AETHERNA (Intervista)
Con “Evathor” gli Aetherna firmano un disco intenso e personale, in cui la contrapposizione tra luce e oscurità diventa metafora di un percorso interiore fatto di cadute, consapevolezza e rinascita. Heavy, progressive e atmosfere alternative si intrecciano in un lavoro dinamico e ricco di sfumature, capace di alternare impatto e introspezione. Abbiamo parlato con la band per approfondire la genesi del concept, le scelte stilistiche e le prospettive future.
01. Il vostro nuovo album Evathor affronta tematiche esistenziali e la lotta tra luce e oscurità: quali spunti narrativi o personali vi hanno guidato nella scrittura del concept?
Enzo Zappatore (chitarra solista): Ogni brano dell’album nasce da contrasti interiori che viviamo personalmente di fronte a determinate situazioni di vita. È dal modo in cui interiorizziamo certe sensazioni che prende forma l’ispirazione e la volontà di condividerle con chi ci segue, traducendole in una musica capace di esprimerle in modo quasi “tridimensionale”.
Vittorio Flumeri (chitarra ritmica): Gli spunti provengono dal vissuto personale di ognuno di noi, soprattutto da esperienze che hanno avuto un forte impatto emotivo. In alcuni casi si sono manifestate come sofferenza, ma poi si sono trasformate in rinascita e forza.
02. Come ha influito l’arrivo della nuova cantante Tamara Secci sulla scrittura dei brani e sull’identità musicale del disco?
Band: Tamara ha portato innovazione e qualità al nostro mood, grazie alla sua determinazione e alla sua timbrica potente e aggressiva. Il suo contributo è stato fondamentale nell’adattare testi e linee melodiche vocali alla sua identità artistica. Tutto questo ha reso Evathor un lavoro da vivere, non solo da ascoltare.
03. In Evathor si avverte una commistione di heavy, progressive e atmosfere alternative: come avete bilanciato queste influenze?
Enzo Zappatore (chitarra solista): Gran parte del lavoro è avvenuta in modo spontaneo, grazie alle diverse esperienze artistiche di ciascuno di noi. Pur curando molto i dettagli, in fase compositiva non seguiamo schemi prestabiliti: non scriviamo per aderire a un genere preciso, ma lasciamo che tutto fluisca in modo istintivo. Credo che questa sia una nostra prerogativa importante.
Vittorio Flumeri (chitarra ritmica): Non è stato semplice trovare il giusto equilibrio tra i vari stili. Abbiamo cercato di far convivere generi diversi prendendone le caratteristiche migliori. Il risultato è ciò che si può ascoltare in Evathor.
04. Il singolo “Nemesis” è stato scelto come cuore pulsante dell’album: cosa rappresenta per voi?
Enzo Zappatore (chitarra solista): Nemesis è stato l’ultimo brano composto, ma racchiude due concetti chiave dell’album: “senza maschere” e “musica emozionale”. Per noi significa libertà di esprimere ciò che abbiamo dentro, con brutalità quando necessario e senza alcun velo.
Vittorio Flumeri (chitarra ritmica): È il brano più veloce e probabilmente il più diretto. Lo abbiamo scelto anche per il video per la tematica trattata, quella del narcisismo patologico. A livello sonoro è devastante e ci rappresenta al meglio.
Joey (drummer): Nemesis è il sospiro finale di un lavoro lungo e sentito. Incarna perfettamente il nostro spirito: quando ci si aspetta un calo, noi alziamo il tiro e urliamo più forte. È un tema purtroppo attuale e molto diffuso. Abbiamo voluto raccontarlo con tutta la nostra rabbia, come un urlo di libertà contro chi avvelena la vita altrui.
05. La produzione di Evathor presenta un ampio spettro dinamico: ci sono state scelte decisive nello sviluppo del disco?
Enzo Zappatore (chitarra solista): La nostra è musica evocativa, quindi avevamo bisogno di una produzione capace di comprendere e valorizzare le nostre intenzioni. Con Andrea Madeccia di Madhouse è successo proprio questo: ha fatto suoi i brani e li ha resi il più efficaci possibile.
