Intervista ai RABHAS

Ecco una band che ha destato il nostro interesse, i bolognesi Rabhas. Su una base death metal si stagliano altre influenze, che vanno dall’hardcore fino al technical death metal. Risponde alle nostre domande il cantante L.
1 – Ciao e benvenuti! “Propaganda Antiumana” è il vostro terzo album. Come sta andando a livello di pareri della stampa e del pubblico?
Abbiamo diffuso la nostra “Propaganda antiumana” il più possibile, anche prima dell’uscita dell’album avvenuta il 7 Febbraio, rivolgendo il nostro orizzonte ben oltre i classici Spotify, Youtube e piattaforme simili. E’ stato fatto un gran lavoro di diffusione presso i tecnici del settore, quali riviste e fanzine e la risposta della critica è stata decisamente positiva. Sia queste realtà che il pubblico riconoscono di essere di fronte a un lavoro piuttosto singolare rispetto al panorama Metal. Gli apprezzamenti sono stati importanti.
2 – Parliamo dell’artwork di copertina e del titolo.
L’artwork rappresenta un urlo di rabbia ed è l’elaborazione di una foto di una statua che si trova nel centro di Torino. Sia la foto che il lavoro di grafica sono state realizzate dal nostro batterista Sguicio. A tutti noi è piaciuta subito come immagine in quanto molto rappresentativa del messaggio che questo disco vuole diffondere. Il titolo dell’album riflette il titolo di uno dei nostri pezzi che è un po’ il manifesto del nostro sound.
3 – Parliamo un po’ della vostra carriera musicale in pillole, dagli inizi ad oggi.
Come musicisti veniamo tutti da esperienze diverse e diversificate, difatti abbiamo gusti personali e ascoltiamo generi molto variegati. Negli anni, dopo i primi due album, la line up è variata, difatti il sound del terzo album presenta una maturità differente e una complessità maggiore.
4 – State già pensando ad un nuovo album e pensate che il vostro sound cambierà molto in futuro?
Un quarto album è già in fase di sviluppo, in quanto il nostro bassista Preck sforna continuamente idee. La produzione è molto vivace. Cerchiamo di mantenere un sound caustico come nell’ultimo disco, ma non disdegniamo di prenderci il tempo di trovare soluzioni stilistiche interessanti e variegate. La nostra originalità sta anche in quello.
5 – Come reputate la scena metal estrema italiana odierna? Insomma, pregi e difetti!
La scena estrema italiana è molto cresciuta e continua ad essere fortemente competitiva con il restante movimento europeo, nonostante ci sia meno possibilità di suonare dal vivo e non ci siano gli stessi numeri di appassionati che possono contare da altre parti.
6 – In cosa pensate che i Rabhas si distinguano dalla massa? C’è un aspetto particolare che vorreste evidenziare?
Molte recensioni non identificano la nostra musica con un genere ben preciso e il nostro essere brutalmente polivalenti probabilmente ci differenzia e ci isola dai vari rami del metal. Ciò crea interesse nell’ascoltatore. Sicuramente la scelta della lingua italiana caratterizza l’ascolto che risulta molto particolare.
7 – Quali sono le vostre influenze musicali e che peso hanno sul vostro sound?
Come già accennato il nostro punto di forza è dato da esperienze pregresse variegate e gusti musicali molto diversi tra di noi. Diciamo spesso che non esiste una band che piace a tutti e quattro e la cosa ci fa sempre sorridere. Nonostante ciò andiamo nella stessa direzione e siamo tutti veramente orgogliosi dei risultati che stiamo ottenendo.
8 – Ultime parole libere. Grazie di essere stati con noi. Un saluto!
Un grazie a voi e ai vostri lettori. Ascoltate il nostro disco. Vi farà male.
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