LUCERNA “Finché la luce non si spegne” (Recensione)

Full-length, Independent (2024)

Eccoci qui a parlare di un’altra band italiana, e questa volta lo facciamo con i lombardi Lucerna, che più precisamente arrivano da Busto Arsizio (VA), e pubblicheranno questo album di cui vi stiamo parlando il 5 aprile 2024. Proprio ad inizio recensione vi lasciamo ad alcune parole della band, che potrebbero essere utili per inquadrare meglio ciò di cui vi parleremo:

“In questo nostro lavoro abbiamo cercato di fondere le atmosfere e le sonorità caratteristiche del post rock strumentale di band come Caspian, This Will Destroy You e God is an Astronaut, al rock alternativo italiano degli anni ‘90/2000 nello stile di Timoria e Teatro degli Orrori. I 10 brani che abbiamo prodotto spaziano attraverso diversi generi musicali, nell’utilizzo dei synth accostati al cantato in italiano abbiamo voluto omaggiare i grandi nomi del panorama progressivo italiano come PFM, Banco del Mutuo Soccorso e Le Orme, mentre le parti più melodiche ed incentrate sui testi richiamano il cantautorato nello stile di Ivano Fossati e Luca Carboni, non mancano naturalmente le influenze più Metal, dato che ognuno di noi, chi più chi meno, ha avuto un passato in progetti Doom Metal, Thrash e Hard Rock”.

Proprio in queste parole vi è condensata forse tutta l’essenza di un album come “Finché la luce non si spegne”, ma qualche considerazione dovremmo pur farla! Allora partiamo dalla copertina. L’artwork è molto bello e richiama anche qualcosa di ben più estremo rispetto al genere che la band effettivamente suona. Il logo stride un po’ troppo rispetto al genere suonato, così come l’artwork appare forse più adatto ad un prodotto metal che ad un prodotto fondamentalmente di alternative/post rock. Detto questo, rimane un bellissimo artwork, sia ben inteso.

Se però vi è qualche perplessità sull’artwork, tutto questo svanisce quando parte il primo brano. “I bambini non dormono più”, che lascia davvero disarmati. La coltre di rabbia, frustrazione, tristezza espressa dalla band arriva dritta alla pancia e al cuore e il cantante Lele Morra non fa rimpiangere alcuni interpreti storici della musica italiana, come ad esempio i cantanti di band come Negramaro, Timoria, Teatro Degli Orrori, Tre Allegri Ragazzi Morti, o cantautori come Rossi, Carboni. La sua ugola strozzata in metriche quasi perentorie è da manuale del rock di ultima generazione, mentre a livello musicale la band preferisce un po’ mescolare le carte, giocando molto sul creare un post rock moderno ma che spesso si butta nel passato (grazie anche ad un ottimo pianista/tastierista in line up come Gabriele Toia) e anche scomodando i dinosauri precursori dell’hard rock e dell’heavy metal. Spesso infatti si assiste a scorribande musicali che sono tipiche degli anni Settanta, ma che in un modo o nell’altro stanno benissimo in questo contesto e anzi, spezzano l’atmosfera dimessa che si respira solitamente, come ad esempio in “Crepe e ombre”, ma non solo.

Guardando la line-up scopriamo che questa band ha componenti che provengono perlopiù da realtà più estreme: Lele Morra (DustInEyes), Rob Ursino (Sidhe, Impero delle ombre, Longobardeath), Gabriele Toia (Hideout Company, Orchestra Sinfonica di Milano, Eugenio Finardi), Riccardo Crespi (Hyades, Generation On Dope, Norimberga) e Alessandro Mori (Longobardeath, Entirety, Total Death), quindi questo album assume anche il valore di una prospettiva diversa dell’estremismo, che in questo caso è più espresso tramite il veicolare emozioni forti e dal forte sapore introspettivo, piuttosto che sul pestare sui propri strumenti.

Un lavoro particolare e avvincente, che speriamo possa essere di buon auspicio per il proseguimento di carriera di questi validi musicisti.

Recensore: Mario “The Rocker” Giusfredi

Tracklist:
1. I bambini non dormono più
2. Alcool e specchi
3. Amica mia
4. Desolazione
5. Lettera
6. Occhi lucidi
7. Diana blu
8. Stella
9.. Crepe e ombre
10. Sogno a metà

Line-up:
Rob Ursino – chitarra
Gabriele Toia – piano, organo, synth
Alessandro Mori – batteria
Riccardo Crespi – basso, cori
Lele Morra – voce

Links:
https://www.facebook.com/Lucerna.postrock

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