EX CINERE RESURGO “The Dark Continent” (Recensione)

EP, Independent (2025)

Gli Ex Cinere Resurgo sono una band metalcore fondata nell’inverno del 2010 a Bologna, cresciuta sui palchi dell’underground nazionale fino alla pubblicazione nel 2013 dell’ep d’esordio “Ignite”, guadagnandosi un tour europeo in sette paesi. La formazione originale ha subito svariate modifiche e un congedo dalle scene, dopo otto anni di introspezione e perfezionamento, i due fondatori Alessio Roda (Voce) e Riccardo Zubalich (Chitarra), hanno trovato un equilibrio solido e sinergico con nuovi componenti quali Nicola Ruggeri (Basso), Luca Mingozzi (Batteria) e Francesco Venturi (Chitarra).

Con questa line-up rinnovata la band riprende vita e registra un nuovo ep, ovvero questo “The Dark Continent”, uscito lo scorso 7 marzo 2025. Questo nuovo capitolo cerca di fondere in un substrato metalcore altri elementi quali il progressive e il djent metal, con risultati davvero apprezzabili. La band picchia duro e ricorda maestri del genere, soprattutto quelli degli anni Duemila come Devildriver, Slipknot o Chimaira, ma appunto evolve il genere con pesanti innesti di djent che non potranno non portare in mente numi tutelari come Periphery o Meshuggah. La componente djent comunque è inserita in un contesto piuttosto rabbioso e le influenze progressive si fanno sentire, ma non sono preponderanti, anzi, sono forse sono quelle meno importanti nell’economia del sound di questa band.

Ci sono mazzate incredibili come “Persevarance”, “Deep Down” o “Flesh And Bones” che si alternano a brani più riflessivi e per certi versi malinconici, dove finalmente la band dimostra la propria sensibilità, e probabilmente è qui che viene maggiormente fuori la vena progressive. Un pezzo come “Pitch Black” è davvero ottimo sotto tutti gli aspetti, denota una maturità notevole, aprendosi con un bell’arpeggio di chitarra pulita per poi trasformarsi in un brano che ha anche molto del melodic death metal, oltre che del metalcore. In questo pezzo, probabilmente, la band cerca nuove soluzioni, che potrebbero ad esempio entrare maggiormente nell’economia del proprio sound in futuro.

In generale il disco ci dice che questa band ha fatto bene a tornare, perchè ha molte cose da dire. Il cantato iper violento di Alessio Roda è forse un limite, più che un valore aggiunto, perchè il suo approccio puramente metalcore un po’ stride con delle chitarre che cercano per tutto l’album di spaziare attraverso vari generi, e il suo growl un po’ urlato limita la varietà dei brani, quindi questo è un aspetto sul quale bisognerà lavorare. La title-track, posta alla fine del disco offre diverse sorprese, come cambi repentini nel riffing di chitarra, che si alternano a qualcosa di vagamente fusion, e fa pensare ancora di più ad una band che ha bisogno di un cantato sì aggressivo, ma anche capace di variare quando serve.

In generale il disco è più che promosso. Tolto qualche spigolo da limare, questa band è pronta per regalarci musica ancora migliore in futuro, magari sotto forma di un vero e proprio full-length.

Recensore: Mario “The Rocker” Giusfredi

Tracklist:
1. Deep Down
2. Perseverance
3. Damnatio Memoriae
4. Pitch Black
5. Flesh & Bones
6. The Dark Continent

 

 

You may also like