NODE (Intervista)

Gary D’Eramo, bassista e fondatore dei veterani della scena estrema italiana Node, ha risposto alle nostre domande dopo che siamo rimasti impressionati dalla qualità e brutalità di “Canto VII“, ultimo album della sua band. A voi la lettura.
1 – Ciao e benvenuto! Presenta il vostro nuovo album, dalle prime fasi fino alla sua conclusione!
Canto VII è il settimo album dei Node, un album che vede l’ingresso di Dave Arri come nuovo cantante e il ritorno della formazione a 4 con una sola chitarra come agli esordi nel lontano 1994. Il disco è stato pubblicato da Nadir Music e prodotto da Andrea Seveso, il mastering è invece stato curato da Niels Nielsen tastierista degli In Flames. Copertina e Artwork sono invece opera di Paolo Puppo designer e chitarrista dei Will O Wisp. Canto VII è stato concepito e partorito attraversando delle fasi difficilissime partendo dal periodo del Covid dove abbiamo vissuto un momento economico difficilissimo all’abbandono di Sid e Giancarlo seguito subito dopo la riapertura , a lavori già in corso. Ma non ci siamo persi d’animo , siamo andati avanti comunque e con l’ingresso di Dave alla voce e la decisione di proseguire con una sola chitarra abbiamo ricominciato da capo e portato a termine i lavori lo scorso anno.Canto VII è figlio della determinazione e della caparbietà’ che tutti noi, abbiamo messo in campo contro le varie problematiche gravi e meno gravi che hanno segnato il nostro percorso negli ultimi anni . Credo che il risultato oscuro e violento sia stato generato proprio da questa fase funesta che abbiamo passato, incanalando le tossine della rabbia e della frustrazione in energia sana e positiva.
2 – “Canto VII” in cosa si differenzia dai precedenti album?
Innanzitutto credo che questa sia la migliore formazione di sempre. per quanto riguarda simbiosi, preparazione, impegno e disponibilità’ i Node del 2024 hanno una marcia in più e ognuno di noi vuole sempre dare il meglio in ogni ambito. Pur mantenendo il sound aggressivo e potente di sempre abbiamo messo sul tavolo delle idee di arrangiamento ricche di una vena atmosferica molto votata al prog rock e al sound dei ’70 in certi contesti dell’album e tutti l’abbiamo abbracciata immediatamente con un entusiasmo incredibile. E’ stata una reazione a catena che ci ha guidato a sterzare il nostro stile verso territori che la band non ha mai esplorato in tutta la sua storia è stato come rinascere. Io stesso mi sono messo ad arrangiare parti di tastiera con vari Synth, Hammond e Mellotron per fare risaltare ancora di più’ queste atmosfere, dandoci un irrefrenabile stimolo al divertimento . E nell’album si sente di brutto!!! Sono cose che in tutta sincerità non sono mai accadute dal 1994 a oggi. Tutto questo ha portato nuova linfa e creativita’ in questo ultimo lavoro per molti versi lontano da tutto ciò che è stato fatto in precedenza.
3 – Come sta andando questo nuovo album a livello di pareri del pubblico?
Canto VII è stato accolto benissimo nella maggior parte dei casi da critica e pubblico raccogliendo recensioni molto più’ che positive con voti altissimi , e da molte testate del settore è stato giudicato il nostro miglior lavoro di sempre anche se in un paio di casi sono stati sollevati dubbi in merito alla scelta di inserire una vena progressive atmosferica e tecnica nel nostro stile a discapito dell’aggressività e della potenza ; cosa che a mio parere ha solo portato una ventata di freschezza e di ulteriore qualità alla nostra proposta, e poi diciamocelo, l’aggressività e la violenza nel disco ci sono e molto più’ di prima. Però sono punti di vista opinabili e li rispetto in pieno. Per quanto riguarda la gente, ai nostri live fino ad ora abbiamo raccolto solo giudizi positivi e tanto entusiasmo riguardo a questo nuovo lavoro.
4 – Come definiresti lo stile musicale che proponete?
Non amo particolarmente dare definizioni alla musica che faccio dato che mi incanalerebbe troppo in un settore trascurandone un altro considerando che abbiamo abbracciato e buttato nel pentolone tantissime influenze. Se proprio devo trovare una definizione raggrupperei tutto in un Death/thrash melodico con qualche intervento prog anni 70 qui e lì… definizione spartana e poco tecnica sul piano giornalistico ma che credo renda al meglio l’idea di quello che stiamo facendo adesso senza tralasciare nulla.
5 – Parliamo un po’ dei testi di questo album.
