Intervista ai FOREVER FALLING

Siamo qui a scambiare due chiacchiere con i promettenti doomster Forever Falling, autori di un secondo album davvero convincente. 

1 – Ciao e benvenuti! “The Determinism of Essence in Matter” è il vostro secondo album. Parliamone in generale!
Ciao grazie mille!! Rispetto al precedente quest’album è più maturo e da un punto di vista orchestrale e compositivo più completo. Con il primo album abbiamo avuto modo di sperimentare la ricerca del nostro sound e capire quali potessero essere i punti di forza da sviluppare e approfondire. Le canzoni sono più lunghe, con maggiori orchestrazioni ed evoluzioni dinamiche e sonore. Credo che abbiamo raggiunto un sound che ci rappresenta e ci soddisfa, per cui (ti regalo una anteprima) abbiamo già deciso per il terzo album (che ha finito la pre-produzione) di spingerci ancora oltre con qualcosa che mi sta entusiasmando parecchio (no spoiler lol)

2 – Pensate che nella vostra musica ci siano altri generi oltre al doom puro, che pare essere quello che prevale, e come descrivereste il vostro stile a chi ancora non vi conosce?
Credo che la nostra proposta sia già oggi diversa dal classico doom pesantissimo di altre band più conosciute (Esotheric, Skepticism ecc…) quando compongo ho sempre a mente che l’idea principale della canzone sia una bella melodia e una bella orchestrazione. Preferirei descrivere il sound di questo disco come doom melodico e malinconico ma lascio che ognuno lo viva come una propria esperienza.

3 – Parliamo dell’artwork di copertina.
Lo adoro, tutto merito di John che ha saputo cogliere lo spirito del titolo e dei testi alla perfezione. E poi Francesco ha fatto un lavoro magistrale con l’artwork dell’intero cd. E’ tutto bello se non avessi già la mia copia la comprerei subito. Il determinismo dell’essenza nella materia racchiuso in una immagine che ti fa rivivere la sensazione di come viviamo abbandonati in un mare senza riferimenti, navigando alla cieca, vestiti solo delle nostre convinzioni che come un velo ci coprono gli occhi e ci fanno naufragare verso un nichilismo cosmico. E’ perfetta.

4 – Parliamo di come componete, visto anche che siete una band di due elementi che abitano molto distanti tra loro…
Visto che mi occupo interamente della parte musicale del progetto, posso parlare in prima persona. Generalmente parto da una melodia di chitarra o pianoforte, anche se qualche volta è un testo o una immagine che da il “la”. Poi registro uno scheletro della canzone senza soffermarmi troppo sulla esecuzione o la pulizia e lo rifinisco con orchestrazioni e gli altri strumenti. Quando è pronta la parte musicale John aggiunge la voce e riascolto il tutto per vedere se il pezzo merita. Se è tutto ok ri registro nuovamente tutti gli strumenti alla perfezione. A fine album mixo e masterizzo il tutto.

5 – Pensate che il vostro sound cambierà molto in futuro o seguirete le coordinate tracciate da “The Determinism of Essence in Matter?
Deve cambiare, sul terzo album ci saranno più cori, più voci pulite e anche qualche parte più modern metal. Non voglio legarmi ad un sound bello ma anacronistico mi piace comporre con l’idea che il disco sia figlio del suo tempo sia nei suoni che nelle strutture.

6 – Come reputate la scena doom metal italiana odierna?
Molte band valide e pochi spazi per esibire le proprie doti. Essendo anche il batterista dei Circle of Witches suono molto dal vivo nel circuito doom se ti dovessi fare un nome oggi direi che mi piacciono molto i Rome in Monochrome.

7 – In cosa pensate che i Forever Falling si distinguano dalla massa? C’è un aspetto particolare che vorreste evidenziare?
Sicuramente la voce di John è una caratteristica distintiva in quanto è molto profonda e riconoscibilissima oltre ad essere molto apprezzata nel panorama doom mondiale. Un altro aspetto distintivo sono, secondo me, i nostri testi e le musiche che rappresentano i nostri gusti e le nostre influenze, vissuti sempre in una ottica di rielaborazione attraverso il nostro stile e il nostro gusto personale. Spero che queste caratteristiche siano riconosciute ed apprezzate anche dai nostri ascoltatori.

8 – Quali sono le vostre influenze musicali e che peso hanno sul vostro sound?
Sicuramente Katatonia, Paradise Lost, My Dying Bride e tantissimi altri big del panorama metal. Personalmente ascolto di tutto e tutto lascia un segno anche se inconscio. Stesso dicasi per John che ha anche molteplici progetti su cui riversare tutte le sue influenze. Il peso è notevole visto che se hanno prodotto album capolavoro è indubbio che in qualche modo ti segnano. Il discorso resta tuttavia quello di usare l’influenza come una lezione e non come un ricettacolo di idee da cui scopiazzare.

9 – Suonate molto dal vivo per caso e/o vorreste farlo?
Credo che sia estremamente difficile riuscire ad esibirci dal vivo. In prima battuta perché dovrei scegliere quale strumento suonare Lol. Ed inoltre la distanza ci impedisce anche a volte di parlare delle piccole cose.

10 – Ultime parole libere. Grazie di essere stati con noi. Un saluto!
Un grazie profondo per il tempo e lo spazio che ci dedicate. Sono molto felice che anche se il metal italiano non passa un buon momento ci sono ancora realtà come la vostra che continuano a lottare e a permettere a band underground di far sentire la propria voce. Ci rivediamo alla prossima release o a Sanremo se un giorno decidessimo di mollare tutto e iniziare a fare un po’ di rap (lol).

You may also like