Intervista ai ROSSOMETILE

1 – Ciao Rosario e benvenuto! “Gehenna” è il vostro nuovo album, parliamone e cerchiamo di raffrontarlo agli album precedenti.
Gehenna è probabilmente il nostro album più maturo, nella scrittura, nel sound e nella direzione stilistica, ed è il frutto di una lavorazione d’insieme che stavolta è stata particolarmente efficace. Evidentemente questa line up costituisce l’alchimia perfetta dei Rossometile. Desdemona è stato il primo album con Hela alla voce, ma al momento del suo ingresso nella band alcuni brani erano già scritti e molti arrangiamenti già decisi. Ilaria si è calata perfettamente nel mood adeguandosi alla direzione tracciata, e lo ha fatto con risultati eccelsi, tuttavia, a differenza di Desdemona, Gehenna è un album nato con lei, ispirato da lei, e che racconta molto di lei, quindi inevitabilmente la resa generale è stata maggiore, da tutti i punti di vista.
2 – I vostri testi sono da sempre molto profondi e “Gehenna” non fa eccezione. Vogliamo parlare di questo aspetto?
Dei testi se ne occupa principalmente Hela che cura anche l’aspetto fonetico delle parole. Prima della scrittura del testo bisogna definire l’immaginario del brano e questo avviene confrontando le idee di tutti. Ci piace utilizzare tutte le nostre influenze culturali per creare qualcosa di innovativo e ricco dello stesso fascino di cui sono rivestiti miti, leggende e altre situazioni narrative. In “Gehenna” ci sono evidenti riferimenti biblici, danteschi e belcantistici che condiscono la nostra opera, tutto parte del nostro personale bagaglio culturale con cui abbiamo voluto illustrare e raccontare il tema della passione e del tormento in tutte le sue sfumature. Alcuni brani sono stati ispirati da questi elementi, altri invece erano già esistenti e hanno avuto solo in seguito un argomento che sembrava adatto ad essere illustrato con quel tipo di brano.
3 – Parliamo dell’artwork di copertina che accompagna questo album.
La cover dell’album è stata realizzata dal grafico polacco Adam Andrearczyk che è anche l’autore della cover del nostro album Desdemona. Abbiamo deciso di affidarla a lui per dare continuità stilistica alla nostra produzione e perché troviamo che la sua arte grafica sia attinente la nostra poetica. La figura femminile è stata sempre al centro dell’immaginario dei Rossometile. Ogni narrazione parte sempre da un racconto dove la donna è protagonista. In Desdemona, il nostro precedente album, la figura femminile è centrale ma è immobile nella sua condizione. In Gehenna invece la figura femminile si muove, si agita, perché è preda della sua passione, del suo tormento, e lo mostra senza vergogna estraendo il suo cuore dal petto. La copertina di Gehenna quindi mette al centro dell’immaginario dell’album la passione e il tormento della figura femminile.
4 – Parliamo un po’ della vostra carriera musicale in pillole, dagli inizi ad oggi.
La nostra band purtroppo è stata sempre afflitta da numerosi cambi di formazione, spesso inevitabili perché in un lasso di tempo così lungo (28 anni) le esigenze e le priorità delle persone cambiano, e ciò va rispettato. Ros e Rino sono membri fondatori, Pat si è unito alla band nel 2010 e per il modo in cui ha abbracciato il progetto è da noi tutti considerato anch’egli un membro fondatore. Prima di Pat abbiamo avuto diversi bassisti, ma i cambi di formazione numericamente maggiori sono stati nel ruolo della voce. I primi quattro album hanno tutti cantanti diverse. Evidentemente questo percorso tortuoso ci è servito per giungere all’incontro con Hela e al suo ingresso avvenuto nel 2019 dopo il quale abbiamo trovato stabilità e creatività producendo tre lavori discografici in meno di cinque anni.
5 – Pensi che il vostro sound cambierà molto in futuro o credi che “Gehenna” sia un punto di arrivo per voi?
Ci siamo ripromessi di utilizzare sicuramente di più l’elettronica, implementandola nella nostra musica come componente imprescindibile. Sicuramente non rinunceremo all’elemento sinfonico e faremo in modo di produrre sempre belle idee compatibilmente con i nostri gusti. Vorremmo inoltre abbassare ulteriormente le tonalità dei brani per sfruttare maggiormente la cupezza di certe tonalità e creare ambienti ancora più oscuri.
6 – Come reputi la scena metal italiana odierna? Insomma, pregi e difetti!
Il metal è senza’altro vivo! Siamo in contatto con molte realtà musicali del centro sud e le proposte musicali professionali e ispirate non mancano. Molte band con una lunga carriera hanno ancora molto da dire e molte altre giovani band esordiscono con ottimi lavori. Non ci aspettiamo che l’importanza intorno a tutto ciò raggiunga i livelli del nord Europa, perché esiste un incolmabile divario culturale e tradizionale tra noi e loro, ma il riscontro del pubblico, a mio avviso, è una aspetto del tutto secondario.
7 – In cosa pensi che i Rossometile si distinguano dalla massa? C’è un aspetto particolare che vorresteìi evidenziare?
Non abbiamo la pretese di aver inventato nulla, né di essere la novità del panorama metal nostrano. Abbiamo certamente un modo personale di fare musica che deriva naturalmente dalle inclinazioni di ciascuno di noi e dal background musicale individuale. La scelta del cantato in italiano è certamente qualcosa che ci distingue. Anche avere una sezione ritmica senza doppia cassa è sicuramente una novità nel genere. Un’altra nostra caratteristica è quella di collocare il cantato e la melodia al centro di tutto. Si tratta di aspetti che nell’insieme contribuiscono a creare il nostro sound che è sicuramente diverso dagli standard symphonic gothic metal a cui siamo abituati. Questo, in modo del tutto naturale, ci rende abbastanza distinguibili.
8 – Quali sono le vostre influenze musicali e che peso hanno sul vostro sound?
Non credo che la nostra produzione sia stata influenzata da qualche band in particolare. Ogni componente ha gusti musicali differenti e questo sicuramente si riflette nella nostra proposta, ma abbiamo sempre evitato che tali preferenze ci condizionassero troppo. Preferiamo lasciarci ispirare dal confronto interno alla band.
9 – Suonate molto dal vivo e cosa volete trasmettere al pubblico?
Vorremmo suonare di più ma, trattandosi di un genere di nicchia all’interno del metal, le occasioni non sono molte. Nei nostri live cerchiamo di trasferire la stessa intenzione che c’è nei nostri album, facciamo il massimo affinché i messaggi contenuti nei brani arrivino al pubblico così come li abbiamo registrati in studio. Siamo convinti delle versioni originali dei nostri brani e non desideriamo cambiarle o reinterpretarle dal vivo.
10 – Ultime parole libere. Grazie di essere stato con noi. Un saluto!
Grazie mille alla redazione di Noirocker per le domande interessanti e per lo spazio che ci dedicherete, e un saluto affettuoso ai lettori.





