ENIGMATIC SOUND MACHINES “Divided By One” (Recensione)

Full-length, Progrock.com’s Essentials (2026)
Con “Divided By One” gli Enigmatic Sound Machines arrivano al quarto album in appena quattro anni e iniziano a far sentire una cosa molto chiara: non stanno più solo esplorando un suono, lo stanno consolidando. Il progetto di Jérémie Arrobas e Thomas Szirmay, nato da una lunga amicizia e costruito su elettronica, synth e visioni progressive, qui si espande ufficialmente con Hansford Rowe al basso e Alain Bellaiche alla chitarra ormai come membri stabili. E questa scelta cambia parecchio l’equilibrio del disco.
Se i lavori precedenti guardavano più verso un immaginario alla Kraftwerk o Tangerine Dream, qui la direzione si sposta: meno astratto cosmico, più synth-pop “fisico”, più vicino a certe derive alla Gary Numan e al prog-pop di matrice Peter Gabriel. Non a caso, alcune tracce hanno quasi il passo di hit anni ’80 mancate per poco, come se fossero finite in una timeline alternativa dove l’elettronica è diventata mainstream emotivo e non solo sperimentazione.
Il cuore del disco sta proprio lì: nella tensione tra eleganza elettronica e struttura canzone. Arrobas si conferma un autore solido, con una scrittura che sa essere immediata senza perdere profondità, mentre Szirmay costruisce paesaggi sonori che non si limitano a fare da sfondo ma spesso guidano la direzione emotiva dei brani. Il risultato è un album che scorre bene, ma che non sempre sorprende: più coeso, sì, ma anche meno spigoloso rispetto al passato.
La presenza dei nuovi membri rende tutto più “band-oriented”: il basso di Rowe e la chitarra di Bellaiche danno corpo e peso a un suono che prima era più sospeso. È un cambiamento positivo, perché rende il disco più concreto e meno etereo, anche se a tratti si perde un po’ quella sensazione di deriva spaziale che caratterizzava le uscite precedenti.
Non tutti gli ospiti incidono allo stesso modo, ma quando il disco trova il giusto incastro tra elettronica e dinamica rock, il risultato funziona davvero. Brani come quelli più pop-oriented avrebbero potuto tranquillamente vivere come singoli anni ’80, ed è proprio questo il paradosso interessante: “Divided By One” suona moderno e nostalgico allo stesso tempo, senza mai decidere del tutto da che parte stare.
La chiusura con la reinterpretazione di “Are Friends Electric?” di Gary Numan è il momento più significativo. Non è una cover reverente, ma una rielaborazione che prende il brano e lo rende più “materico”, quasi più blocky, come se fosse costruito a blocchi sonori più pesanti e meno levigati. Non perde il fascino originale, ma lo trasforma: meno sottile, più diretto, più fisico. È una scelta coraggiosa e anche abbastanza dichiarativa: la band non vuole replicare il passato, vuole riscriverlo a modo suo.
“Divided By One” non è un album rivoluzionario, e probabilmente non vuole nemmeno esserlo. È più una dichiarazione di maturità, un disco che preferisce la coerenza all’urgenza sperimentale. Qualcuno potrà rimpiangere le atmosfere più rarefatte dei primi lavori, ma qui gli Enigmatic Sound Machines suonano più solidi, più consapevoli e più “band” che progetto.
Un’evoluzione che non divide solo il titolo, ma anche l’ascoltatore: o entri nel loro nuovo equilibrio, o resti un passo indietro a guardare le vecchie galassie.
Mario “The Rocker” Giusfredi
Tracklist:
1. Divided by One
2. Chaos Dreaming
3. Sirensong
4. Pool of Mirrors
5. Heaven’s Rain
6. Screaming Sound Machines
7. Heavy Water
8. Inviolate Fields
9. Are Friends Electric ?
Line-up:
– Jeremie Arrobas/ lead vocals, synth guitars, keyboards, sound machines
– Thomas Szirmay /enigmatic voice and sound machines
– Alain Bellaiche/ guitars . backing vocals
– Hansford Rowe / bass and backing vocals
Guest artists:
– Steve Bonino/guitars (1,6)
– Roland Buhlmann/ guitars (7)
– Anna Arrobas / backing vocals (1,3,4,7)
– Laura Piazzai/ lead vocals (8)
– Quinn Bachand / violin (8)





