DEMANDE À LA POUSSIÈRE “Kintsugi” (Recensione)

Full-length, My Kingdom Music
(2024)
Questa band parigina si sta rivelando decisamente prolifica. Dal 2018 ad oggi ha messo a segno tre album, e anche la qualità non lascia assolutamente a desiderare. I nostri propongono uno sludge/post metal dalle tinte fosche e raggelanti tipiche del black metal. Un marasma sonoro in cui la pesantezza delle chitarre nelle parti più cadenzate (la maggior parte) si fa opprimente a livelli inverosimili, mentre la produzione potente e professionale esalta questo approccio decisamente vincente.
Si parte con la funerea “Inapte”, dove l’incedere doom è ben supportato da synth che si sentono in sottofondo ma che contribuiscono a rendere il tutto dannatamente oscuro ed atmosferico. La tensione è palpabile, le voci sono talvolta in growl e altre in un “urlato” che ben rappresenta la follia che serpeggia nell’album. Se da una parte abbiamo episodi per lo più tendenti alla corrente doom/sludge, dall’altra abbiamo pezzi che cercano di accelerare in maniera assassina, come la stessa title track o “Ichinawa” dimostrano, e anche in questo caso, dove i blast beats si alternano a parti heavy, la band convince e appassiona, risultando ispirata e compatta.
Un album che farà la felicità degli amanti del doom più evoluto, potremmo anche chiamarlo post metal alla fine, proprio per il fatto che in questo disco ci sono altri generi oltre al doom e allo sludge, ma di base se apprezzate band come Isis o Neurosis, questo album non potete perdervelo. Davvero una grandissima uscita, tra le migliori del 2024 in ambito sludge/post metal.
Recensore: Mario “The Rocker” Giusfredi
Tracklist:
1. Inapte
2. Kintsugi
3. La parabole des aveugles
4. Ichinawa
5. Le sens du vent
6. Vulnerant Omnes, Ultima Necat
7. Attrition
8. Fragmenté
9. Miserere
10. Brisé
11. Partie
Line-up:
Neil Leveugle – Bass
Vincent Baglin – Drums
Edgard Chevallier – Guitars, Drum programming
Simon Perrin – Vocals (lead)
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