SFREGIO “Malmignotta” (Recensione)

Full-length, Nadir Music (2024)
Più di sedici anni di attività, un genere definito come thrash and roll e un’attitudine votata a mettere nei propri testi ciò che si pensa senza tanti giri di parole. Insomma i liguri Sfregio, che realizzano questo album interamente in casa Nadir Music, con “Malmignotta” cercano di smuovere l’ascoltatore medio del metal odierno, ovvero colui che vuole vivere in un bolla di politicamente corretto e di produzioni tutte laccate e tirate a lucido, e lo fanno con bordate che rimembrano Motorhead, primi Metallica e un po’ di sano punk rock.
Il risultato è travolgente, sia quando la band tira come un carro armato e sia quando cerca di mescolare su questa base qualche elemento più melodico. La potenza non viene mai meno, con l’ugola squillante di Dirty Seth a rendere il tutto un po’ grezzo e genuino. La prestazione dei musicisti è comunque tutt’altro che da buttare via. Se ad un primo ascolto si potrebbe pensare alla solita formazione che cerca di orientare tutto nella caciara di testi grotteschi e sarcastici, se si ascolta per bene ci si rende conto che questi quattro bastardi con gli strumenti ci sanno fare, eccome!
Certo è che non dovete aspettarvi del prog metal, ma il punk metal, o come lo volete chiamare voi, qui è ben assestato e ben suonato e rende ogni pezzo una fucilata, soprattutto brani come l’opener “Ciabatte e spazzolino”, “Cinesi” e “Non rompere i coglioni” sono manifestazioni ben realizzate di quattro spiriti ribelli, di quattro menestrelli che vi prenderanno per il culo dall’inizio alla fine dell’album. Chapeau.
Tracklist:
01. Ciabatte e spazzolino
02. Vico dei Cartai
03. Psycho Figa
04. Plastica
05. Cinesate
06. Cinesi
07. Giocatori di Tennent’s
08. Bio
09. Non rompere i coglioni
Line-up:
Il Grinder – Bass, Vocals (backing)
Ylme – Drums
Doc – Guitars
Dirty Seth – Vocals (lead), Guitars
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