GHOST ON MARS “Out Of Time And Space” (Recensione)

Full-length, Willowtip Records, (2025)
Dopo un ep pubblicato nel 2019, i romani Ghost On Mars tornano sul mercato nel recente 2024 con la pubblicazione di questo loro debut album, intitolato “Out Of Time And Space”, che vedeva tre singoli come apripista del disco, ovvero “Carbon Skin”, “They” e “Beyond The Mist”, dei quali sono stati realizzati anche dei videoclip. Parlando di questo album, possiamo dire che i Ghost On Mars non sono una band per tutti, e non per tutti i giorni. La loro musica è ammantata di tonalità grigiastre e malinconiche, con un approccio moderno, seppur ancorato in un concetto già conosciuto riconducibile all’immenso calderone del prog metal.
Passiamo prima ai lati positivi e poi a quelli negativi. Sicuramente questa band è capace di suonare e comporre, le strutture dei loro brani sono per nulla banali e a volte risultano imprevedibili, grazie ad un concetto di sviluppo dei brani che non si pone troppi limiti. Ecco questo è il pregio preponderante. Passando ai difetti, ce ne sono un po’, purtroppo. La voce di Moreno Sangermano risulta un po’ troppo melensa e monocorde per poter affrontare un tessuto sonoro che invece offre molti assist ad una interpretazione vocale che sarebbe potuta essere più incisiva e sfaccettata. Tutto questo non avviene, e si preferisce adottare delle clean vocals che praticamente non cambiano mai durante tutto l’arco del disco. In alcuni tratti è persino fastidiosa questa voce troppo pulita, come in “Quarantine” ad esempio.
La produzione è ottima e molto pulita, questo è da rimarcare, e quindi il disco suona alla grande. La band ha un approccio pieno di sali e scendi di emozioni, non rimane statica e alterna parti più violente ad altre più rilassate quasi continuamente, e anche questa formula alla lunga annoia. Molti gli arpeggi di chitarra pulita quindi (“They”, “Nocturnal”), ma poi la band si riprende sempre e offre la giusta dose di potenza, anche se a volte si ha la sensazione che la mancanza di un episodio bello diretto dall’inizio alla fine, senza troppi abbellimenti o intermezzi riflessivi infici un po’ il risultato finale, ovvero che il disco non riesce a trascinare come potrebbe. Forse solo “”Lost Signal” fa intravedere buone cose in questo senso, perchè è un pezzo più diretto al punto.
Luci ed ombre su questo lavoro, quindi, che si presenta non male sotto l’aspetto tecnico, molto rifinito e “di classe”, ma che non lascia molto il segno, tende un po’ a svanire nel vuoto a causa dell’assenza di una vera e propria highlight. Band da risentire nelle prossime releases.
Recensore: Mario “The Rocker” Giusfredi
Tracklist:
01. Beyond The Mist
02. Quarantine
03. They
04. Carbon Skin
05. Nocturnal
06. That Time I saw The Moon
07. Under A Crescent Moon
08. Back From The Dead
09. Back To life
10. Lost Signal
Line-up:
Valerio Lippera: Bass
Andrea Alberati: Drums
Fabio Valentini: Guitars
Moreno Sangermano: Vocals
Andrea Mataloni: Guitars





