Intervista agli ARTIFICIAL HEAVEN

Parliamo con gli Artificial Heaven (nello specifico con Federico “Fed” Venditti, chitarrista) di molte cose: da dove nasce la band, come sta andando il loro debutto (che abbiamo recensito a questo link) e altre cose interessanti. Buona lettura.
1 – Ciao e benvenuto Federico! “Digital Dreams” è il vostro album di debutto. Come sta andando a livello di pareri della stampa e del pubblico?
Il disco sta andando bene, ci sono delle recensioni molto positive altre discrete, ma nel complesso molto bene. Stiamo ricevendo parecchie richieste per il cd in versione digipack, il che è molto incoraggiante visto che parliamo di un debutto. Abbiamo appena presentato il disco al Traffic di Roma e il locale era pieno. Una sorpresa inaspettata.
2 – Parliamo dell’artwork di copertina che accompagna questo album.
La copertina è nata da un’idea di Fabio, il cantante, che poi è stata sviluppata da questa artista molto brava dal nome D’Aria. Credo abbia fatto un ottimo lavoro nel descrivere il concept del disco: una società piegata dalla digitalizzazione di massa, schiava dei consumi e senza nessuna voglia di ribellarsi. Il nostro messaggio non è assolutamente contro la nuova tecnologia, ma solo una descrizione della società in cui viviamo.
3 – Parliamo un po’ della vostra carriera musicale in pillole, dagli inizi ad oggi.
Ho militato in diversi gruppi, il più conosciuto sono indubbiamente i Witches of Doom. Un paio di anni fa ho deciso di scioglierli, non c’erano le premesse per portare avanti il discorso. A fine 2021, in piena pandemia, ho deciso di formare gli Artificial Heaven, una band che propone un mix di goth rock e post punk il tutto in chiave moderna. Credo che abbiamo trovato una quadra da un punto di vista artistico, Digital è il primo tassello.
4 – State già pensando ad un nuovo album e pensate che il vostro sound cambierà molto in futuro?
In genere non credo sia possibile pianificare a tavolino il sound futuro, ma posso dirti che abbiamo scritto qualche nuovo brano interessante. Sicuramente, il prossimo album avrà sonorità leggermente diverse, anche se al momento è tutto molto vago.
5 – Come reputate la scena rock e metal italiana odierna? Insomma, pregi e difetti!
Personalmente credo che stiamo vivendo il crepuscolo di tutta la scena rock e metal e non solo in Italia. Negli anni non c’è stato alcun ricambio generazionale, il pubblico è sempre più vecchio e band come gli Avanged Sevenfold, ad esempio, vengono viste come band nuove pur avendo più di vent’anni di carriera alle spalle.
6 – In cosa pensi che gli Artificial Heaven si distinguano dalla massa? C’è un aspetto particolare che vorreste evidenziare?
Non abbiamo inventato nulla di nuovo, ma solo mischiato le carte di ciò che ci piace ascoltare. Il nostro debutto è un mix di sonorità anni ottanta, siamo legati a gruppi come i Sisters of Mercy e The Cult oltre a un certo rock anni novanta che passa da Seattle.
7 – Quali sono le vostre influenze musicali e che peso hanno sul vostro sound?
Come dicevo amiamo molto gli anni ottanta e specialmente la scena goth, ma ascoltiamo veramente di tutto. Da cosa più vecchie a roba moderna, mentre ti sto rispondendo ho i Prodigy di sottofondo.
8 – Ultime parole libere. Grazie di essere stati con noi. Un saluto!
Se vi piace Digital Dreams, acquistatelo attraverso le nostre pagine social, ci darete la possibilità di registrare il secondo capitolo. Grazie e a presto!
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