ALBERTO RIGONI (Intervista)

Alberto Rigoni si circonda di una autentica corazzata di ottimi musicisti per questo suo nuovo album, tra cui spiccano nomi anche di un certo peso della scena metal internazionale. “Nemesis Call” è un album avvincente, un possente e anche corposo lavoro di molte tracce che si muove tra power, prog e metal neoclassico, tutto interpretato in maniera interamente strumentale. Ne parliamo col bassista e mente del progetto, proprio lo stesso Alberto Rigoni!

1. Ciao e benvenuto, Alberto. Presenta il tuo nuovo album spiegandoci anche cosa significa il titolo “Nemesis Call”!
Ciao e grazie per questa intervista! “Nemesis Call” è il mio quattordicesimo album solista, pubblicato il 13 dicembre 2024 (tramite Eclipse Music e RockShot Records). Si tratta di un album totalmente strumentale che esplora i generi progressive, metal, shred e neoclassico. In “Nemesis Call”, la partecipazione di talenti come Mike Terrana, Thomas Lang e giovani prodigi ha, a mio parere, contribuito a creare un album variegato e dinamico. Il titolo “Nemesis Call” rappresenta una sorta di richiamo alla giustizia divina e all’equilibrio, temi che si riflettono nelle atmosfere intense e nelle composizioni dell’album. Nemesi è la dea greca della giustizia retributiva, della vendetta e dell’equilibrio. Il suo nome deriva dal verbo greco némein, che significa “distribuire ciò che è dovuto”. Era considerata la personificazione della giustizia implacabile e della punizione divina contro coloro che osavano sfidare gli dei o che si lasciavano andare a un’eccessiva hybris (arroganza e superbia).

2. Possiamo fare un breve riassunto della tua carriera evidenziando i momenti cruciali e più importanti che ti hanno portato fino alla realizzazione di “Nemesis Call”?
La mia carriera musicale è iniziata nel 1998 con la formazione degli Ascra, una band dedita alle cover dei Dream Theater. Successivamente, nel 2003, sono entrato a far parte dei Twinspirits, con i quali abbiamo pubblicato tre album. Dal 2008 ho intrapreso la carriera solista, esplorando vari generi musicali e collaborando con artisti di fama internazionale. Nel frattempo, nel 2016, ho anche fondato la metal band BAD AS con cui abbiamo pubblicato 4 dischi (l’ultimo si intitola “Fight the Demons”) fatto numerose date. “Nemesis Call” rappresenta una tappa importante del mio percorso artistico, consolidando le esperienze accumulate nel corso degli anni. I miei dischi sono stati sempre molto eclettici, alle volte c’erano anche brani cantati, ma alla fine ritengo che lo strumentale con influenze prog rock metal sia il mio “pane”.

3. Come sta andando questo nuovo album a livello di pareri del pubblico?
L’album ha ricevuto recensioni positive sia dalla critica che dagli ascoltatori e ne sono molto contento. Penso che anche le nuove generazioni, soprattutto i musicisti, possano apprezzare questo album che è evidentemente un tributo agli anni Ottanta e Novanta in cui dischi simili proliferavano.

4. Come definiresti lo stile musicale che proponi e che peso hanno gli altri musicisti sull’esito finale dello stile musicale dei tuoi album?
Il mio stile musicale è una fusione di progressive rock, metal, fusion, ambient e forse anche un po’ new age (in alcuni dischi/brani). Sono molto eclettico ed è difficile inquadrarmi in un genere specifico. Ogni nuovo album è diverso dal precedente e cerco di non ripetermi mai. Inoltre, la collaborazione con altri musicisti è fondamentale per arricchire le composizioni e apportare nuove sfumature al sound complessivo. Alcuni ospiti dei miei album sono stati Marco Minnemann, Mark Zonder, Jordan Rudess, Marco Sfogli, Goran Edman e molti altri.

5. Come mai hai optato per un album interamente strumentale?
La scelta di realizzare un album strumentale deriva dalla volontà di esplorare le potenzialità espressive degli strumenti e di creare atmosfere che possano coinvolgere l’ascoltatore senza l’ausilio delle parole. Questo approccio permette una maggiore libertà compositiva e interpretativa.

6. Pensi che il tuo sound cambierà molto in futuro o seguirà le coordinate tracciate da questo album?
La mia musica è in continua evoluzione e cerco sempre di sperimentare nuove sonorità e approcci compositivi. È probabile che in futuro il mio sound continui a evolversi, mantenendo però le radici nel progressive e nel metal che hanno caratterizzato i miei lavori precedenti.

7. Qual è, secondo te, un tuo tipico ascoltatore?
Il mio tipico ascoltatore è un appassionato di musica strumentale, progressive e metal, che apprezza la ricerca di nuove sonorità. Tuttavia, cerco di creare musica accessibile anche a chi non è necessariamente un musicista o un esperto del genere.

8. Quali sono le tue influenze musicali e che peso hanno sulla tua musica?
Le mie influenze spaziano dal progressive rock e metal di band come Dream Theater e Symphony X, fino a artisti solisti come i bassisti Michael Manring e Randy Coven. Queste influenze hanno contribuito a plasmare il mio stile, ma cerco sempre di aggiungere una componente personale alle mie composizioni.

9. Con questo progetto suoni dal vivo?
Al momento, “Nemesis Call” è un progetto in studio e non sono previsti concerti dal vivo. Tuttavia, non escludo la possibilità di portare questo repertorio sul palco in futuro, magari coinvolgendo alcuni degli artisti che hanno partecipato all’album.

10. Ultime parole libere. Grazie di essere stato con noi. Un saluto!
Grazie a voi per l’opportunità di parlare di “Nemesis Call”. Invito tutti gli appassionati di musica a dare un ascolto all’album e a seguirmi sui miei canali social per rimanere aggiornati sulle novità future.

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