Intervista ai DRAGONHAMMER

Oggi intervistiamo une delle più valide realtà power metal del territorio italiano e non solo. Ecco a voi i Dragonhammer, ormai storici per quanto riguarda la loro longevità. Parliamo di diverse cose con il chitarrista Alessandro Mancini. Buona lettura!

1 – Ciao e benvenuto, Alessandro! Presenta i Dragonhammer ai nostri lettori!
Ciao a tutti, per chi non ci conoscesse noi siamo i Dragonhammer, una band power metal di Roma con più di un ventennio di storia alle spalle. Dall’esordio con “The Blood of the Dragon” fino all’odierno “Second Life” ci siamo sempre settati su un power metal classico che nel tempo ha subito varie influenze e contaminazioni ma senza deviarne le origini.

2 – Come è andato il vostro ultimo disco in generale? E’ stato accolto bene?
Second Life è stato accolto calorosamente e, con nostra grande soddisfazione positivamente, sia dalla critica che dai fan che hanno apprezzato un ritorno alle sonorità più tipiche del power metal.

3 – State preparando già qualcosa per un nuovo album e come pensate che suonerà?
Abbiamo già qualche idea in cantiere anche se al momento non possono essere descritte se non come bozze. Sicuramente continueremo sullo stesso filone ma senza pregiudicarci l’eventuale deviazione o influenza di altro genere, purché con gusto e in linea con il nostro sound e storia.

4 – Parliamo un po’ della vostra proposta, in linea col classico power metal di matrice europea. E’ il genere che ascoltate anche abitualmente oppure ascoltate anche altro? E che peso potrebbe avere sul vostro sound l’ascolto di altri generi?
All’interno del nostro gruppo il power metal non è che una piccola percentuale degli ascolti complessivi di tutti i membri. Spaziamo molto … dalla musica classica, alla lo-fi, dall’heavy classico, al prog più spinto, dal power classico al black metal. Diciamo che non ci facciamo mancare, collettivamente, quasi nulla.

5 – Tratterete ancora tematiche fantasy in futuro?
Diciamo che la tematica Fantasy ha assunto in quest’ultimo lavoro una forma più matura di mezzo allegorico per esprimere concetti più profondi, che ci toccano nella vita di tutti i giorni. Quindi per rispondere alla domanda direi di si l’ambientazione fantasy rimane ma non per forza fine a se stessa ma anche con collegamenti più reali per così dire a problematiche e pensieri personali che vogliamo esprimere.

6 – Come reputi la scena power metal italiana odierna? Insomma, pregi e difetti!
Credo che il power metal italiano sia una corrente di questo genere musicale che, a partire dalla seconda metà degli anni ’90, ha saputo affermarsi con una propria identità. Oggi, seppur lontani almeno un paio di decenni dal periodo d’oro, è assolutamente consolidato e ha saputo accogliere novità e influenze che lo hanno fatto evolvere fino ai giorni nostri. Noi facciamo parte della vecchia scuola, ma durante la scrittura amiamo inserire innovazioni che ci permettono di rimanere al passo con i tempi, pur mantenendo una chiara identità. Senza addentrarci in argomentazioni troppo tecniche, penso che la melodia e il sound siano stati gli elementi distintivi dei gruppi power metal italiani. Al giorno d’oggi, noto con piacere che i nuovi gruppi che scelgono questo genere hanno assimilato questa eredità e la stanno evolvendo, permettendogli di rimanere attuale.

7 – In cosa pensi che i Dragonhammer si distinguano dalla massa? C’è un aspetto particolare che vorresti evidenziare?
Onestamente non cerchiamo di essere la band più originale del mondo o di reinventare un genere che ha le sue caratteristiche ben definite, ma semplicemente di sguazzarci dentro e sentirci liberi di fare la musica che ci piace. A volte arriva qualcosa di inaspettato a volte qualcosa di molto classico ma è la ricerca del bello (per lo meno per noi ovviamente) a spingerci e non una ricerca ad essere diversi per forza. Se dovessi elencare qualche punto forte direi, specialmente per quanto riguarda l’ultimo disco, la cura degli arrangiamenti e il ritorno di un elemento orchestrale importante e di temi forti e memorabili che ci auguriamo vi facciano cantare a squarcia gola.

8 – Suonate molto dal vivo? E cosa volete trasmettere al pubblico che viene a vedervi?
Non suoniamo così spesso come vorremmo purtroppo ma quello che facciamo cerchiamo di centrarlo e di cogliere ogni opportunità per essere partecipi di grandi organizzative europee e italiane come il Rock Castle dello scorso anno o il Master’s of Rock più in la questo luglio. Una volta che siamo sul palco cerchiamo di far capire a chi ci sente quanto amiamo i nostri pezzi e quanto amiamo suonarli dal vivo sperando di riuscire a contagiare quante persone possibile con la nostra energia.

10 – Ultime parole libere. Grazie di essere stato con noi. Un saluto!
Un grazie a Noirrocker,it e ai suoi lettori per l’interesse dimostratoci e ci lasciamo con l’augurio di vederci live sotto al palco il più presto possibile!

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