VII VITIUM (Intervista)

I VII Vitium esordiscono con un album eponimo che riporta a galla tanti tratti del cosiddetto dark sound italiano, aggiungendoci un tocco di nw e dark wave. I musicisti coinvolti nel progetto erano già attivi nel panorama doom/stoner italiano e quindi si potrebbe dire che questa band è una naturale piega che hanno voluto percorrere questi tre artisti. Ne parliamo con loro.
1 – Ciao e benvenuti! Presentate il primo album dei VII Vitium spiegandoci anche cosa significa il titolo eponimo.
Giampi: Ciao e grazie per l’invito. “VII Vitium” è di fatto un concept. Il progetto si pone come obiettivo quello di esplorare il mondo del peccato dell’insegnamento cristiano e di offrire una personale visione dei Sette Vizi Capitali. Da questa tematica nasce il nome, appunto “VII Vitium”.
2 – Possiamo fare un breve riassunto della carriera dei VII Vitium evidenziando i momenti cruciali e più importanti che hanno portato la band fino alla realizzazione di questo album di debutto?
Giampi: E’ un progetto artistico nato dall’idea di tre musicisti già attivi da tempo nel panorama Italico: Giampi Tomezzoli (Epitaph, Kryuhm), Daniele Laurenti (Kryuhm) e Daniele Pedrollo (Kayleth).
Per quel che riguarda questo lavoro avevamo dei riff lasciati in eredità da John Goldifinch (L’Impero delle Ombre). All’inizio appunto dovevamo fare una cosa con lui ma poi non potendo più realizzarla per motivi suoi personali gli abbiamo chiesto se potevamo utilizzarli. E da lì io (Giampi, basso e tastiera) e Daniele Laurenti (voce e chitarra ), chiamando poi a supporto Daniele Pedrollo (batteria), abbiamo iniziato a dare forma ai brani aggiungendo idee dai nostri “cassetti” musicali, avvalendoci di collaborazioni con altri artisti, realizzando cosi questo viaggio musicale in una alchimia “spontanea”, con i testi che man mano ci arrivavano da Daniele Donini, persona molto nota nel circuito del dark sound Italico, che con grande entusiasmo ha accettato di creare per noi.
3 – Come sta andando questo album a livello di pareri di critica e pubblico?
Giampi: Direi che sta andando molto bene. Noi siamo molto soddisfatti anche perché il denominatore comune di tutti i feedback ricevuti è che è un lavoro unico nel panorama dark sound italico e di spessore.
4 – Come definiresti lo stile musicale dei VII Vitium?
Giampi: E’ un viaggio tra vari generi senza barriere, una sorta di libertà espressiva, in base ovviamente alle nostre influenze musicali. Ci si può trovare del dark sound come del prog o della dark wave.
5 – Parliamo un po’ dei testi di questo album.
Giampi: Parlano dei “Demoni” che ci raccontano i loro “Vizi”. Lo fanno a modo loro ed ogni demone lega il proprio nome al Vizio che più lo rappresenta. Un lavoro magistralmente creato da Daniele Donini.
6 – Pensate che il sound dei VII Vitium cambierà molto in futuro o seguirà le coordinate tracciate con questo album?
Giampi: Questa idea è nata come progetto studio, avendo noi già delle band principali, per qui per ora ci godiamo il momento grazie al buonissimo supporto promozionale da parte di Francesco Palumbo di My Kingdom Music che ha creduto in noi, e che ringraziamo. Ci stiamo togliendo buonissime soddisfazioni, però, mai dire mai…
7 – Qual è, secondo voi, un tipico ascoltatore dei VII Vitium?
Giampi: Una persona curiosa e predisposta a conoscere, senza porsi paletti ma pronta a lasciarsi trasportare dalle proprie emozioni.
8 – Quali sono le vostre influenze musicali e che peso hanno sul vostro operato? Magari soffermiamoci su ciò che vi ha fatto iniziare a fare musica…
Giampi: Le mie principali influenze musicali sono le band storiche degli anni 70, quindi Black Sabbath , Led Zeppelin, Pink Floyd, Kansas, Jethro Tull..ecc.. Per quel che riguarda il dark sound italiano Paul Chain su tutti. Poi mi piace molto il metal prog, su tutti i Dream Theater , Opeth, Tool, ma sono un grande affamato di musica e se una musica mi trasmette emozione non sto li a guardare che genere è: può essere Jazz ,Classica, Pop, Elettronica….
Laurenti: Le mie influenze musicali spaziano dal Prog Rock Italiano, specialmente del filone Dark, Heavy Metal Classico, Psichedelia, cantautorato e sperimentale, su tutti Franco Battiato.
Pedrollo: Personalmente il mio background parte dal metal degli anni 90, Pantera e Sepultura su tutti, ma ascolto tanta musica, dal thrash-black- death metal, all’hardcore, fino all’elettronica e l’hip-hop old school.
9 – Pensate che ci sia un pezzo in particolare che possa rappresentare al meglio “VII Vitium”? E perchè?
Giampi: Vista la tematica proposta direi di no. Ogni brano ha la sua Anima o Demone in questo caso. Personalmente i miei preferiti sono “Lussuria /Osmodeo” e “Gola / Belzebù”, perché sono quelli dove abbiamo osato di più a livello di sperimentazione rispetto a quello che di solito proponiamo con le nostre band principali…..
10 – Ultime parole libere. Grazie di essere stato con noi. Un saluto!
Giampi: Grazie a Voi di NOIROCKER di averci dato La possibilità di parlare del nostro lavoro, e un grazie a tutti quelli che apprezzano e apprezzeranno il lavoro di VII Vitium.
Buona Musica!!!!





