STORMWOLF (Intervista)

INTERVISTA NOIROCKER
Gli Stormwolf sono in giro da almeno un lustro, hanno già realizzato due album, di cui il secondo intitolato “Voyager” ci ha colpito in maniera positiva. Risponde Tiziana Cotella, talentuosa batterista della band!
1 – Ciao e benvenuta! Presenta il vostro nuovo album, dalle prime fasi fino alla sua conclusione!
Ciao, è un piacere essere qui. Partiamo subito velocissimi: il nostro album si chiama “Voyager”, è il secondo disco del progetto e la sua gestazione è iniziata subito dopo la pubblicazione del primo album, ossia ben 6 anni fa. La nostra modalità di scrittura è vederci in saletta e lavorare su dei riff che porta generalmente il fondatore del progetto, Francesco, assemblarli e lavorarli ognuno mettendo la propria impronta. Quando la struttura è pronta si passa alle linee vocali e ai testi. Per questo disco alcuni brani erano già pronti molto tempo fa, altri invece sono stati composti più recentemente, infatti abbiamo registrato in due momenti differenti prima un gruppo di brani poi l’altro. Le registrazioni sono avvenute senza click, uno strumento alla volta partendo dalle batterie, ed è stata per noi una bella sfida scelta per la volontà di mantenere uno stampo old school, più imperfetto ma decisamente umano della nostra musica. Le vicissitudini del periodo pandemico e della nostra organizzazione personale hanno dilatato enormemente i tempi e allungato i processi a tal punto da impiegare appunto 6 anni per fare tutto… ma se da una parte può essere svantaggioso per un discorso di continuità, dall’altro ci ha permesso di elaborare più a fondo la nostra musica aiutandoci ad esprimere meglio noi stessi.
2 – “Voyager” in cosa si differenzia dai precedenti album?
Oserei dire che sia un album più consapevole, meno ragionato e più spontaneo, istintuale. Siamo stati meno attenti alle regole di mercato e abbiamo lasciato che la musica parlasse per noi, ci siamo lasciati guidare lasciandola scorrere come voleva. Infatti i brani sono più lunghi, quasi inusuali per un ascoltatore medio e vi è molta libertà espressiva, anche improvvisativa. La stessa cosa vale per i testi, non c’è un vero e proprio concept se non quello del viaggio in sue diverse forme: dal viaggio storico a quello emotivo alla riflessione interiore. Anche in questo caso ci siamo lasciati ispirare dalla musica e abbiamo dedicato al suono le parole che esso stesso ci suggeriva.
3 – Come sta andando questo nuovo album a livello di pareri del pubblico?
Nonostante il nostro timore per la lunghezza dei brani e le loro complessità possiamo dire che siamo soddisfatti dalla risposta che sta avendo. In tanti lo apprezzano e ne riconoscono il valore per quello che è, riuscendo ad apprezzare la sua natura libera e unica. Una cosa che ci ha stupiti è l’approdo del nostro disco in America, che a quanto pare sta riscuotendo un buon seguito.
4 – Come definiresti lo stile musicale che propogono gli Stormwolf?
Diciamo “Heavy Metal a modo nostro” hahahaha. Al di là degli scherzi, in primis non siamo attenti all’etichetta perché non è una nostra priorità, in quanto prediligiamo l’espressione libera. In secondo luogo, possiamo dire che effettivamente come genere di riferimento abbiamo l’Heavy Metal perché tutti siamo cresciuti ascoltando i grandi classici, ma apprezziamo molto la contaminazione da altri generi, sia Metal che non, che comunque hanno influenzato la nostra vita musicale, artistica e personale da sempre. La contaminazione per noi è la possibilità di aggiungere qualcosa di nuovo, una sfumatura singolare che dona novità ed è responsabile dell’evoluzione del genere musicale. Per questo è interessante lasciare libera l’espressione di ognuno, che sarà diversa a seconda degli studi e delle preferenze, e vedere in che meta ci porta fondere tutto insieme. L’unica regola è che ci piaccia e che ci rispecchi.
5 – Parliamo un po’ dei testi di questo album.
Per i testi il responsabile è sempre Francesco, aiutato da un suo caro amico per le fonti e la forma. Per i brani a tema storico, il signor Alberto Lapidari ha messo a disposizione il suo cospicuo materiale al fine di ricostruire gli eventi in maniera attendibile e professionale. Per altri brani come “Dark Shadows” invece ci si è soffermati su un discorso di emozioni, e più precisamente su quelle ombre interiori che ognuno si porta dentro col timore di affrontarle, per cui si parla di introspezione. In ultima istanza, “Horizon” è stata ispirata dai panorami di due luoghi che Francesco è solito frequentare e a cui è molto legato: la Valle D’Aosta e la Corsica.
6 – Pensi che il sound degli Stormwolf cambierà molto in futuro o seguirete le coordinate tracciate da questo album?
