Intervista ai NEURASTY

Oggi ospitiamo i romani Neurasty, forti di un debutto convincente quale è “Identity Collapse”, album che cerca di coniugare il metal moderno con quello più estremo e con cantato femminile. Buona lettura!
1 – Ciao e benvenuti! Presentatevi ai nostri lettori e diteci cosa state facendo in questo periodo!
Ciao a tutti e grazie a voi per averci ospitato sulle vostre pagine, i Neurasty sono un progetto nato più per esperimento, volendo unire mondi diversi tra loro, facendoli funzionare insieme in modo naturale senza forzature, al momento stiamo pianificando delle date in supporto di “Identity Collapse” e iniziando a mettere giù le prime idee per il prossimo album.
2 – Siete una band di recente formazione, ma arrivate per caso da precedenti esperienze musicali?
In realtà anche se il nostro debutto discografico è molto recente, la band ha già qualche anno di vita, di esperienze precedenti invece ce ne sono abbastanza da parte di tutti, il nostro bassista Silvio ha militato tanti anni nei Daemonia del Maestro Simonetti e nel progetto Aporia, Gabriele (chitarra e voci estreme) si divide tra gli Abscendent, gli Eyeconoclast, gli Ade e gli Overactive, David Folchitto (batteria) non ha bisogno di presentazioni, basti pensare ai suoi progetti storici come Stormlord e Kaledon, oltre a Screaming Banshee, Abscendent, Fleshgod Apocalypse e molti altri nomi noti nel panorama metal italiano. Viviana matura la sua esperienza a livello accademico mirato alla musica da professionista, esibendosi sui palchi di tutta Italia e numerose collaborazioni in studio.
3 – Come sta andando “Identity Collapse” a livello di pareri del pubblico?
L’album è uscito da pochissimo, non abbiamo ancora una quantità di feedback sufficienti da poter fare una panoramica generale, lo scopriremo tra qualche mese. Per adesso possiamo dire solo che nella scena romana dalla quale proveniamo è stato accolto molto bene, anche da chi non è un ascoltatore abituale del genere.
4 – Come definireste lo stile musicale che proponete?
E’ sempre difficile rispondere a questa domanda, nel nostro sound puoi percepire varie sfumature del metal, dal death al prog al power, senza propendere mai in nessuna direzione specifica, è l’unione di quattro elementi dal background diverso tra loro che convergono verso la stessa direzione.
5 – Pensate che il vostro sound cambierà molto in futuro o seguirete le coordinate tracciate da questo album?
Di sicuro si evolverà, tenendo conto di cosa è stato già fatto ma con lo sguardo in avanti, qualcosa bolle già in pentola e non ci saranno stravolgimenti drastici del sound, diciamo che il prossimo disco sarà il naturale successore di “Identity Collapse”.
6 – Qual è, secondo voi, un vostro tipico ascoltatore?
La nostra proposta è rivolta agli amanti del metal estremo che non disdegnano un’apertura ad un sound più moderno e viceversa agli ascoltatori di metal moderno con un apertura verso lidi più estremi.
7 – Quali sono le vostre influenze musicali e che peso hanno sul vostro sound?
Le influenze sono le più disparate e distanti tra loro, come accennato prima, siamo quattro musicisti con background, ascolti e stili diversi tra loro, ascoltando attentamente l’album, si possono percepire anche sfumature heavy metal più classico o power, oltre al metal estremo e al lato groove più moderno, band come Nevermore, Symphony X, Meshuggah, Dream Theater hanno giocato un ruolo fondamentale per l’ispirazione alla scrittura di questo disco e dei prossimi.
8 – Suonate molto dal vivo e cosa volete trasmettere al pubblico?
Abbiamo avuto un discreto numero di concerti tra Lazio e Campania negli ultimi due anni, ora con il disco fuori stiamo lavorando per ampliare il raggio d’azione in tutta Italia e perchè no, anche in Europa, provando a trasmettere a chi ci ascolta, le stesse vibrazioni che ci hanno spinto a scrivere questi brani.
9 – Ultime parole libere. Grazie di essere stati con noi. Un saluto!
Grazie ancora per lo spazio concessoci, ci vediamo in giro e se volete, potete trovarci su tutte le piattaforme streaming e sui social.





