APOCALYPSE (Intervista)

Erymanthon sembra avere sempre qualcosa da dire, da ormai molti anni pubblica quasi un album all’anno con quello che potremmo tranquillamente definire il suo progetto solista Apocalypse. Vediamo cosa ha da dirci in questa lunga chiaccherata!

1 – Ciao e benvenuto! Presenta il tuo nuovo album, dalle prime fasi fino alla sua conclusione!
Ave e grazie. Pandaemonium è un disco che è entrato in cantiere nella primavera/estate del 2022, periodo in cui ho composto la maggior parte dei brani che sono finiti sul disco e in cui ho registrato tutte le tracce in versione demo. A fine 2022, ho accolto nella formazione un batterista per lavorare assieme in studio e mettere una batteria reale sui nuovi dischi (i lavori precedenti facevano uso di drum machine), e ci siamo dedicati a Pandaemonium tra Ottobre e Novembre 2023, periodo in cui abbiamo registrato la batteria e le chitarre in versione definitiva. Successivamente ci siamo dedicati al mastering presso i MiMo Sound Studio a Stoccolma.

2 – “Pandaemonium” in cosa si differenzia dai precedenti album?
Con questo nuovo album abbiamo fatto un notevole passo in avanti, mescolando tante influenze diverse con l’obiettivo di creare qualcosa di nuovo, unico e personale, e devo dire che sono estremamente soddisfatto del risultato finale. Diversi dei dischi precedenti, seppur molto cari al sottoscritto, erano molto più derivativi e attingevano ampiamente dall’influenza dei Bathory (del resto il progetto era nato essenzialmente come tributo a Quorthon e questo non è mai stato un segreto). Questa volta volevamo dimostrare che sì, siamo in grado di far tesoro delle nostre influenze, ma anche di creare un suono davvero unico, originale e personale, e pare ci siamo riusciti. Dalla composizione agli arrangiamenti alla scelta della strumentazione e della produzione sonora, abbiamo compiuto scelte originali e coraggiose e il risultato finale è qualcosa che mi soddisfa al 200%.

3 – Come sta andando questo nuovo album a livello di pareri del pubblico?
Molto meglio di quanto mi aspettassi! Il disco è uscito da quattro giorni e siamo già a quasi 3000 stream sul nostro canale YouTube ufficiale e oltre i 600 su Spotify. Devi considerare che il progetto Apocalypse è una realtà estremamente underground e ti assicuro che non ci è mai capitata una cosa del genere prima d’ora. I fan che ci hanno contattati lasciando i loro pareri sul disco sono assolutamente entusiasti, l’originalità è stata sottolineata più volte e abbiamo ricevuto commenti del tipo “Questo è decisamente il disco del mese” o “Il miglior sound di chitarra di quest’anno”. Pare quindi che i nostri sforzi abbiano dato i loro frutti. Non potrei chiedere di meglio. La stampa è stata molto più tiepida, a volte perfino negativa. Ma come ho detto questo è un album con uno stile totalmente nuovo e difficilmente incasellabile, quindi non sapendo come trattare la questione credo che possa essere destabilizzante per chi recensisce. Non importa, i commenti dei fan e i numeri parlano da soli.

4 – Come definiresti lo stile musicale che proponi col tuo progetto?
Se proprio devo etichettarlo, l’unica definizione ammissibile è Extreme Metal. Abbiamo spaziato ampiamente tra stili diversi nei lavori precedenti, dal Death all’Epic al Black al Doom al Thrash… è impossibile incasellare il progetto Apocalypse in un solo sottogenere. Pandaemonium, poi, è un disco che combina tanti stili e influenze in un modo che non ho sentito fare da nessuno fino ad ora. Abbiamo una base Thrash/Black, con un tocco epico/gotico nelle atmosfere, influenze neoclassiche ed echi di Heavy Metal classico nella produzione e nelle chitarre. La voce spazia da canto pulito e melodico a recitazione e scream esasperati. È un disco in cui abbiamo sperimentato molto, quindi lascio le classificazioni del caso al pubblico, sempre che sia necessario dargli un’etichetta. L’unica cosa che vorrei ricordare è che Apocalypse non è un progetto Viking Metal! Non abbiamo mai fatto un disco sui vichinghi, e il semplice fatto che nei nostri lavori si sentano echi dei Bathory non vuol dire assolutamente nulla. Viking Metal è un termine che detesto e sinceramente la ritengo una classificazione totalmente inappropriata per ciò che proponiamo. Lo ripeto da anni in tutte le interviste, ma a quanto pare il messaggio non passa…