Stando a quanto detto in precedenza sulle influenze tendo a pensare che il nostro sound cambierà e si modificherà ancora, parallelamente all’evoluzione costante che ognuno vive attraverso lo scorrere della vita, ma che cercheremo comunque di mantenere un filo conduttore di coerenza con i nostri precedenti album. È importante che il prodotto sia riconoscibile e riconducibile immediatamente alla band di provenienza, come si riconosce la voce dei propri cari. Possiamo dire quindi che ci evolveremo in maniera naturale senza stravolgere la nostra identità.
7 – Qual è, secondo te, un tipico ascoltatore degli Stormwolf?
Domanda interessante, non riesco a indentificarne uno stereotipo ben definito. Penso che possano ascoltarci tutti tra giovani e meno giovani e che possa essere un pubblico misto. L’importante è secondo me essere aperti, apprezzare un sound non particolarmente impegnativo ma comunque grintoso. Poi ovviamente ci sono gli affezionati da tempo e questo ci fa davvero molto piacere!
8 – Quali sono le tue e/o vostre influenze musicali e che peso hanno nella vostra musica?
Se non lo dico Francesco mi tira le orecchie hahahaha, personalmente sono cresciuta a pane ed Iron Maiden! Ma oltre ai grandi classici ascolto molto Metal moderno, Metalcore, Djent, e cose ben più pesanti dell’Heavy, come il Death Metal. Posso vantare di aver studiato musica sin dalle medie, di avere avuto la possibilità di sperimentare molto, e di essere entrata in contatto con stili anche molto differenti come il Jazz, il Funk e il Latin. Tutti gli studi fanno peso nel mio bagaglio musicale e diventano parte del mio linguaggio portandomi a sperimentare. Sono molto contenta che Francesco mi lasci carta bianca perché mi piace cercare di essere personale e creativa, e portare soluzioni non scontate, motivo per cui sono molto legata a “Voyager”. In generale comunque la band si ispira all’Heavy Metal, quindi a band come Iron Maiden, Angra, Dokken, Saxon, Van Halen, Accept… chi più ne ha più ne metta!
9 – Suonate molto dal vivo e cosa volete trasmettere al pubblico?
Purtroppo per vicissitudini interne alla band e anche a causa della pandemia non suoniamo tanto dal vivo, ma speriamo questo possa cambiare in futuro! Quando abbiamo suonato e quando torneremo sul palco ci piacerebbe trasmettere energia e potenza, vorremmo essere di ispirazione per le persone che ci ascoltano, invogliarle a vivere con grinta la propria vita e a godersi un po’ di sana musica, anche con una buona dose di spensieratezza! Per noi il pubblico è sacro, senza un pubblico un’artista è completo a metà.
10. Vogliamo parlare del perchè avete realizzato un doppio album con una seconda parte dedicata alle cover di band famose?
Le ragioni di questa scelta sono principalmente due: la prima è che ci piace suonare brani che magari sono stati importanti per noi, che ci danno la dimensione dell’intenzione desiderata per i nostri brani e sono un buon modo per goderci le giornate in saletta anche dopo molto tempo che non ci si vede. Arrivare con una cover reperibile su internet ci permette di scaldarci entrando da subito tutti insieme nello spirito giusto; inoltre essendo che ci piace suonare questi brani e che siamo rimasti soddisfatti dei risultati, abbiamo deciso di omaggiarli. La seconda ragione è legata sempre al tema del viaggio, ossia questi brani rappresentano per noi le nostre radici, il luogo di provenienza, e ci ricordano il motivo per cui siamo dove siamo, perché una volta grazie a queste note abbiamo accettato la missione di onorare la musica e di provare a essere suo mezzo di espressione e diffusione. Suoniamo canzoni a cui dobbiamo la vita, che ci hanno salvato tante volte e ci hanno fatto provare emozioni stupende, e sono sempre lì per noi a illuminarci il cammino nei momenti di difficoltà. Se i brani da noi composti sono il nostro presente e saranno il nostro futuro, le canzoni coverizzate identificano il nostro passato, e ci ricordano tutto quello che abbiamo vissuto per arrivare dove siamo. Un viaggio nel tempo, nello spazio, e nelle emozioni.
11 – Ultime parole libere. Grazie di essere stati con noi. Un saluto!
Titti: Ringrazio tantissimo a nome di tutti per l’opportunità che ci avete dato, il piacere è tutto nostro! Ricordo che potete trovarci su qualsiasi piattaforma, è uscito ormai da un mesetto il Lyric Video del nostro brano storico “Lepanto” e il drum playthrough di “Fury”, integrali su Youtube! Vi consiglio di rimanere sintonizzati perché le sorprese non sono ancora finite. Un ringraziamento a tutti e un saluto, Rock on!





