VIOLENTOR “Burn in Metal” (Recensione)

Full-length, Folter Records (2024)

Che dire? Agghiacciante questo sesto album dei toscani Violentor, band attivissima in sede live e anche in studio, comunque. Perchè “agghiacciante”? Il motivo risiede principalmente nei testi, un concentrato di odio anti cristiano e anti democratico, una invettiva continua verso varie forme di repressione e lobotomizzazione che Alessio Medici, chitarrista e cantante della band, interpreta al meglio, in maniera del tutto credibile col suo urlo strozzato e devastante.

Il genere proposto è uno speed metal che però ha diversi punti di contatto col black, il thrash e il punk. Tutti questi generi sono da prendere nella loro forma originaria e non ci sono particolari accorgimenti in sede di produzione. Il suono appare molto live, quasi scarno, ma comunque di ottimo livello. Si sente che comunque è un approccio voluto, quello che il buon Fenriz potrebbe chiamare come “primitive metal”. Ecco, proprio Fenriz dovrebbe prendere forse ispirazione dai Violentor per essere più credibile. Qui dentro c’è anche il famoso black and roll che proprio i Darkthrone hanno contribuito a creare all’inizio degli anni Duemila, e che poi non è altro che il ritorno del black metal al black metal stesso e a com’era in origine, ovvero quando band come Venom, Possessed, Bathory, Kreator, Sodom, Sepultura, Vulcano ecc. cercavano di definire.

C’è molto black metal infatti in questo album, e un pezzo come “Pitch Black” è decisamente più black metal del 90% del black metal attuale. Troppe rifiniture in studio, troppe frequenze tutte uguali, troppo normalismo in questo genere lo hanno snaturato. Odio allo stato puro fino alla conclusiva “Night of the Werewolves”, altro pezzo speed/black grezzo e semplicissimo ma che sprigiona odore di sangue misto a sudore.

I Violentor forse non passeranno mai alla storia come la band più originale del Pianeta, ma credo che questo loro lo sappiano e forse se ne vantano pure. Piuttosto potrebbero disturbare un po’ di moralisti e democratici che spopolano ormai anche nel metal. Insomma, che piacciano o meno, hanno realizzato un piccolo gioiello di anticonformismo lirico e musicale. Non è da tutti.

Recensore: Mario “The Rocker” Giusfredi

Tracklist:
1. The Return of the Assassins
2. Storm of Blasphemies
3. Born in Metal
4. Pitch Black
5. Voievod
6. Cicci
7. Stevanin
8. Failed Dystopian Agenda
9. Night of the Werewolves

Line-up:
Alessio Medici- voce, chitarra
Micha? Golbik – batteria
Roy Noizer Elguera – basso

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