Intervista agli SFREGIO

Il loro ultimo album, “Malmignotta” è davvero un disco tosto, che unisce thrash, punk e vecchio metal. Poi ci sono i testi che fanno sorridere ma che picchiano duro senza mezzi termini. Insomma, lasciamo che parli la band…
1 – Ciao e benvenuti! “Malmignotta” è il vostro nuovo album, parliamone e cerchiamo di raffrontarlo agli album precedenti.
Con “Malmignotta” abbiamo voluto fare un album più maturo, sia negli arrangiamenti che per quanto riguarda gli argomenti trattati nei testi senza perdere il marchio di fabbrica della band. Abbiamo lavorato molto sul sound cercando di fare un giusto mix tra suono marcio e suono moderno.
2 – I vostri testi sono realistici, ironici o cattivi? Oppure c’è ancora altro che vorreste aggiungere o togliere a quanto ho affermato?
Sicuramente ci sono tutti e tre gli ingredienti che hai citato! L’ironia e il sarcasmo vengono molto spesso confusi con la cattiveria; io penso che questi ingredienti vadano di pari passo. Preferiamo dire le cose in faccia in maniera diretta e se qualcuno non arriva a capire le nostre intenzioni, a un certo punto, cazzi suoi. Ad esempio, il brano ‘Cinesi’ è una canzone che spara merda e luoghi comuni sui cinesi, oppure una critica a chi si lamenta dei cinesi stessi? Il messaggio diretto, forte e cattivo, penso che possa essere quello che ti porta più a pensare e riflettere, perché anche se ti lascia un senso di negatività, alla fine ti porta a pensare più di una frase con tanti giri di parole.
3 – Parliamo dell’artwork di copertina che accompagna questo album.
Volevamo trovare un punto d’incontro tra tutte le canzoni del disco e la simbologia del ragno che illude ed intrappola la preda nella sua tela ci sembrava il messaggio più potente. In fin dei conti siamo tutti schiavi dell’inquinamento, della plastica oppure schiavi di un’idea sbagliata o ancora di una relazione tossica dalla quale non riusciamo a sfuggire.
4 – Parliamo un po’ della vostra carriera musicale in pillole, dagli inizi ad oggi.
Ridendo e scherzando, sono più di 16 anni che siamo in giro, ormai siamo 4 vecchi stronzi ahahah. Abbiamo cominciato così tanto per fare, traducendo in musica tutte le disavventure che ci capitavano. Così è nato il primo album, ‘Zabbaglioni e rock’n’roll’. Da quel giorno è cambiato tutto: abbiamo iniziato a suonare dal vivo e la gente cominciava a rispondere. Nel 2011 è uscito ‘Marcio nel cervello’ e sfornavamo brani uno dietro l’altro. Poi qualcosa si è spezzato e nel 2014 ci siamo sciolti, pubblicando ‘Stronzi’, il terzo album, senza nemmeno essere più attivi. Le amicizie però non muoiono mai, soprattutto quelle vere, e nel 2021 è arrivata la reunion pubblicando ‘All in – the best of Sfregio’, poi ‘Fagioli e sangria’ e ora ‘Malmignotta’. Andiamo alla grande, abbiamo concerti in tutta Italia e le persone si divertono ai nostri live, penso che un musicista non possa desiderare di meglio.
5 – Pensate che il vostro sound cambierà molto in futuro?
L’idea è quella di sperimentare e cercare di fare qualcosa di diverso da ‘Malmignotta’, e soprattutto dai dischi passati, senza mai perdere il nostro stile e la nostra attitudine. Siamo già al lavoro su nuovo materiale e ci vogliamo prendere tutto il tempo che serve per poterlo sviluppare al meglio
6 – Come reputate la scena metal italiana odierna? Insomma, pregi e difetti!
Penso che ci siano tantissimi gruppi meritevoli, persone e locali che si sbattono per supportare e migliorare la scena underground e non. A questa gente andrebbe data una medaglia al valore perché è come scendere in battaglia da soli contro tutti e vincere. Bisogna avere le palle e aiutarsi per sopravvivere nella giungla dell’underground; chi non le ha, prima o poi o sparisce o si ritrova solo con i social e la sala prove.
7 – In cosa pensate che gli Sfregio si distinguano dalla massa? C’è un aspetto particolare che vorreste evidenziare?
I testi in italiano sono il nostro marchio di fabbrica, ma anche l’energia che cerchiamo di trasmettere al pubblico durante i live. Penso che una band come la nostra o la si ami o la si odii, non esiste una via di mezzo, e credo che sia una buona cosa.
8 – Quali sono le vostre influenze musicali e che peso hanno sul vostro sound?
Cerchiamo di farci influenzare il più possibile da ciò che accade intorno a noi. Penso che scrivere di ciò che si vive sia la cosa più reale e pura da comunicare attraverso le canzoni. A livello di sound, l’unione dei nostri gusti musicali ha creato quello che avete sentito finora: un thrash’n’roll sporco e acido, senza tanti cazzi.
9 – Suonate molto dal vivo e cosa volete trasmettere al pubblico?
I live sono la nostra ragione di vita! Penso che siano il pane quotidiano per tutti i musicisti, e noi ci sentiamo veramente noi stessi quando siamo sul palco, in contatto con il nostro pubblico. Cerchiamo di trasformare ogni concerto in una festa dalla quale la gente possa andare a casa di notte con il sorriso (e una giusta dose di alcool in corpo ahahah).
10 – Ultime parole libere. Grazie di essere stati con noi. Un saluto!
Grazie mille a tutta la redazione per il supporto e lo spazio! Un saluto a tutti i lettori, vi aspettiamo sotto il palco ad uno dei nostri concerti!





