Intervista ai NOIRNOISE

I Noirnoise sono una nascente formazione italiana che propone un fumoso alternative rock, venato di blues e grunge. Parliamo della band e del loro primo ep. Buona lettura.
1 – Ciao e benvenuti! “Noirnoise” è il vostro primo ep, parlatecene un po’ in generale!
“Noirnoise”, il nostro primo EP, nasce dall’incontro tra la nostra band e Francesco Palumbo che, con la sua Disco Inferno Ent., ha reso possibile tutto questo. L’EP contiene 4 tracce che rappresentano le varie sfaccettature della nostra band. Dalle atmosfere hard rock graffianti di “Little white marbles” a quelle più garage di “The curse of Cromwell”, dai suoni noise, rumorosi ed aggressivi, di “A few moments” a quelli più dark e grunge di ”Sleeper of the valley”. E’ un EP che, sebbene in forma ridotta, rappresenta il nostro percorso ed il nostro messaggio artistico anche, e non solo, musicale.
2 – Venite da altre band o da precedenti esperienze musicali? E quali nello specifico?
Il progetto Noirnoise nasce nel 2009 con l’ingresso di un nuovo batterista in una formazione che veniva da esperienze comuni diverse in gruppi come “Bluesunday” e “LaNuit”, bands che si approcciavano alla musica con la stessa attitudine ma che proponevano progetti decisamente diversi. L’inserimento nel gruppo di una sezione drum molto presente e forte ha creato un nuovo progetto che ci è sembrato, fin da subito, naturale e spontaneo. Condividere un approccio molto simile e la stessa attitudine ha reso molto semplice suonare insieme e, devo dire, che questo contesto tra gli elementi del gruppo non è mai cambiato, amplificandosi nel tempo.
3 – Parliamo dell’artwork di copertina di “Noirnoise”.
E’ un artwork che ci piace davvero tanto. Un muro scrostato che diventa ancora più bello a mano a mano che i colori lo ricoprono. Rappresenta un processo creativo in corso… un brano, in fondo, non è altro che una tela, o un muro, un artwork, che evolve e si costruisce a mano a mano che i colori si fondono, si miscelano, prendendo vita, modificandosi, fino ad un risultato finale che ha un aspetto estetico e si fa portatore di un messaggio. E’ il processo creativo comune a tutte le forme d’arte.
4 – Cosa ne pensate dell’alternative rock e della sua evoluzione? Voi stessi proponete una forma di alternative rock o sbaglio?
L’alternative rock si è sempre fatto portatore del disagio, del desiderio di rivolta e ribellione e della voglia di sovvertire il sistema, di cambiare il mondo. E, aldilà delle forme che ha assunto negli anni, il suo messaggio non è mai cambiato. Qualcuno disse che finchè il desiderio di rivolta, di sovvertire e cambiare il mondo e questa forma di rabbia esisteranno, il rock non morirà. Credo viviamo in un mondo in deriva… che non fa altro che amplificare queste emozioni… questa voglia di sovvertire. Il rock avrà lunga vita… così come l’alternative… o almeno noi ce lo auguriamo… Ci sentiamo assolutamente allineati alla definizione di “alternative rock”, proprio per rabbia e voglia di cambiare una situazione che, in senso ampio, spesso ci disgusta… ma anche per attitudine ed approccio musicale oltre che per il messaggio di cui ci facciamo portatori.
5 – Pensate che il vostro sound cambierà molto in futuro o seguirete le coordinate tracciate da “Noirnoise”?
Crediamo che, dopo aver viaggiato per 15 anni sullo stesso percorso, si siano definite le nostre coordinate ed il nostro sound, almeno in modo generale. Ma continuando a viaggiare si incontrano persone, luoghi e situazioni che ci influenzano di continuo. In sintesi, l’anima “Noirnoise” resterà la stessa ma verrà influenzata dal percorso che tracceremo insieme.
6 – In cosa pensate che i Noirnoise si distinguano dalla massa? C’è un aspetto particolare che vorreste evidenziare?
Non è fondamentale per noi distinguersi dalla massa o essere “diversi” dalle atre band. Crediamo che nella musica, così come nell’arte e nella vita in genere, sia l’attitudine a fare la differenza, il modo con cui ci si approccia alle cose, un concetto sottovalutato… e, purtroppo, i risultati si vedono. Essere coerenti con se stessi, portare un messaggio chiaro e limpido crea un contesto molto “riconoscibile”, un’ identità che si fa sempre più chiara con il passare del tempo. E spesso, tutto questo avviene “nonostante”… e i “nonostante” sono davvero molti nella società attuale.
7 – Quali sono le vostre influenze musicali e che peso hanno sul vostro sound?
Crediamo che il nostro EP rappresenti piuttosto bene quelle che sono state e che sono le nostre influenze musicali. La nostra età anagrafica ci ha dato il privilegio di vivere momenti esaltanti della musica mondiale. Avere la fortuna di vivere nel presente e di ascoltare gruppi Brit anni ’80, il dark di quel periodo, il grunge, ma anche le cose meravigliose che ancora risuonavano (e risuonano tutt’oggi) degli anni ’70 è stata un’esperienza che ha segnato profondamente la musica che suoniamo. Non è possibile non essere influenzati, in qualche modo, da chi ha cambiato il modo, non solo, di suonare, ma di vivere la vita. Pensiamo a David Bowie, Rolling Stones, Velvet Underground o un fenomeno di massa come l’esplosione di band come Nirvana, Afghan Whigs, Screeming Trees, Pearl Jam, Soundgarden. Sono queste le esperienze, più che le influenze, che portiamo con noi.
8 – Suonate molto dal vivo e cosa volete trasmettere al pubblico?
La musica dal vivo in Italia è un fenomeno vivo, ma a rischio di estinzione. Troppi pochi locali (a ragione, costi troppo elevati) un fenomeno cover band a diffusione capillare che sta soffocando i progetti indipendenti ma che, purtroppo, spesso ha una richiesta ben superiore da parte dell’audience e del pubblico… Tutto questo non rende facile sostenere performance live. L’aspetto “dal vivo” è quello in cui pensiamo di essere più a nostro agio e in cui il messaggio che portiamo è più vivo… più chiaro… Creare una simbiosi con il pubblico rende un concerto qualcosa di davvero speciale, attraverso dinamiche e un muro del suono che renda un tutt’uno audience e band. Al pubblico trasmettiamo il nostro messaggio fatto di ricordi, di sogni e di rabbia.
9 – Ultime parole libere. Grazie di essere stati con noi. Un saluto!
E’ molto bello ci abbiate dato l’opportunità di parlare del nostro progetto e per questo vi siamo davvero grati. Incontriamoci nel percorso del nostro viaggio, in giro… a fare rumore… a bere birra… un abbraccio a tutti.





