NITRITONO “Cecità” (Recensione)

Full-length, My Kingdom Music (2024)
Nuovo album per questa interessantissima realtà post metal italiana, che propone un concept collegato al romanzo omonimo di Josè Saramago, che parlava di questo. “In un tempo e un luogo non precisati, all’improvviso l’intera popolazione diventa cieca per un’inspiegabile epidemia. Le reazioni psicologiche degli anonimi protagonisti sono devastanti, con un’esplosione di terrore e violenza, e gli effetti di questa misteriosa patologia sulla convivenza sociale risulteranno drammatici. I primi colpiti dal male vengono infatti rinchiusi in un ex manicomio per la paura del contagio e l’insensibilità altrui, e qui si manifesta tutto l’orrore di cui l’uomo sa essere capace. Nel suo racconto fantastico, Saramago disegna la grande metafora di un’umanità bestiale e feroce, incapace di vedere e distinguere le cose su una base di razionalità, artefice di abbrutimento, violenza, degradazione. Ne deriva un romanzo di valenza universale sull’indifferenza e l’egoismo, sul potere e la sopraffazione, sulla guerra di tutti contro tutti, una dura denuncia del buio della ragione, con un catartico spiraglio di luce e salvezza“.
I Nitritono riescono a mettere nero su bianco questi momenti attraverso un disco dai toni fischi, nichilisti e drammatici, con un suono che forse non inventa nulla di realmente nuovo, essendo figlio di numi tutelari come ultimi Deftones, ma anche Neurosis, Melvins, Cult Of Luna e altri ancora. In tutti questi rimandi, però la band in questione riesce a mettere del proprio, innanzitutto scrivendo ottime canzoni nelle quali la dote che spicca di più è il riuscire a coniugare un certo retaggio noise con melodie di più facile fruizione. E’ proprio questo aspetto che rende “Cecità” come un album che cattura dai primi ascolti, e soprattutto emoziona.
Non è un disco nè troppo semplice e nemmeno troppo complicato. E’ un disco estremamente sincero e che non gira troppo a cosa vuole trattare ed esprimere. E’ un pugno nello stomaco che fa male. Una produzione davvero buona, poi, sancisce la riuscita di un disco che ci riporta indietro di qualche decennio e che forse è ascrivibile proprio a quella corrente che nei primi anni Novanta cominciava a trovare sfogo e che al tempo non trovava una facile collocazione. E lo è in tutto, perchè in questi solchi non troviamo tracce di modernità, e ciò non è per forza un male.
Adesso questo tipo di metal viene chiamato post-metal e a noi va bene così, soprattutto quando sforna grandi album come questo. Da segnalare anche l’ottimo artwork di copertina a cura di Ilaria Bellone, che con una semplice illustrazione dipinge scenari umani molto preoccupanti. Tutto molto consigliato.
Recensore: Mario “The Rcoker” Giusfredi
Tracklist:
01. A Denti Stretti (pt. 1)
02. A Denti Stretti (pt. 2)
03. A Denti Stretti (pt. 3)
04. 25 Aprile 1945
05. Evviva Piazzale Loreto
06. Nodus Tollens
07. Morte Per Acqua
08. Cecità
09. Non È Questa La Vita Che Sognavo Da Bambina
Line-up:
Siro Giri – guitars & voice
Luca Lavernicocca – drums
Guest musicians on “Nodus Tollens”: Lucynine
https://open.spotify.com/intl-it/artist/6RsMAf7VSdiyvkWelJVpQj





