in circolazione si fatica un pò ad essere “unici”, penso agli incastri di varie atmosfere all’interno dei brani, siamo riusciti ad accostare generi diversi tra loro, tempi diversi, rendendo i brani ben strutturati.
7 – Quali sono le vostre influenze musicali e che peso hanno sul vostro sound?
Cristian: Le principali influenze musicali ci riportano alle band nord europee in primis Paradise Lost, Katatonia, Anathema, primi Opeth, The Cure. Ovviamente gli ascolti influiscono nella sfera compositiva ma l’importante è che non diventino predominanti.
8 – Ultime parole libere. Grazie di essere stati con noi. Un saluto!
Band: Ringraziamo e salutiamo tutto lo staff di Noirocker e tutti i lettori!
Ci vediamo presto live.