5 – Parliamo un po’ dei testi di questo album.
L’album è molto più gotico e neoclassico dei precedenti, come ti accennavo. Perciò ci siamo concentrati su tematiche e atmosfere più “medioevali”, in generale. “Hanged, Drawn and Quartered” parla della pena di morte per impiccagione, sventramento e squartamento, comune in Inghilterra come punizione per l’alto tradimento. “Witchhunt” è un brano dedicato alla pratica della caccia alle streghe. “Pit of Oblivion” descrive le oubliette, un tipo di prigione sotterranea alla quale era possibile accedere soltanto tramite una botola sul soffitto e nella quale i prigionieri venivano rinchiusi e abbandonati. “The Well of Deception” è un brano che riguarda la religione cristiana, smascherandola e sbugiardandola come falsità e facendo scherno del “figlio di Dio onnipotente” lasciato impotente a morire e marcire su una croce. “Broken Illusion” segna un cambio di rotta, il brano è perlopiù introspettivo e invita l’ascoltatore a prendere in mano la propria vita e diventare lui artefice e signore del proprio futuro, senza dipendere dagli altri, è un invito ad essere forti e autonomi, prendere decisioni e non fidarsi ciecamente di chi hai attorno. “Son of Fire” è un testo semplicemente divertente, molto semplice classico nella forma e nei simboli, ma anche qui ritroviamo il tema dell’autonomia, della forza individuale e anche del non lasciarsi mettere i piedi in testa senza che chi lo fa non ne paghi le conseguenze, niente compassione. Infine, la titletrack è ispirata al “Paradise Lost” di John Milton e descrive il Pandemonio, la maestosa fortezza infernale in cui Lucifero, l’angelo più saggio e astuto, risiede dopo essere stato cacciato dal Paradiso, meditando la sua vendetta per il Giorno del Giudizio. La fortezza compare sul quadro presente in copertina, quadro di John Martin che ha ispirato la canzone, il titolo e l’atmosfera del disco in generale.
Vorrei sottolineare come diversi dei testi siano scritti in modo da nascondere al loro interno alcune frasi e significati nascosti, che mi piacerebbe riusciste a scoprire da soli!

6 – Pensi che il tuo sound cambierà molto in futuro o seguirai le coordinate tracciate da questo album? E in cosa pensi si differenzi questo album dai precedenti?
Non so dirti esattamente cosa preveda il futuro, però con questo album sicuramente ci siamo ritagliati un’identità musicale personale e quindi sarebbe bello proseguire in questo modo. Ho diversi brani nel cassetto e parecchie idee in stili diversi scritte nell’arco degli anni, molte delle quali mi piacciono molto, però diverse di esse ricalcano ancora molto l’ombra dei Bathory e in questo momento stiamo cercando di allontanarci da ciò che il pubblico pensa di noi, perciò credo che quelle idee verranno messe da parte e che tenterò di comporre nuova musica che evolva ancora oltre partendo dalle basi gettate in “Pandaemonium”. Ci sono elementi di questo album che sicuramente porterò in futuro, su tutti l’utilizzo del chorus sulle chitarre, scelta assolutamente vincente e oggi personalissima, ma anche l’uso delle tastiere e della voce. Delle differenze con i lavori precedenti abbiamo già discusso prima.

7 – Qual è, secondo te, un tuo tipico ascoltatore?
Uhhh… è la prima volta che me lo chiedono, sai? Non so bene cosa rispondere. Credo si tratti generalmente di una persona più vecchia di me, anagraficamente parlando. Sicuramente molti di quelli che ci seguono sono grandi fan di Quorthon e dei dei Bathory, dato il nostro esordio. Quello che ho notato è che ci sono persone che ci seguono sostanzialmente fin dagli albori, persone leali e dedicate che ogni volta ascoltano e acquistano il disco nuovo e ci lasciano un parere sul lavoro. Mi piace quindi pensare che il mio ascoltatore tipico sia una persona dedicata, appassionata e leale a questo genere di musica e agli Apocalypse stessi.

8 – Quali sono le tue influenze musicali e che peso hanno nella tua musica?
Ascolto tanti gruppi e tante cose diverse anche al di fuori del Metal e credo che in un modo o nell’altro tutte quante abbiano un impatto su di me come musicista e compositore. Ascolto musica fin da quando sono un bambino, Angelo Branduardi, Pino Daniele, Mike Oldfield, Bothy Band, Rondò Veneziano, tanta Musica Classica (Bach, Vivaldi, Wagner, Chopin, Beethoven…), Loreena McKennitt e tanti altri sono stati la colonna sonora della mia infanzia, e sono ancora nei miei ascolti. Se ci spostiamo sul Metal, apprezzo i dischi di tanti artisti (anche se non necessariamente ne conosco l’intera discografia), tra i gruppi che mi piacciono posso menzionare Bathory, Nightwish, Burzum, Yngwie J. Malmsteen, Metallica, Type O Negative, Windir, Slayer, Motörhead, Savatage, Dissection… non riuscirei mai a fare una lista esaustiva di tutto ciò che ascolto e ciò che mi piace, e i miei ascolti specifici variano anche in base al periodo, tutto quello che posso dire è che la musica è la mia ragione di vita!

9 – Stai pianificando dei live show?
Mi piacerebbe, ma purtroppo no. In Aprile ho dovuto allontanare il nostro batterista per ragioni personali, e da qualche mese mi sono trasferito stabilmente a Stoccolma, perciò non ho ancora un gruppo con cui presentare il progetto dal vivo. Ma spero assolutamente di riuscire a cambiare questa situazione. Qui in Svezia la scena Metal è viva e presente e spero di riuscire, con il giusto impegno, a trovare i musicisti adatti.

10 – Ultime parole libere. Grazie di essere stato con noi. Un saluto!
Grazie a voi per lo spazio concessoci! Invito tutti ad ascoltare il nuovo album e a farci sapere che cosa ne pensate, e se volete supportare ciò che proponiamo, acquistare la nostra musica su Bandcamp è senza dubbio il modo migliore per farlo. Ricordate di vivere la musica con passione e dedizione. Tenete a cuore il Metal. Ave.

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