Intervista ai BLACK MOTEL SIX

1 – Ciao e benvenuti! “When The Pillars Collapse” è il vostro secondo album ed esce a molti anni di distanza dal debutto. Insomma, parliamo un po’ in generale di questo vostro nuovo album, di cosa avete fatto in questi anni ecc.
Ciao, grazie per questo spazio! Durante questi anni, tra alti e bassi, sono successe molte cose sia all’interno del gruppo che nella sfera personale di ognuno di noi che ha contribuito a rallentare le attività della band. Sfortunatamente non tutto quello che è successo è stato piacevole e per questo motivo vorrei non entrare nei dettagli; ciò di cui siamo molto contenti è che finalmente siamo riusciti a dare una svolta e a far uscire questo disco!
2 – Di cosa parlano i testi di “When The Pillars Collapse”.
I testi sono curati dal nostro cantante Stefano che per l’ultimo disco ha affrontato temi legati al mondo interiore, esperienze personali e riflessioni; sono temi riguardanti il proprio io con tutte le sue sfaccettature, i suoi colori. In questo disco Stefano ha trattato un male che oggi affligge molti e che ha vissuto in prima persona, da cui esiste una via d’uscita, scrivendo pensieri e sensazioni vissuti in quei momenti, fino alla rinascita. Un male che non fa distinzioni e che non ha età.
3 – Parliamo dell’artwork di copertina.
La copertina è stata pensata da Luca Martino, un nostro caro amico oltre che bravissimo grafico (che curò anche il disco precedente); si è ispirato ai testi di Stefano e al concetto di “pilastri” che collassano, stilizzando e sintetizzando il tutto in quelle forme che si vedono in copertina. Siamo davvero molto contenti di come sia venuta, anche la resa su CD e’ stupenda!
4 – Parliamo un po’ della vostra carriera musicale in pillole, dagli inizi ad oggi.
I Black Motel Six hanno all’attivo un EP e due album; abbiamo avuto la possibilità di suonare in giro per l’Italia (inizialmente nei locali di Roma per poi spostarci in giro per lo stivale) e anche con qualche data in Europa. Abbiamo avuto la possibilità di condividere il palco con band del calibro di Iced Earth, Nuclear Assault, Lacuna Coil, Devilment.
5 – Pensate che il vostro sound sia cambiato molto in questi anni? Insomma, cosa ha di diverso secondo voi il nuovo album rispetto al precedente?
Ci siamo impegnati parecchio per far evolvere il nostro sound e le canzoni! L’album precedente ha uno stampo “groove metal” che ci è caro ma che abbiamo iniziato a sentire un po’ stretto nel corso degli anni. “When the Pillars Collapse” è’ stato scritto senza porci troppe domande sul genere e su quali influenze inserire, cercando pero’ di evitare plagi o scopiazzature inutili.
6 – Come reputate la scena metal italiana odierna? Insomma, pregi e difetti!
La scena esiste ed è piena di band molto valide! Il problema e’ legato al giro di locali che purtroppo sono sempre di meno a dare spazio a questo genere; qui a Roma siamo fortunati ad avere dei locali che sono il perno della scena romana ma fuori dai grandi centri la situazione è differente, nonostante le proposte molto valide.
7 – In cosa pensate che i Black Motel Six si distinguano dalla massa? C’è un aspetto particolare che vorreste evidenziare?
Non sono sicuro esista un particolare o una caratteristica prominente; quello che cerchiamo di fare è scrivere musica mettendo noi stessi e le nostre emozioni. Quando si fa qualcosa genuinamente con il cuore (o con la bile) non può che essere diverso da chiunque altro.
8 – Quali sono le vostre influenze musicali e che peso hanno sul vostro sound?
Oltre chiaramente alle influenze classiche, dai Pantera ai Machine Head, abbiamo cercato di aggiungere influenze anche più moderne al nostro sound, come ad esempio i Periphery.
9 – Suonate molto dal vivo e cosa volete trasmettere al pubblico?
La dimensione live è la dimensione che prediligiamo perchè cerchiamo costantemente di comunicare con il pubblico attraverso la nostra musica; parte di questo è anche parte integrante del processo di scrittura dei brani, dove alcune sezioni di brano sono proprio pensate per essere suonare dal vivo. Nonostante siano canzoni con testi in inglese, durante i live Stefano spesso si ferma a spiegare di cosa trattano i testi delle canzoni per coinvolgere il pubblico non solo sul piano prettamente musicale ma anche sul piano del significato e di quello che e’ stata un’esperienza, un pensiero o una riflessione riguardo un determinato tema.





