ETHEREAL FLAMES “Myths and Legends of Our Land” (Recensione)

Full-length, Sliptrick Records (2024)

Primo album per questi marchigiani che sembrano voler abbracciare in toto la tradizione heavy e power metal. Soprattutto si sentono molto bene le loro influenze da parte di band come Rage, Grave Digger e Jag Panzer, quindi abbiamo un misto di scuola europea ed americana. Questo disco si apre con la trascinante e veloce “Desperate Girl”, anche se la velocità non è l’unico ingrediente nè di questo brano, nè tantomeno dell’album. Chitarre affilate come rasoi aprono la successiva “The Holy House”, mentre poi il pezzo si poggia su tempi medi basati sull’ottima doppia cassa del batterista Thomas Mencarelli. I cori anthemici cominciano ad essere un tratto distintivo di questa band, e parliamo di qualcosa di epico e che rievoca vecchie battaglie. Il suono degli Ethereal Flames è ruvido ma è anche interessante l’uso delle tastiere, che non dominano sugli altri strumenti, ma allo stesso tempo compaiono quando necessario e sono molto ben inserite in questo contesto epico.

Uno dei pezzi che più mi ha convinto è “Metauro’s Battle”, che si apre velocissimo ma poi cambia totalmente approccio facendosi più introspettivo e più cadenzato. In ogni caso questo è uno dei pezzi più veementi che abbiamo nella tracklist, con una prestazione sentita da parte di tutti, e in special modo colpiscono gli intrecci tra parti elettriche ed acustiche di chitarra. Non manca anche la classica semi ballad che risponde al titolo di “Two Sad Lovers”, che è posta prima dei due episodi conclusivi che poi ripropongono la consueta vena battagliera della prima parte della tracklist.

“The Queen Sibilla” si apre con un drumming molto simile a quello iniziale della mitica “Painkiller dei Judas Priest e si rivela come uno dei pezzi più entusiasmanti del lotto. Interessante anche l’uso di tastiere-hammond che riportano un po’ agli anni Settanta. “Pilato’s Lake” chiude definitivamente il disco a suon di metal dai tratti sinfonici e doppia cassa come se piovesse, anche se i tempi non sono mai troppo veloci. E anche questo è un pezzo notevole.

In generale questo album è un prodotto validissimo e accontenterà tutti i defenders del metal più classico. Alcuni potrebbero storcere il naso di fronte ad un uso dei synth quasi costante, ma questo disco rimane comunque ben ancorato al power metal d’annata. Dal prossimo album occorre lavorare meglio su alcune linee vocali che non risultano allineate con la qualità degli altri strumenti. Ma tolte alcune incertezze come questa, l’album per quanto ci riguarda è promosso in pieno.

Recensore: Mario “The Rocker” Giusfredi

Tracklist:
1. Desperate Girl
2. The Holy House
3. Metauro’s Battle
4. Restless Knight
5. The Witch of Farneta
6. Two Sad Lovers
7. The Queen Sibilla
8. Pilato’s Lake

Line-up:
Matteo Brillarelli – Bass
Thomas Mencarelli – Drums
Andrea Palmieri – Guitars
Alessandro Binotti – Vocals, Guitars

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