Canto VII è un concept basato sulla similitudine tra la società odierna con il settimo canto dell’Inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri, nato da una analisi profonda della nostra società’ soggiogata dalla moderna tecnologia di “ comunicazione” che ci tiene sotto controllo e ci detta le direzioni da seguire, i comportamenti da adottare, a discapito della spontaneità’ suggerita dal nostro istinto di esseri umani coscienti , costringendoci a correre come dei pazzi in una società che non ti dà nè tempo per riflettere nè fermarsi e riflettere. Una società malata di egocentrismo dove il primeggiare e vincere a tutti i costi è la priorità assoluta. Un vero e proprio modus vivendi che da’ precedenza e valore assoluto all’ostentazione del denaro e del benessere. Il quarto girone infernale nella Divina Commedia è proprio quello degli avari e dei prodighi oltre che quello degli iracondi e parlando proprio di ira invece , se apriamo gli occhi e ci guardiamo intorno, esistono scontri all’interno di qualsiasi contesto invece che dialogo e confronto. Tutti pretendono la ragione a priori, tutti vogliono l’ultima parola ad ogni costo , risultato dell’allontanamento di ognuno di noi da quella forma di confronto fatta di sguardi, di toni di voce, di contatto umano. Ogni giorno ci svegliamo la mattina e ci abbandoniamo serenamente a un inferno addolcito da prodigi tecnologici sempre nuovi che hanno brutalmente svuotato le coscienze dalla nostra essenza di esseri viventi ed intelligenti, svuotate dall’empatia, dalla compassione ma soprattutto dal dialogo, quello sano, quello che ci aiuta a crescere insieme a quella umiltà di imparare sempre qualcosa di nuovo da chi abbiamo davanti e viceversa facendoci perdere quell’impareggiabile vantaggio di potersi arricchire sempre di qualcosa di nuovo. I temi trattati nelle liriche di ogni pezzo parla proprio di tutto questo. Un vero e proprio inferno sulla terra, edulcorato da prodigi tecnologici identificati come veri e propri demoni che ci dominano e ci controllano .
6 – Pensi che il vostro sound cambierà molto in futuro o seguirete le coordinate tracciate da questo album?
I Node in ogni album hanno sempre inserito le attitudini e le influenze di ogni membro che ne ha fatto parte. Nessuno di noi si è mai preoccupato di seguire un filone, uno stile o uno schema, quando qualcosa ci piaceva lo si è sempre inserito all’interno di una composizione. Ovviamente tutti siamo sempre stati amanti del Death e del Thrash soprattutto durante la prima fase della nostra storia così come nell’ultimo Canto VII e con questa nuova formazione si sente questa volontà di inserire moltissima sperimentazione insieme a sonorità vintage degli anni 70 in alcuni episodi. La brutalità, beh, in alcune fasi la troviamo e sicuramente è una nostra caratteristica ma una delle tante che appaiono e che si fa sentire ma senza prevaricare troppo sulle altre, un po’ come ognuno di noi quando scrive i pezzi . Direi che questa sara’ sicuramente la strada che intraprenderemo.
7 – Qual è, secondo te, un tipico ascoltatore dei Node?
Dato che non abbiamo mai lavorato alla ricerca di vero e proprio un target da accontentare ma prima di tutto abbiamo sempre cercato di divertirci noi per primi , credo che chi ascolta i Node in questo 2025 sia molto vicino alla nostra personalità e al nostro modo di essere. Cioè introspettivi e con quel mood inarrestabile di abbracciare tanti generi musicali gustandoseli sia nell’ascolto che nell’eseguirli…il tutto naturalmente divertendosi come dei pazzi.
8 – Quali sono le tue/vostre influenze musicali e che peso hanno sulla musica dei Node?
Riguardo al peso come ti ho detto in precedenza, in tutti questi anni di attività’ ogni membro dei Node ha sempre portato le proprie influenze e i propri ascolti e li ha messi sul tavolo. Sicuramente attingiamo molto dal Death Metal americano da quello Svedese nell’arco insieme ai Patriarchi Carcass e Slayer. Ma abbiamo attinto anche da Kreator e dalla vecchia scuola del Thrash. Ma anche da Opeth , Pink Floyd e dalla corrente prog degli anni settanta soprattutto in certi contesti dell’ultimo Canto VII. Ci è sempre piaciuto esplorare, e questa line up è molto più propensa a farlo e soprattutto in grado di farlo tecnicamente rispetto alle precedenti line up.
9 – Suonate molto dal vivo e cosa volete trasmettere al pubblico?
Il 2024 è stato l’anno del nostro 30esimo anniversario e proprio in questo periodo stiamo girando l’ Italia con uno special show nel quale la scaletta è incentrata sia sui brani di Canto VII sia quelli che hanno contraddistinto tutto il periodo della nostra storia, abbiamo già suonato a Erba, Varese Vicenza e Torino. In primavera scenderemo a Foggia e man mano stiamo lavorando per aggiungere altre date ancora. La risposta del pubblico è stata veramente fantastica fino ad ora sia come numeri sia come entusiasmo, speriamo si vada avanti così. Nei nostri show sicuramente vogliamo trasmettere tanta energia e Dio volendo anche qualche messaggio positivo e qualche insegnamento dato che oggi come oggi in tutto il mondo mainstream latita in maniera preoccupante. Naturalmente senza essere noiosi o bacchettoni sia chiaro, il fattore divertimento rimane sempre la priorità dei nostri show, ma se tutto questo può essere un veicolo per migliorare anche come persone ben venga!!!
10 – Ultime parole libere. Grazie di essere stati con noi. Un saluto!
Grazie a te e a tutto lo staff di Noi Rocker.it per averci ospitato e per la vostra disponibilita’ e per averci dato questo spazio per dire la nostra!!! Ci vediamo in giro!!! Stay Metal!!!





