KALAH “And Yet It Dreams” (Recensione)

Full-length, Nova Era Records (2024)

Secondo album a dir poco spettacolare questo dei Kalah, formazione italiana che potrebbe davvero creare un trend. Ci spieghiamo meglio. Quello che anni fa fecero i Dragonforce col power metal, ovvero di renderlo un genere nuovamente fresco iniettandolo con alte dosi di velocità e atmosfere da game playing, i Kalah lo fanno nel power, nel metalcore, nel prog! E come se non bastasse ci mettono dentro tanta elettronica e accenni alla musica techno…Il risultato è un album davvero originale, che di certo potrà spiazzare molti ma accontentarne altri.

E’ comunque un disco da ascoltare con attenzione. A partire dalla voce di Claudia Gigante, bellissima, particolare e che sa dosarsi bene tra parti più veementi e altre più dolci, ma che ha anche il grande merito di sapersi creare uno spazio vitale in un contesto dove c’è davvero da sgomitare per farsi largo. Le chitarre serrate dei due axeman Mario Grassi e Marco Monacelli non danno tregua e hanno un taglio piuttosto moderno, sia come suoni, molto abrasivi e compatti, e sia come esecuzione, che poco ha a che fare col metal classico, ma piuttosto con tutte le derivazioni che il metal moderno ha apportato negli ultimi venti o trent’anni quasi, a parte gli assoli che in effetti sono prettamente metal e anche piuttosto complessi. La sezione ritmica batte a più non posso, è sfrenata ma anche come accennavamo legata alla sperimentazione e al progressive, mentre i synth sono la chiave per aprire le porte per un autentico sound del futuro…

Tutti questi sei musicisti sono legati al progressive in realtà e sembra che ogni volta che inizia un brano ce la mettano tutta per spiazzare ad ogni secondo l’ascoltatore. Non ci sono momenti di tregua, se non rare eccezioni dove la band prende un po’ di respiro. Tutto sembra schizzato e progettato per portare nelle ambientazioni sci-fi che si evincono sin dal bellissimo artwork di copertina. Un ottimo album che farà contenti i fan dell’elettronica più potente mescolata col metal più eterogeneo, cervellotico ma allo stesso tempo di classe.

Mario “The Rocker” Giusfredi

Tracklist:
1. This World Factory Part 1
2. This World Factory Part 2
3. Runtime Error
4. And Yet it Moves
5. Escape
6. Gentle Gears
7. Helichrysum
8. Full Metal Monsters
9. Defeated
10. On Wings of Shapeless Dreams
11. XLV

Line-up:
Alessio Monacelli – Drums
Mario Grassi – Guitars (lead)
Marco Monacelli – Guitars (rhythm)
Dario Trentini – Keyboards
Claudia Gigante – Vocals
Goya – Bass

Links:
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