GHOST ON MARS (Intervista)

I Ghost On Mars sono una band progressive metal italiana che ha pubblicato il proprio debutto circa un anno fa, noi lo abbiamo recensito QUI e adesso abbiamo raggiunto la band per porgli qualche domanda. In queste risposte tanti spunti interessanti per conoscere meglio chi sono. Buona lettura!
1 – Ciao e benvenuti! Presentate il vostro debut album spiegandoci anche cosa significa il titolo “Out Of Time And Space”.
Ciao, grazie! Esattamente come accade per i testi dei nostri brani, esiste un doppio significato. Il primo riguarda il riferimento alla fantascienza, filone a cui la nostra musica si ispira: ‘oltre il tempo e lo spazio’ definisce molto bene quella sensazione di viaggiare oltre i confini di ciò che è conosciuto e prevedibile. Il secondo riguarda la nostra musica: il tentativo di andare oltre un sistema di classificazione della musica e dell’arte in genere.
2 – Possiamo fare un breve riassunto della vostra carriera evidenziando i momenti cruciali e più importanti che vi hanno portati fino alla realizzazione di questo album?
Questo album ha avuto una genesi piuttosto travagliata, dovuta intanto al periodo in cui è stato composto (tra il 2019 e il 2021, proprio negli anni della pandemia) e un po’ per il nostro perfezionismo che però ci ha permesso di realizzare un prodotto di cui ancora oggi siamo molto orgogliosi. Certamente l’aver trovato, alla fine del 2023, un’etichetta come la Willowtip che ha creduto e investito nel nostro progetto, è stato un punto di svolta decisivo.
3 – Come sta andando questo nuovo album a livello di pareri di critica e pubblico?
Beh non potremmo essere più felici del riscontro che ha avuto e che sta ancora registrando: la critica ha scritto cose bellissime su questo lavoro e davvero ci riempiono di soddisfazione. Anche le persone a cui siamo riusciti ad arrivare hanno dimostrato tantissimo affetto nei nostri confronti e hanno apprezzato sinceramente la nostra musica. La difficoltà è sempre quella di arrivare a un numero maggiore di persone, questo è dovuto sicuramente al fatto che siamo una band agli esordi, dunque con una visibilità ancora limitata, ma anche al fatto che la nostra è obiettivamente una musica difficile, da comprendere, interpretare… è impensabile apprezzarla a pieno al primo ascolto.
4 – Come definireste lo stile musicale che proponete?
Le influenze da cui proveniamo sono molteplici, certamente quella più marcata appartiene al progressive metal.
5 – Parliamo un po’ dei testi di questo album.
Prendono tutti ispirazione da racconti, libri, film del mondo scifi e horror. Film come ‘The Revenant’, ‘Rec’, ‘Arrival’… libri e novelle come ‘The Mist’, ‘Ciaula scopre la Luna’, ‘Il Lungo Addio’ (Dylan Dog). Poi però c’è una seconda lettura: temi universali, che possono essere interpretati diversamente in base alle diverse sensibilità degli ascoltatori. Ci sono temi politici e sociali (‘They’ ‘Beyond the Mist’ e ‘Quarantine’), temi di attualità come l’intelligenza artificiale (‘Carbon Skin’), le difficoltà nel processo di comunicazione umana (‘Lost Signal’) e perfino amore, anche se intriso di sofferenza e senso di inevitabilità (‘Under a Crescent Moon’).
6 – Pensate che il vostro sound cambierà molto in futuro o seguirete le coordinate tracciate da questo album? E per caso state già componendo qualcosa di nuovo?
Sì, stiamo scrivendo molte cose nuove e possiamo dire già da ora che la direzione presa da Out of Time and Space verrà portata avanti, in una forma ancora più evoluta, con un’identità ancora più solida e definita nel sound complessivo.
7 – Qual è, secondo voi, un vostro tipico ascoltatore?
Appassionato di metal e fantascienza. Curioso. Paziente, attento ai dettagli e alla qualità dei prodotti culturali di cui fruisce.
8 – Quali sono le vostre influenze musicali e che peso hanno nella vostra musica?
Pain of Salvation, Leprous, Soen, Evergrey, Tesseract, Caligula’s Horse, Porcupine Tree… hanno sicuramente un peso importante, è musica di grande qualità, di artisti che definiamo come veri e propri giganti nel loro genere; ciò che li rende davvero unici però è proprio nella distintività di ciò che propongono, ecco perché anche noi cerchiamo di seguire la nostra strada. Abbiamo ben chiara la direzione verso cui andare, e grazie a questo primo album, oggi ancora di più.
9 – Suonate molto dal vivo? E cosa volete trasmettere al pubblico?
Non molto a dire il vero, perlomeno non fino a quest’anno. A partire dal 2025 abbiamo deciso di dedicarci maggiormente all’attività live (abbiamo già partecipato a due concerti importanti, in apertura ai Kingcrow e agli Iron Savior) e ci stiamo muovendo su diversi fronti proprio per intensificare gli appuntamenti live. Durante i concerti il pubblico ha l’opportunità di vivere con noi le diverse emozioni che la nostra musica trasmette: potenza, rabbia, riflessione, tristezza… e speranza. È un viaggio, oltre i confini del tempo e dello spazio.
10 – Ultime parole libere. Grazie di essere stati con noi. Un saluto!
Siate sempre curiosi, esplorate senza timore e senza pregiudizi. Esploratori di universi sconosciuti.





