EREWÄN “Soul is the Key” (Recensione)

Full-length, Independent
(2025)

Nuovo album per questo artista francese che cerca di offrire dell’ottimo folk/progressive rock con l’aiuto di alcuni guest musicians. Egli collabora anche con molti artisti, tra cui: Alexandre Lamia: chitarra solista nelle tracce 9 e 11, cori nella traccia 10. Xavier Boscher: chitarra solista nella traccia 2. Dorothy Lorenzetti: voce nella traccia 3, cori nella traccia 10. Patrice Ricolvi: chitarra solista nella traccia 4. Alexis Bietti: basso nella traccia 3. Chris York: voce nella traccia 9. Alan Roberts: cori nella traccia 10.

Dopo la prima canzone, interamente strumentale e intitolata “Greetings from Slumberland”, ma che dura oltre cinque minuti di hard rock basato molto sulla chitarra elettrica e su fraseggi quasi epici, parte il buon ritmo di “Fantasy World” che fa intendere che questo musicista cerca certamente di offrire qualcosa di raffinato, ma non si tira indietro nel proporre un genere piuttosto duro, almeno in alcuni brani. Questa canzone si fa strada grazie ai suoi riff di chitarra potenti e a melodie di voce ben memorizzabili. Si cambia totalmente registro nella successiva “Still Sleeping”, che vede la partecipazione alla voce della cantante Dorothy Lorenzetti, davvero brava a rendere l’atmosfera più sognante e “morbida”. Per certi versi questo brano ci ha ricordato qualcosa anche di Mark Knopfler, ma in buona sostanza parliamo di somiglianze lontane e non proprio determinanti.

Oscura e malinconica appare “High Fever”, e forse per la prima volta possiamo davvero parlare di brano pienamente progressive rock, e in questo caso forse siamo al cospetto del primo, vero highlight del disco. Un pezzo che inizia calmo e malinconico ma che verso il finale aggiunge intensità grazie ad assoli di chitarra taglienti e violino inserito molto bene. Non tarda ad arrivare una ballata dai toni pienamente folk come “Salvador’s Window”, mentre già con la successiva “Reaching You” si torna al rock più generico che questo artista ha già offerto in precedenza.

Le canzoni restanti giocano molto su questo binomio tra parti più “hard” ed altre più introspettive, queste ultime tra l’altro ancora ottimamente affrontate in un brano toccante come “There’s a Way” o anche nel vero capolavoro del disco, ovvero la lunga (oltre otto minuti) di “Soul is the Key” che è un pezzo che riesce a trasmettere una tristezza infinita, ma nel senso buono e cioè che è in grado di emozionare molto, con i violini che aggiungono pathos ad un brano davvero bellissimo.

Un album che merita tutta la vostra attenzione, questo “Soul Is The Key”. Forse sarebbe troppo definirlo come un album di progressive rock però. Noi ci abbiamo sentito dell’ottimo cantautorato rock, ma in fondo le etichette lasciano il tempo che trovano e quello che conta in questi casi è la musica, che è ottima.

Recensore: Mario “The Rocker” Giusfredi

Tracklist:
1. Greetings from Slumberland
2. Fantasy Worlds (Featuring Xavier Boscher)
3. Still Sleeping (Featuring Dorothy Lorenzetti and Alex Bietti)
4. High Fever (Featuring Patrice Ricolvi)
5. Salvador’s Window
6. Reaching You
7. Revealing Walls
8. Blackening Sky
9. There’s a Way (Featuring Chris York and Alexandre Lamia)
10. Soul is the Key
11. Ain ‘t a Farewell (Featuring Alexandre Lamia)

Guest musicians:
Alexandre Lamia: Lead guitar (9,11), backing vocals (10)
Xavier Boscher: Lead guitar (2)
Dothy Lorenzetti: Vocals (3), backing vocals (10)
Patrice Ricolvi: Lead guitar (4)
Alexis Bietti: Bass guitar (3)
Chris York: Vocals (9)
Alan Roberts: Backing vocals (10)

 

 

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