VIA AD MORTEM “Requiem I: Through the Path Over The Ruins” (Recensione)

Full-length, Northern Darkness Records (2026)

Con “Requiem I: Through the Path Over The Ruins”, i Via ad Mortem entrano nella scena Black Metal italiana con un debutto che non gira intorno alle cose: oscuro, feroce e profondamente immersivo. Un disco che prende la violenza spirituale del genere e la trasforma in qualcosa di più ampio, quasi ritualistico.

Le influenze di Spite Extreme Wing e Drudkh si sentono chiaramente, ma il progetto non vive di semplice imitazione. Da una parte ci sono esplosioni di rabbia grezza, riff taglienti e un’atmosfera soffocante; dall’altra momenti più contemplativi, malinconici, quasi ipnotici, che danno al disco un’identità forte e coerente.

La vera anima di “Requiem I: Through the Path Over The Ruins” sta però nel concetto che lo attraversa. Qui la morte non è solo fine biologica, ma dissoluzione dell’io, crollo delle illusioni moderne, ritorno a qualcosa di ancestrale e spirituale. Esoterismo, necromanzia e cicli cosmici vengono trattati senza teatralità inutile o pose da manuale occulto: tutto appare naturale, parte integrante della musica e della visione della band.

I Via ad Mortem evitano anche il rischio più comune di certo Black Metal “filosofico”: quello di sembrare pretenzioso. Non cercano di impartire lezioni né di costruire manifesti ideologici. Il loro obiettivo è evocare sensazioni, immagini, stati mentali. E ci riescono molto bene.

Dal punto di vista sonoro il disco mantiene un equilibrio convincente tra caos e atmosfera. Le chitarre costruiscono muri di suono sporchi ma pieni di sfumature, mentre la componente atmosferica amplifica continuamente il senso di rovina e trascendenza che attraversa tutto l’album. C’è un forte rifiuto della modernità sterile e materialista, ma espresso con intelligenza e senza slogan banali.

“Requiem I: Through the Path Over The Ruins” è un debutto che colpisce perché trasmette autenticità. Non cerca compromessi, non rincorre trend e soprattutto non suona costruito a tavolino. È Black Metal vissuto come arte e visione spirituale prima ancora che come semplice genere musicale. E oggi, in una scena spesso piena di cloni senz’anima, non è poco.

Mario “The Rocker” Giusfredi

Tracklist:
1. The First Steps Towards the Unknown
2. Through the Path…
3. Worshipper of Death
4. Muchita – Night in Lima
5. Into the Bardo
6. Voragine di luce
7. …over the Ruins
8. Rib for a Rib
9. The Grace of Gnosis

Line-up:
Gibil – Drums
Hiems Silens – Guitars, Bass
Santamuertero Sinister – Vocals, Keyboards

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