Joey (drummer): Evathor è un album scritto “di pancia”, e il rischio era quello di creare un caos sonoro. Andrea è entrato in sintonia con noi fin dal primo incontro, dicendo che per lavorare bene avrebbe dovuto diventare il sesto membro della band. Ed è stato così: ha saputo guidarci nel mettere ordine alle emozioni, ottenendo un mix potente e coerente.
06. In che modo sezione ritmica, chitarre e voce creano quel senso di introspezione ed epicità che caratterizza il disco?
Enzo Zappatore (chitarra solista): Il dialogo musicale tra voce e strumenti rappresenta il dialogo interiore tra le nostre parti contrapposte. Il mood è spesso serrato, ma intervengono momenti più eterei e soft che creano il giusto contrasto.
Joey (drummer): La ritmica in questo album è stata una vera sfida. Ho cercato di bilanciare impatto e atmosfera, alternando muri sonori granitici a momenti più ariosi. Ci sono molti cambi e contaminazioni, dal power e nu metal fino a influenze più pop, proprio per sostenere questa dinamica emotiva.
07. Quale traccia sentite più “rischiosa” dal punto di vista stilistico?
Enzo Zappatore (chitarra solista): Direi Thousand Lies e Bright Star. Sono brani molto introspettivi, legati alla nostra sfera più personale. Ma proprio per questo sono parte integrante di ciò che siamo.
Vittorio Flumeri (chitarra ritmica): Evathor e Force Screaming Silence per la loro complessità strutturale e ritmica e per la fusione di più stili.
Joey (drummer): Anche per me Bright Star e Thousand Lies sono state una scommessa. Abbiamo dedicato quei brani ai nostri figli, senza nemmeno metterci d’accordo. Per me, in particolare, è stata la prima esperienza compositiva importante, quindi sentivo molta responsabilità. Oggi li consideriamo tra i pezzi meglio riusciti, pur con una rabbia più silenziosa.
08. Come pensate che Evathor renda dal vivo?
Enzo Zappatore (chitarra solista): L’energia è nata spontaneamente già in fase di scrittura. Il live è il contesto ideale per trasmettere tutto questo in modo diretto e coinvolgente.
Vittorio Flumeri (chitarra ritmica): I riscontri sono molto positivi: il pubblico sembra apprezzare anche la complessità del disco.
Joey (drummer): Evathor siamo noi. La sua oscurità e la sua energia sono le nostre. Dal vivo tutto questo esplode: ogni concerto è un viaggio verso la luce attraverso i propri demoni interiori, condiviso con chi ci segue.
09. Come collocate Evathor rispetto a Darkness Land?
Enzo Zappatore (chitarra solista): Darkness Land è stato un passaggio fondamentale, ma Evathor, anche grazie alla nuova line-up con Tamara e Giovanni, rappresenta oggi la nostra identità più autentica.
Vittorio Flumeri (chitarra ritmica): È l’evoluzione naturale del precedente lavoro, ma con una maturità compositiva ed esecutiva nettamente superiore.
Joey (drummer): Darkness Land è la nostra storia e lo rispettiamo profondamente. È diverso, meno maturo, ma ha aperto la strada a ciò che siamo oggi. E non è ancora pronto per essere archiviato.
10. Quali sono le prossime tappe per gli Aetherna?
Enzo Zappatore (chitarra solista): Stiamo organizzando date ed eventi per promuovere Evathor. Parallelamente continuiamo a scrivere: abbiamo diverse sorprese in serbo.
Vittorio Flumeri (chitarra ritmica): L’obiettivo è portare il disco in giro il più possibile, in Italia e all’estero.
Joey (drummer): Il viaggio è appena iniziato. Stiamo lavorando a nuove date e abbiamo già molte idee in cantiere. Il consiglio è di seguirci sui nostri canali social: potrebbero arrivare novità quando meno ve lo aspettate.




