KRISTOFFER GILDENLÖW “Empty” (Recensione)

Full-length, New Joke Music
(2024)

Con un passato importante tra le fila dei progsters Pain Of Salvation, il bassista e polistrumentista svedese Kristoffer Gildenlow ha da anni intrapreso una carriera solista davvero interessante. Questo “Empty” è il quinto album che esce in questo suo percorso e spinge l’ascoltatore verso qualcosa che ha molto più a che fare con il rock-prog atmosferico, sinfonico e ricco di parti acustiche, e quindi siamo assai lontani dal prog metal o anche dal prog rock in senso stretto. Questo è un male? Niente affatto. “Empty” suona come un caldo abbraccio, un’ora di melodie raffinate e dolci che fanno pensare quasi alle atmosfere quasi surreali dei vari unplugged che uscivano negli anni Novanta.

Da segnalare che questo album ha avuto una gestazione piuttosto lunga, quasi cinque anni che sono volati per via della pandemia da Covid 19 e altre cose, ma adesso questo musicista, accompagnato da tanti altri ottimi artisti, sfodera tutte le sue capacità. Probabilmente questo album non verrà assorbito all’istante. Il tutto appare molto intimo e crepuscolare, si scorge qua e la anche una certa malinconia che potrebbe ricondurre agli Opeth del periodo acustico, ma in generale il disco cerca di essere personale e ci riesce. Ci sono vaghi spunti che potrebbero ricondurre anche al prog degli anni Sessanta o Settanta, come qualche influsso di organo hammond e una certa complessità negli arrangiamenti e la tendenza alla psichedelia di alcuni passaggi, ma il disco sostanzialmente suona come un disco degli anni Duemila, con una registrazione praticamente perfetta e al passo coi tempi.

La voce di Kristoffer non è mai invadente e riesce a coprire tutti gli spazi ampi del disco con un cantato che accarezza le orecchie. Per quanto riguarda tutti gli altri musicisti coinvolti in questo “Empty”, e sono molti, si potrebbe solo dire che sono stati scelti in modo accurato per poter far parte di questo progetto. Sembrano tanti pezzi di un puzzle che si intersecano: gli strumenti ad arco, l’organo hammond, le percussioni sono una parte molto importante nella riuscita di questo lavoro, e non potremmo immaginare questo album senza nessuno degli elementi finora descritti.

Un album da ascoltare e possibilmente da riascoltare più volte, un qualcosa di unico che racchiude un animo molto sensibile e dove c’è molta preparazione tecnica. Da non perdere!

Recensore: Mario “The Rocker” Giusfredi

Tracklist:
1. Time to Turn the Page
2. End of Their Road
3. Harbinger of Sorrow
4. He’s Not Me
5. Black & White
6. Down We Go
7. Turn It All Around
8. Means to an End
9. Beautiful Decay
10. The Brittle Man
11. Saturated
12. Empty

Line-up:
– Kristoffer Gildenlöw / vocals, various instruments

With:
– Dirk Bruinenberg / drums
– Jeroen Molenaar / drums
– Joris Lindner / drums, Hammond organ
– Paul Coenradie / guitar solos
– Marcel Singor / guitar solo
– Patrick Drabe / guitar solo
– Ola Sjönneby / brass
– Ben Mathot / violin
– Anne Bakker / violin, viola
– Maaike Peterse / cello
– Jan Willem Ketelaers / backing vocals
– Erna Auf der Haar / backing vocals

Links:

https://www.facebook.com/kristoffergildenlow.official

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