HOLY SHIRE (Intervista)

Dopo un ottimo album come “Invincible” era doveroso contattare la band per qualche domanda. Risponde alle nostre domande Stefano Zuccala, chitarrista della band. Buona lettura!

1 – Ciao e benvenuto, Stefano! Presenta il vostro nuovo album spiegandoci anche cosa significa il titolo “Invincible”.
Ciao e grazie per l’invito! “Invincible” è il nostro terzo album in studio, pubblicato nell’estate del 2024. Il titolo rappresenta la forza e la capacità di superare le difficoltà, sia a livello personale che come band. Dopo anni di cambiamenti, problemi di line-up e il periodo del Covid, siamo riusciti a conservare la nostra identità e a creare un album che ci rappresenta al 100%. È un disco che simboleggia la resistenza della nostra band e della nostra musica, sempre attraverso il nostro stile fantasy e cinematografico.

2 – Possiamo fare un breve riassunto della vostra carriera evidenziando i momenti cruciali e più importanti che vi hanno portati fino alla realizzazione di “Invincible”?
Stefano (Chitarra): Gli Holy Shire sono nati nel 2009 e fin da subito abbiamo cercato di unire il metal sinfonico e power con elementi fantasy e folk. Il nostro primo album “Midgard” (2014) ha definito le basi del nostro sound, mentre “The Legendary Shepherds of the Forest” (2018) ha consolidato la nostra identità, approfondendo le tematiche fantasy e mitologiche e introducendo un songwriting lievemente più progressivo e articolato. Il periodo del Covid è stato uno dei momenti più difficili, ma ci ha dato l’opportunità di riflettere e ripartire con una nuova formazione (io sono entrato nell’estate 2022 ) e una nuova visione musicale, culminata con “Invincible”. Il ritorno a due chitarre con Mattia e me ha dato al nostro sound una nuova dinamicità e complessità, con una composizione però intenzionalmente piú mirata ed incisiva.

3 – Come sta andando questo nuovo album a livello di pareri del pubblico?
Siamo molto soddisfatti della risposta del pubblico, così come della critica. “Invincible” è stato accolto benissimo sia dai nostri ascoltatori storici che da nuovi appassionati. I singoli “M9” e “The Seduction of Hollowness” hanno ricevuto ottimi riscontri, e le reazioni ai live sono state piacevoli ed estremamente soddisfacenti. La gente spesso conosce le canzoni e le canta con noi, lasciandosi trasportare dalla musica, il che per noi è la conferma che stiamo andando nella direzione giusta.

4 – Come definiresti lo stile musicale degli Holy Shire?
Il nostro stile è una fusione di symphonic metal, power metal e influenze folk e cinematografiche. Direi che la definizione fantasy metal sia, dunque, la più azzeccata. Le orchestrazioni creano un’atmosfera epica, mentre le chitarre e il basso aggiungono energia e dinamismo. Il flauto di Kima è l’elemento che più ci distingue, a mio parere, senza dimenticare il grande ruolo che ricoprono le voci di Erika e Julie. È bellissimo per me vedere come riescano ogni volta a creare una contrapposizione tra potenza e melodia, che dà profondità ai brani. È un mix di forza e narrazione, qualcosa che vuole trascinare chi ascolta in un altro mondo.

5 – Parliamo un po’ dei testi di questo album.
I testi di “Invincible” sono un viaggio tra mitologia, fantasy e introspezione personale. “M9” ad esempio racconta la storia di Medusa, una figura femminile mitologica, potente e tragica. “The Seduction of Hollowness” è ispirato alla storia di Re Theoden e Saruman, e parla di manipolazione e lotta interiore. Poi ci sono brani come “Waves of Misery” (di cui è in arrivo un videoclip), “Misty” e “Dagon”, che affondano le proprie radici nella narrazione fantasy. E non ci siamo fatti mancare neppure una canzone più intima, “Dream of You”, che tocca temi più personali. L’idea è sempre quella di raccontare storie coinvolgenti, ma con un significato che ognuno può interpretare a livello personale.

6 – Pensi che il sound degli Holy Shire cambierà molto in futuro o seguirà le coordinate tracciate da questo album?
Sicuramente continueremo a mantenere l’impronta epica e sinfonica che ci contraddistingue, ma ci piace anche l’idea di continuare ad evolvere. Con il ritorno a due chitarre, abbiamo trovato una nuova energia e vogliamo esplorare nuove dinamiche tra orchestrazioni e arrangiamenti. Non vogliamo mai ripeterci, ma credo sia importante restare in qualche misura fedeli alla nostra identità artistica.

7 – Qual è, secondo te, un tipico ascoltatore degli Holy Shire?
Domanda difficile, perché puntiamo a proporre un metal che sia quanto più inclusivo e, perché no, apprezzato anche da parte di chi non è così legato al genere. Nella mia visione, il nostro ascoltatore è qualcuno che ama perdersi nelle atmosfere fantasy e che cerca un’esperienza musicale che vada oltre il semplice ascolto, è qualcuno che apprezza i dettagli delle orchestrazioni, i testi e le influenze letterarie. Insomma, quale che sia la provenienza musicale del nostro ascoltatore, ci piace pensare che la nostra musica sia destinata un pubblico che sappia effettivamente valorizzare la musica come forma d’arte e non solo come prodotto di consumo veloce.

8 – Quali sono le tue influenze musicali, e in generale quelle degli Holy Shire, e che peso hanno nella musica che proponete?
Le influenze sono tante e varie. Sicuramente Epica, Blind Guardian e altre band del panorama epic-sinfonico hanno segnato il nostro approccio al genere. Ma limitarsi a loro sarebbe in qualche misura riduttivo, dal momento che portiamo con noi anche atmosfere più cinematografiche e coinvolgenti.

9 – Suonate molto dal vivo e cosa volete trasmettere al pubblico?
Il live è il momento in cui diamo il massimo. La nostra musica è pensata per essere vissuta dal vivo, e vogliamo trasmettere emozioni forti e coinvolgere il pubblico in un’esperienza che sia sia visiva che musicale. Il nostro obiettivo è creare un legame con chi ci ascolta, portandolo in un’altra dimensione attraverso la musica, la presenza scenica e l’interazione tra le voci di Erika e Julie e le melodie del flauto di Kima.

10 – Ultime parole libere. Grazie di essere stato con noi. Un saluto!
Grazie per lo spazio e l’attenzione! Vi invitiamo ad ascoltare Invincible e a venirci a trovare ai concerti. Il 4 aprile suoneremo allo Slaughter Club di Paderno (MI) per un concerto interamente dedicato al mondo di Tolkien, insieme agli Eregion, ai Barad Guldur; parteciperanno anche i cosplayer ufficiali della Quarta Era. E a maggio avremo l’onore di aprire per Labyrinth, Iron Savior e DragonHammer. Vi aspettiamo sotto il palco!

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