Intervista ai DPERD

Ecco a voi i Dperd, formazione incatalogabile e chiusa nel proprio guscio fatto di musica intima e dalle tinte malinconiche. Abbiamo parlato con Carlo Disimone, un po’ il tuttofare della band.

1 – Ciao Carlo e benvenuto! Come nasce e si conclude la lavorazione a questo vostro nuovo album?
Ciao, sono Carlo. I brani nascono per caso, da un’idea iniziale al pianoforte, che sviluppiamo con Valeria. Registro la traccia del pianoforte nel nostro studio personale e vado aggiungendo gli strumenti ad uno ad uno, sino a quando smetto di inserirne. Il pianoforte iniziale potrebbe rimanere tale, essere stravolto o cancellato in toto. Choices non ha fatto eccezione a questo modo di comporre, che usiamo da 20 anni. In Choices, inoltre, i brani li abbiamo registrati uno di seguito all’altro, senza pause: la fine di uno si interseca con l’inizio dell’altro. L’ascolto si apprezza di più su disco, un pò meno su Spotify e ancor meno su Youtube.

2 – Siete in giro da molti anni e avete realizzato diversi album. Pensate di avere ancora molto da dire?
Chi può dirlo?! Facciamo musica per una esigenza nostra: ci divertiamo moltissimo!! Ma è pur vero che la vena artistica potrebbe esaurirsi in qualsiasi momento e, quindi, non aver più nulla da dire. Vedremo cosa ci riserverà il futuro…

3 – Parliamo dell’artwork di copertina.
La foto di copertina è stata realizzata da Lilith Terra, un’artista tedesca. Tutte le altre foto sono di Valeria. Tutto il progetto grafico è merito di Francesco di My Kingdom Music, la nostra Label che ha anche scelto il soggetto della copertina. Ormai sono anni che ci affidiamo completamente a lui in queste scelte e devo dire che il risultato ci soddisfa appieno.

4 – Parliamo un po’ della vostra carriera musicale in pillole, dagli inizi ad oggi.
Valeria ed io suonavamo con una band wave degli anni 90, che si chiamava “Fear of the Storm”. Dopo la fine dei FOTS, abbiamo impiegato qualche anno per ritrovare le motivazioni e l’alchimia, così da comporre in due la musica che in precedenza facevamo in quattro

5 – Pensi che il vostro sound cambierà molto in futuro o seguirete le coordinate tracciate da “Choices?
Il cambiamento fa parte della vita… Siamo molto diversi dagli esordi, ce ne rendiamo conto. Abbiamo introdotto interventi di tromba, da quando il nostro sound engineer l’ha imparata durante il Covid. Moltissime volte i cambiamenti avvengono indipendentemente dalla nostra volontà. Negli ultimi brani che abbiamo in cantiere, non ho usato il charleston, per tenere il tempo, in nessuno dei 10 brani registrati sinora. È avvenuto per caso. Vedremo cosa ci riserverà il futuro…

6 – Come reputi la scena italiana? Ci sono band che vi hanno colpito ultimamente?
Gli italiani storicamente sono sempre stati i migliori nel campo dell’arte ed in particolare nella musica. Non fanno eccezione neanche quando il genere lo hanno importato. L’Alternative italiana è stata ed è, secondo me, la migliore. Wanda Wulz, En Declin, Grazia Obliqua mi piacciono, per citare i primi nomi che mi vengono in mente. Valeria segue tutte le uscite dei nostri colleghi di etichetta

7 – In cosa pensi che i Dperd si distinguano dalla massa? C’è un aspetto particolare che vorresti evidenziare?
Non so cosa voglia dire distinguersi dalla massa: ognuno di noi si distingue da un altro, ognuno di noi è diverso da un altro. Sono le diversità che fanno l’umanità. Per questo bisognerebbe abbracciare la diversità e non averne paura. Il diverso da noi è quello che ti arricchisce di più. Noi DPERD abbiamo una peculiarità: siamo un duo, ma a differenza di molte formazioni simili, abbiamo un approccio alla musica come una vera band, con tutti gli strumenti suonati, senza uso di elettronica.

8 – Quali sono le vostre influenze musicali e che peso hanno sul vostro sound?
Sono cresciuto dentro un cinema, che proiettava film degli anni settanta. Mi hanno influenzato tutte le colonne sonore di quel periodo, più tutta la wave degli anni 80 e 90. Valeria, pur essendo laureata al Conservatorio, si è formata, oltre che con la wave, anche con il rock e con il pop presente e passato.

9 – Suonate molto dal vivo e cosa volete trasmettere al pubblico?
Mi spiace, non abbiamo mai suonato dal vivo, come Dperd. Siamo contrari alle esibizioni live, con delle basi musicali registrate. Per un Concerto, degno di questo nome, avremmo bisogno di almeno altri tre musicisti, con i quali provare e riarrangiare i brani. Un impegno di tempo e soprattutto economico che, sinora, non abbiamo voluto sostenere.

10 – Ultime parole libere. Grazie di essere stato con noi. Un saluto!
Grazie a voi per l’attenzione!! Auguro buona musica e mente aperta, a tutte le ragazze ed i ragazzi.

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