BLACK PROPAGANDA (Intervista)

Tra le formazioni più recenti in ambito italiano che propongono thrash metal i Black Propaganda rappresentano forse una delle realtà più valide e al contempo meno citate. Eppure i loro album sono ciò che un amante del genere può desiderare, anche con degli elementi per nulla scontati. Parliamo con Eric e Paolo, batterista e cantante della band piemontese del loro ultimo ep, “Modern Prometheus” ed altro.
1 – Ciao e benvenuti! “Modern Prometheus” è il vostro nuovo ep, parliamone e cerchiamo di raffrontarlo agli album precedenti.
Eric: Ciao a tutti e grazie per questa intervista. Iniziamo col dire che innanzitutto è un concept album, cosa che non abbiamo mai affrontato prima, nonché il primo lavoro con Riccardo alla voce e Paolo al basso. I tour che abbiamo fatto in Russia e Ucraina ci hanno fatto affezionare ai nostri fan che vivono in quei paesi, in più l’attuale guerra è qualcosa di straziante e ci fa male vedere che alcuni posti che abbiamo visitato non esistono più. Questo è un nostro omaggio in loro onore, sperando che queste atrocità finiscano nel più breve tempo possibile. Credo che il nostro stile si possa percepire anche in questo EP creando in ogni caso una sorta di continuità coi lavori precedenti.
2 – I vostri testi sono da sempre molto curati e evocano scenari cupi. Vogliamo parlare di questo aspetto?
Paolo: i temi trattati dai nostri testi riflettono la nostra consapevolezza riguardo alla brutalità e alla malvagità insite nell’essere umano. È il filo che lega tutti i nostri lavori. Infatti Modern Prometheus è un concept che affronta questi temi mediante il riferimento ad alcuni episodi storici e alcuni temi legati all’URRS prima della caduta del regime. La differenza sostanziale rispetto ai lavori precedenti sta nello stile di Riccardo che ha una sua sensibilità personale e unica che ha contribuito tantissimo alla buona riuscita dei brani.
3 – Parliamo dell’artwork di copertina che accompagna questo nuovo ep.
Eric: L’artwork è composto da vari pezzi che rappresentano ognuno un evento storico riguardante l’area dell’ex URSS, eventi dai quali abbiamo sviluppato i quattro brani che compongono l’EP. A unire questi pezzi sotto un’unica ala ci pensa il nostro logo che rappresenta ancora oggi la malvagità dell’animo umano, come se fosse un eco che dal passato si sviluppa nel presente e che si protrarrà nel futuro. Purtroppo non si impara mai dagli errori storici.
4 – Parliamo un po’ della vostra carriera musicale in pillole, dagli inizi ad oggi.
Eric: facciamo thrash metal dal 2007, anno nel quale io (alla batteria) e Jan (alla chitarra) abbiamo fondato il gruppo. Abbiamo all’attivo due album più un EP uscito quest’anno, siamo andati in tour due volte in Ucraina e una volta in Russia (oltre a vari tour italiani), inoltre abbiamo avuto l’onore di condividere il palco con grandi gruppi come Sepultura, Destrage, Dark Lunacy e molti altri. Dopo una pausa durata alcuni anni, siamo finalmente riusciti a stabilizzare la formazione con l’innesto di riccardo alla voce e Paolo al Basso e abbiamo registrato questo EP nei Nadir Studios.
5 – Pensate che il vostro sound cambierà molto in futuro o pensate che “Modern Prometheus” sia un punto di arrivo per voi?
Eric: Credo che con l’arrivo di Riccardo e Paolo il nostro sound non possa che migliorare e non vedo l’ora di vedere che cosa ci riserverà il futuro, se cambierà il nostro modo di comporre e che brani tireremo fuori! La musica è la nostra vita, pertanto siamo eccitati di esplorare nuove frontiere e di conoscere anche meglio noi stessi come musicisti, spingendoci al limite delle nostre capacità.
6 – Come reputate la scena metal italiana odierna? Insomma, pregi e difetti!
Paolo: La scena metal italiana è estremamente ricca e variegata. Ci sono band eccellenti ovunque che non hanno nulla da invidiare a nessuno, suonano in maniera splendida e hanno delle idee veramente ottime. C’è molto fermento creativo in ogni dove e tanta voglia di sperimentare, distinguersi e fare bene. Peccato che sia sempre più difficile suonare dal vivo e farsi conoscere e non è neanche così semplice riuscire a collaborare come si vorrebbe. Credo che con un po’ più di promozione, di collaborazione e di posti in cui suonare la scena metal italiana potrebbe veramente essere una tra le migliori.
7 – In cosa pensate che i Black Propaganda si distinguano dalla massa? C’è un aspetto particolare che vorreste evidenziare?
Eric: Il nostro scopo non è rivoluzionare il genere o cercare di stupire per forza con tempi intricati o esecuzioni super tecniche, noi cerchiamo di esprimere noi stessi attraverso la musica e credo che questo sia molto importante. Ci piacciono i ritmi serrati e i riff graffianti, e questo è quello che vogliamo suonare. Siamo un po’ old school ma a mio parere questo non può che essere un pregio!
8 – Quali sono le vostre influenze musicali e che peso hanno sul vostro sound?
Paolo: le influenze principali sono piuttosto old school e si possono far risalire alle band thrash metal degli anni ‘80-‘90 di cui siamo tutti appassionati, in particolar modo Slayer, primi Metallica, Kreator, Sepultura ecc a cui aggiungerei anche Pantera, Death e i Voivod. Il sound dei BP risente molto di queste influenze ma non è tutto lì ovviamente, visto che siamo piuttosto eclettici nei nostri ascolti, siamo di generazioni differenti e ognuno di noi ascolta generi molto diversi dagli altri e porta la propria sensibilità musicale nella band. Ci tengo poi a dire quanto sia stato e sia ancora importante l’ascolto e il confronto con le altre band italiane. Veniamo da una città, Torino, che all’inizio degli anni 90 ha avuto un momento importante di fermento artistico per quanto riguarda la musica metal, momento che è stato per noi estremamente importante e ha segnato il nostro modo di fare musica.
9 – Suonate molto dal vivo e cosa volete trasmettere al pubblico?
Eric: A chi viene ai nostri live vogliamo trasmettere grinta, una rabbia positiva nonché una valvola di sfogo contro questa società che a volte ci spinge a reprimere chi siamo e quello che vogliamo. Noi stessi quando saliamo sul palco vogliamo divertirci ma al tempo stesso sfogarci per tutto ciò che viviamo ogni giorno.
10 – Ultime parole libere. Grazie di essere stati con noi. Un saluto!
Paolo: grazie per l’intervista e per il vostro supporto alle piccole realtà metal come la nostra! Speriamo di vederci presto in qualche situazione live e a tal proposito mi sento di dire a tutti: andate a vedere i concerti delle band locali! C’è sempre qualcosa di bello e di nuovo da ascoltare.





