Intervista ai CAMBIO RADICALE

L’album di esordio dei Cambio Radicale evoca ricordi del buon hard rock all’italiana, quando formazioni come Timoria, Negrita e Litfiba dettavano legge e spopolavano nelle classifiche. Quindi una band fuori tempo massimo? Per noi niente affatto, data la qualità del loro album di debutto. Buona lettura con le parole del cantante Valerio Franchi. PS: recensione di “Gioco Al Caos” a questo link!
1 – Ciao e benvenuto Valerio! “Gioco al caos” è il vostro album di debutto. Come sta andando a livello di pareri della stampa e del pubblico?
Ciao e grazie per questa intervista, posso dire che attualmente siamo molto soddisfatti, per ora abbiamo avuto riscontri positivi da tutti, amici nel mondo della musica, persone che hanno ascoltato il disco e sono del settore e gente che non conosciamo che ha mandato messaggi di apprezzamento e questo non può farci che piacere
2 – Parliamo dell’artwork di copertina che accompagna questo album.
Certo, abbiamo avuto la fortuna di avere in famiglia le persone giuste mia e moglie (Rota Raffaella) e una nostra grande amica (Monica Manghi) che si sono occupate della parte fotografica e la compagna del chitarrista della band Cesare Fioriti (Gloria Motta) che si è occupata della parte grafica, il titolo dell’album GIOCO AL CAOS ha ispirato l’idea della copertina, un puzzle delle nostre facce ha portato a questo risultato che ha convinto tutti.
3 – Parliamo un po’ della vostra carriera musicale in pillole, dagli inizi ad oggi.
Tutto e’ cominciato nel 2010 quando ho portato alla luce materiale che avevo scritto e che ho voluto registrare, fino all’uscita nel 2012 dell’album Carpe Diem dove gia’ era presente la collaborazione con l’ amico chitarrista Cesare Fioriti e che poi si e’ sviluppato nel progetto dal nome Valerio Franchi Band, un album che ho fatto senza promozione, totalmente auto prodotto con la grande mano dell’ allora bassista Luca Gallini che si e’ occupato di tutta la parte di registrazione, mixaggio e master. Un lavoro che ritengo ottimo considerando come lo abbiamo realizzato senza diciamo investimenti importanti. Poi nel corso degli anni prima con una formazione iniziale che ha ispirato anche il nuovo nome Cambio Radicale dove in sala prove sono nate alcune idee che hanno portato a scrivere in maniera definitiva almeno tre pezzi Frenetica, Cambio radicale e Pazzo poi con la collaborazione di Cesare abbiamo creato gli altri pezzi che hanno composto questo nuovo disco Gioco al Caos, in questo caso Cesare si è occupato nel suo studio delle registrazioni generali tranne quelle di batteria di cui se ne è occupato Paolo Caridi nel suo studio e del basso registrato da Svi nel propio, poi ha magistralmente mixato il disco, mentre del master se ne è occupato il grande Michele Luppi al MiLu’s Rock Lab.
4 – State già pensando ad un nuovo album e pensate che il vostro sound cambierà molto in futuro?
Si ci stiamo già occupando di altro materiale e pensiamo ad un nuovo lavoro anche se stiamo preparando il live di questo Gioco al caos, per quanto riguarda il sound non credo ci sia qualcosa che ci porti a modificare la nostra idea musicale, prima di tutto viene il pezzo, di solito non scriviamo sia io che Cesare pezzi a seconda del genere, scriviamo in base a stati d’animo del momento o riflessioni personali come è stato anche per questo appena uscito.
5 – Come reputate la scena rock e metal italiana odierna? Insomma, pregi e difetti!
Credo ci siano band di ottimo livello con signori musicisti, diciamo che abbiamo degni rappresentanti nella scena hard rock e metal, ma col cantato in italiano forse il periodo più rappresentativo sono gli anni 90 che io ho vissuto da ventenne e che mi ha dato modo fortunatamente di vedere band dal vivo come TIMORIA, NEGRITA, RITMO TRIBALE, AFTERHOURS, KARMA e album storici dei grandi LITFIBA. Credo che ci sia bisogno di alternative musicali come l’Hard rock cantato in italiano che possa creare interesse verso qualcosa che non esiste in questi momento o rimane in una nicchia troppo chiusa.
6 – In cosa pensi che i Cambio Radicale si distinguano dalla massa? C’è un aspetto particolare che vorreste evidenziare?
Sinceramente non credo abbiamo peculiarità particolari, certo i musicisti che formano la band Cesare Fioriti chitarre, tastiere, cori il bassista Vito Svi e Paolo Caridi alla batteria, formano una band di livello che può dare vita a performance live importanti. L’obbiettivo e farci conoscere tramite i live, speriamo di inserirci in qualche contesto come gruppo spalla a qualche band in tour, questa sarebbe una cosa che desidero.
7 – Quali sono le vostre influenze musicali e che peso hanno sul vostro sound?
Come ti ho già detto prima le band sono Timoria, Ritmo Tribale, Negrita, Karma se parliamo di band italiane, invece per quanto riguarda il panorama internazionale Iron Maiden, Judas Priest, Megadeth.
8 – Ultime parole libere. Grazie di essere stati con noi. Un saluto!
Ringrazio Noirocker.it per il tempo che ci avete concesso, è importante cercare di farsi conoscere e senza queste interviste non si hanno grosse possibilità, spero di rifare un’ intervista nel commentare un nostro live, a presto. Grazie ancora e Stay rock.





