Intervista ai TIR

Tra le formazioni storiche del metal tricolore ci sono sicuramente i Tir, formazione attiva sin dal 1980 e che ha però fatto uscire pochi album in carriera. In ogni caso abbiamo parlato del loro ultimo lavoro, “Metal Shock”, che sembra essere stato accolto molto bene in generale. Buona lettura!

1. Ciao e benvenuti! “Metal Shock” è il vostro ultimo album ma è ormai datato 2019? A quando nuova musica da parte vostra?
Ciao, grazie innanzitutto dello spazio offertoci. Metal Shock avrà il suo successore, stiamo lavorando già da qualche mese sui brani da inserire nel nuovo album. La nuova formazione (Enzo Sisma alla voce ed il giovane talento Gioele Sozzi alla batteria) consente un maggior sviluppo nella stesura dei testi e delle musiche.

2 – Come è andato quel disco in generale? E’ stato accolto bene?
Metal Shock è andato benissimo ed è stato accolto alla grande. Questo grazie anche al prezioso supporto della Gates of Hell Records che ha distribuito alla grande l’album (in digitale sul web, CD e vinile). Abbiamo sicuramente aumentato la popolarità della band.

3 – Parliamo dell’artwork di copertina che accompagna questo album.
Diversi fan ci hanno chiesto del perché l’album ha due diversi artwork. E’ stata decisione successiva, anche per la stampa del vinile. Il motivo è comunque simile: un mezzo pesante a tutta velocità, con l’aquila in bella vista sulla calandra. I TIR si identificano molto in questi due simboli: energia, potenza (di suono) e senso di libertà.

4 – Parliamo un po’ della vostra carriera musicale in pillole, dagli inizi ad oggi.
I TIR nascono nel 1980 a Roma, nel pieno fermento hard & heavy, sopraggiunto in particolare dall’inghilterra. La band nasce con il chitarrista Sergio Bonelli, al quale si è aggiunto Danilo Antonini (chitarra) e subito dopo Dino Gubinelli al basso, Per la voce e la batteria, nel corso degli anni si sono alternati diversi elementi (cosa rimasta costante negli anni a venire). Un promo ufficiale nell’84, la partecipazione all’album “Metallo Italia” l’anno seguente, palco dell’Ariston di Sanremo, primo videoclip e diversi live, incluso quello al Piper di Roma. Ecco, i live hanno sempre rappresentato il leitmotiv dell’esistenza dei TIR. Tanti festival in Italia, qualche puntatina all’estero, brevi pause, poi i due album Heavy Metal e Metal Shock ed il rientro a tempo pieno dalla scorsa estate con la attuale formazione. Partecipazione a due importanti festival (Latina e Tivoli), fino al recente concerto in un live club di Palestrina. Infine, stiamo lavorando dallo scorso Settembre con la RockOnAgency.

5 – Pensate che il vostro sound cambierà molto in futuro?
Come già anticipato, i nuovi elementi (Enzo e Gioele) stanno portando ulteriore energia: uno per stesura testi ed esperienza di palco, l’altro per un drumming tecnico e curato, frutto di studio approfondito dello strumento. Gioco forza, il sound subisce le influenze dei componenti la band, ma la classica potenza di fuoco dei TIR rimarrà pressochè inalterata.

6 – Come reputate la scena metal italiana odierna? Insomma, pregi e difetti!
Tutto si evolve, quindi rispetto al classico hard & heavy si sono aggiunti nel tempo dei sottogeneri. Seguiamo con attenzione la scena italiana, fortunatamente continuano ad esistere le band storiche, seguite poi da quelle nate a cavallo degli anni 90 e 2000 e recentemente da tante band della scena metal più scura, senza dimenticare le diverse eccellenze del nostro prog metal. Rispetto al passato, la qualità si è elevata, tanto da essere oggi allo stesso livello delle band internazionali. Abbiamo rappresentanti di assoluto valore in ogni settore, dal classic metal al doom e ci fa piacere sapere che nei festival internazionali siano presenti band italiane. Pregi, tantissimi. Difetti anche, ma non certo da parte dei musicisti. Sono ancora pochi I festival, raduni a livello nazionale e quelli consolidati, incontrano sempre le solite difficoltà (promozione, sponsorizzazione, visibilità media a livello nazionale). Passi avanti fatti, tanti. Ma ancora non bastano. L’opera primaria è lo sdoganamento del genere, modo possa essere maggiormente fruibile e su questo devono intervenire ed investire sia i media che le produzioni.

7 – In cosa pensate che i Tir si distinguano dalla massa? C’è un aspetto particolare che vorreste evidenziare?
Sinceramente essere ancora sul “pezzo”, dopo oltre 40 anni di storia è un segno positivo. Vedere ragazzi che ai live cantano I nostri brani, vi assicuro non ha prezzo. La loro partecipazione è probabilmente frutto del nostro impegno nel voler tenere alta la bandiera del metal Italiano.

8 – Quali sono le vostre influenze musicali e che peso hanno sul vostro sound?
Venendo tutti (a parte Giole per motivi anagrafici) dal periodo del NWOTBM, I riferimenti vengono da soli. In primis I Judas Priest che spesso omaggiamo sul palco. Quelle chitarre taglienti, il cantato alto e teso, la solida sezione ritmica, sono un marchio di fabbrica che difficilmente ti togli di dosso e che portiamo avanti ancora con un certo orgoglio.

9 – Suonate molto dal vivo e cosa volete trasmettere al pubblico?
Noi staremmo sempre sul palco, è il nostro elemento naturale. Stiamo preparando I prossimi show (oltre al nuovo album), curando i dettagli di ogni singolo live. Il rapporto con il pubblico è il fondamentale motivo che ci fa continuare nell’opera di proporre metal, rendendo partecipi coloro che ci seguono e che incontriamo di volta in volta di essere tutti parte una sola unica famiglia.

10 – Ultime parole libere. Grazie di essere stati con noi. Un saluto!
Grazie ancora Noirocker per averci ospitato e grazie soprattutto per continuare a promuovere e raccontare le band metal italiane. Per tutti I lettori, rimandiamo gli approfondimenti alla nostra pagina Facebook o IG (TIR Heavy Metal) per conoscerci meglio ed rimanere aggiornati sui nostri prossimi impegni. Un saluto dai TIR!
Stay Metal!

Links:

https://tirheavymetal.bandcamp.com/releases

https://www.facebook.com/TIR-Heavy-Metal-136007413130869/

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