DRAGONHAMMER “Second Life” (Recensione)

Full-length, My Kingdom Music (2022)
Quinto album per i romani Dragonhammer, formazione da sempre dedita ad un power metal dalle tinte sinfoniche. Il sound proposto, anche questa volta, è molto vicino a quello dei Rhapsody Of Fire, ma forse nel caso dei Dragonhammer è più presente l’heavy/epic metal classico. La band dopo circa venticinque anni non sembra avere voglia di appendere gli strumenti al chiodo, anzi, questo “Second Life” si presenta molto ispirato oltre che suonato in maniera perfetta e prodotto alla grande.
Dopo l’intro battagliera affidata a “Prelude to Conquest” la band parte a razzo con “Kingdom of the Ghosts”, brano che vede la band sciorinare assoli bellissimi e ritmiche incalzanti in doppia cassa. Presenti gli immancabili cori epici e le orchestrazioni che non invadono troppo ed aggiungono solo quel tocco “magico” necessario ad arricchire alcuni passaggi e renderli più armonici. Con la terza traccia, “Diamond of Peace”, la band cambia totalmente approccio e si presenta più cadenzata ed heavy, ma è presente anche una maggiore cura per i refrain melodici ed epici, che appaiono in tutta la loro maestosità. Anche le tastiere sono più presenti in questo brano e dalla metà in poi abbiamo un crescendo di pathos da parte di tutta la band. Pezzo davvero bello insomma, che inizia un po’ in sordina ma che poi si rialza completamente.
Ritornano a farsi sentire le influenze dei Rhapsody of Fire in “Into the Warrior’s Mind”, canzone in doppia cassa velocissima e approccio aggressivo. Occorre specificare che le similitudini con la famosa band triestina non sono scopiazzature ma semplicemente dei tratti che rendono i Dragonhammer accostabili a loro per certe cose, ma di certo non per tutte. Abbiamo anche incursioni nel metal estremo con tanto di blast beat di batteria in “Shattering Hope” che però poi nel suo incedere si rivela come uno degli episodi migliori e vari della tracklist. Ecco, in questo brano è difficile trovare band da paragonare ai Dragonhammer. Pur essendo l’ennesimo brano di power metal epico, possiamo sentire come la band voglia per certi versi tuffarsi in qualcosa di più elaborato e dai tratti vagamente progressive. Le tastiere tessono poi trame fantasy “cinematografiche” molto belle e alla fine non si può non rimanere soddisfatti di fronte a cotanta bravura!
Nella seconda parte dell’album spiccano la ballad “Fallen Brother”, molto bella e suggestiva, ma anche pezzi arrembanti come “Sickness Divine” o “Silver Feathers”, che ricalcano quanto di buono sentito nella prima parte del disco. E poi la chiusura affidata alla sognante e fiabesca “Ending Legacy”, che chiude l’album con archi, strumenti a fiato e un tocco sinfonico molto marcato. Un pezzo interamente strumentale che emoziona per la sua delicatezza.
Album da avere per tutti gli amanti del power metal sinfonico basato su tematiche fantasy. Altro centro per ,a nostra Italia.
Recensore: Mirco Innocenti
Tracklist:
1. Prelude to Conquest
2. Kingdom of the Ghosts
3. Diamond of Peace
4. Into the Warrior’s Mind
5. Shattering Hope
6. Fallen Brother
7. Sickness Divine
8. The Rising
9. Silver Feathers
10. Second Life
11. Ending Legacy
Line-up:
Gae Amodio – Bass
Giulio Cattivera – Keyboards
Flavio Cicconi – Guitars
Alessandro Mancini – Guitars
Marco Berrettoni – Drums
Mattia Fagiolo – Vocals





