POWER BEYOND (Intervista)

Storica realtà dell’underground metal italiano, i POWER BEYOND continuano a portare avanti con coerenza e passione la propria visione di power/thrash metal, attraversando cambiamenti, evoluzioni e nuove sfide senza perdere identità. Tra influenze old school, spirito live e uno sguardo sempre attento all’evoluzione della scena, la band si prepara a una nuova fase creativa fatta di nuovo materiale e di un full length album in lavorazione. Ne abbiamo parlato direttamente con la band.

1. I Power Beyond rappresentano una realtà storica del power/thrash italiano: quanto è difficile oggi mantenere viva questa attitudine old school?
Una realtà dell’underground italiano che, dopo un periodo di stasi e cambiamenti, il sottoscritto ha ridisegnato, per così dire, nei connotati. Una rinascita che ha portato a nuove e importanti esperienze e, come spesso mi piace dire, ne è passata di acqua sotto i ponti. Credo che l’attitudine, che sia old school o “modern”, si possa mantenere in vita soltanto con la passione, la coerenza e la continuità incondizionata. L’esperienza, poi, il peso e il fardello delle cose che si sono fatte e vissute, sono una base fondamentale che ti regge, ti inorgoglisce e ti fa perseverare e proseguire il cammino.

2. Il vostro sound unisce velocità, melodia e aggressività: come riuscite a bilanciare questi elementi senza perdere identità?
Beh, il sound dei Power Beyond, e in particolar modo quello dei nuovi lavori, non è soltanto velocità e aggressività: c’è un lavoro compositivo molto meditato e articolato, ed è stato un processo evolutivo assolutamente naturale. Stessa cosa per le melodie, che nascono e si adattano perfettamente al sound. Anzi, posso ben dire che col tempo la personalità e l’identità della band siano emerse in maniera ancora più evidente.

3. La scena thrash sembra vivere una nuova giovinezza negli ultimi anni: pensate che ci sia davvero un ritorno di interesse verso il metal più classico?
Mah! Il metal è invecchiato e ringiovanito non so quante volte e quante altrettante volte avrò sentito l’espressione: “Il metal è morto”. E magari, tutt’altro: non è mai stato vivo come in quel momento. Sono cicli che si ripetono ad libitum.

4. Nei vostri brani si sente una forte energia live: quanto conta per voi il contatto diretto con il pubblico?
Il contatto diretto col pubblico è fondamentale e sono contento che i brani dei Power Beyond facciano questo effetto. Anche se c’è da dire che i nostri non sono pezzi che nascono prettamente per il palco; anzi, essendo particolarmente complessi, alcuni li riadattiamo proprio per i live.

5. Quanto vi hanno influenzato le grandi band thrash degli anni Ottanta nella scrittura dei vostri riff?
Beh, a me molto, anche perché è da lì che provengono le mie radici e le mie influenze maggiori per quel che riguarda i Power Beyond, che è un progetto che si ispira molto al power metal U.S., nonostante ci sia stata un’evoluzione compositiva. Il resto della band invece, e soprattutto quella attuale, musicalmente e in ambito metal proviene anche da altri generi. Fabio Parisi, il batterista, ex co-fondatore e tornato nella band di recente, è certamente quello che si avvicina di più a me come influenze; ma Carmine Cuomo, bassista, e Mariano De Santo, voce solista live, provengono da altri generi del rock e del metal.

6. Oggi molte band puntano su produzioni estremamente moderne e pulite: voi preferite mantenere un approccio più ruvido e diretto?
Beh, diciamo che puntiamo a un sound più naturale possibile e a non adattarci necessariamente a quelle che sono le “regole” o i trend del momento. In studio, per quel che mi riguarda, ho sempre avuto ingegneri del suono non prettamente metal ma che hanno sempre fatto il loro lavoro con cognizione e coerenza soprattutto, e questo probabilmente può essere anche un punto di forza di una produzione.

7. Quanto è cambiato il modo di promuovere una band metal rispetto agli anni in cui avete iniziato?
Beh, lo scenario è decisamente cambiato e non mi riferisco soltanto agli anni degli esordi, perché in quel periodo internet era ancora in una fase embrionale, ma anche agli ultimi dieci anni, dove tutto è cambiato nella forma e nella sostanza, con i pro e i contro che ne conseguono. La rete, i cosiddetti “social”, hanno preso il sopravvento: tutto si svolge in via mediatica e, per alcuni di noi — una generazione che ha vissuto appieno questa metamorfosi della comunicazione — talvolta ci si trova sbalottati in un mondo “eccessivamente” virtuale; altre volte ci si adatta e si va avanti.

8. Avete recentemente annunciato nuovo materiale: cosa dobbiamo aspettarci dal prossimo capitolo dei Power Beyond?
Siamo al lavoro per un nuovo singolo, poi tutto si concentrerà sulla realizzazione di un full length album.

9. Cosa pensate dell’attuale scena metal italiana? Ci sono band emergenti che secondo voi meritano maggiore attenzione?
La scena metal italiana, e per intenderci quella underground, è satura di ottime band di ogni genere, sia emergenti che old school, come si suol dire, e la qualità non è assolutamente seconda a nessuna realtà estera. Quello di cui ha bisogno la scena italiana è una maggiore attenzione e, in molti casi, rispetto. Ci sono tanti addetti ai lavori e appassionati che, oltre alle band, mantengono in vita questa eterna terra di mezzo, ma si può fare ancora molto, molto di più.

10. Se doveste descrivere i Power Beyond con tre parole che rappresentino passato, presente e futuro della band, quali sarebbero?
Passione, coerenza, cammino perenne.

 

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