DIMITRY (Intervista)

Il progressive metal ultimamente deve fare i conti con un artista che letteralmente si è fatto da solo e ha coronato diversi sogni. Il progetto Dimitry, portato avanti da Demetrio Scopelliti è garanzia di qualità e competenza verso questo genere. La base è la chitarra progressive metal, ma negli album di Dimitry possiamo trovare molto altro, in primis una certa attenzione per la modernità e lo sforzo nel costruire qualcosa di personale. Lasciamo la parola a lui.

1 – Ciao e benvenuto, Demetrio! Presenta il tuo nuovo album spiegandoci un po’ come è nato e in cosa si differenzia dai precedenti.
Ciao e grazie del tempo concesso. Il mio nuovo album si intitola The Revolution of Evolution. Ho iniziato a scrivere l’album tre anni fa, nel 2022, subito dopo l’uscita del mio lavoro precedente. Il lavoro è stato completato la scorsa estate ed è uscito il 21 settembre del 2025. Ho raccolto parecchie idee negli ultimi tre anni, elaborato dei demo e praticamente ogni volta che facevo un demo, questo poi si trasformava nel vero e proprio brano. La distinzione rispetto agli album precedenti è che reputo The Revolution of Evolution l’apice della mia carriera solista, che è iniziata con Evolution nel 2008. The Revolution of Evolution chiude il ciclo di questa prima parte della mia carriera solista, con l’evoluzione di tutti i brani che arriva appunto all’apice in termini di idee, arrangiamenti e produzioni per quanto mi riguarda.

2 – Possiamo fare un breve riassunto della tua carriera evidenziando i momenti cruciali e più importanti che ti hanno portato fino alla realizzazione di questo album?
Ho fatto praticamente sei album solisti. Questo è l’album numero sei. Il primo è stato Evolution, un EP uscito nel 2008, con il quale ho iniziato a muovere i primi passi al di fuori della mia band storica, gli Arcadia. Nel 2012 ho realizzato The Codex Magica con altri musicisti norvegesi, dopo che mi sono trasferito in Norvegia. Anche questo è un EP. Nel 2015 ho scritto e nel 2016 ho pubblicato The Art of Complications, che è il mio primo vero e proprio full-length album. È stato seguito, dopo due anni, da The Silent Watcher, che ha visto parecchi cambi all’interno della mia vita, soprattutto in ambito professionale. The Silent Watcher ha visto parecchi tour, uno dei quali è stato il mio primo tour in Cina. Durante il Covid ho scritto “V”, uscito poi nel 2022, con il quale ho partecipato anche al World Championship of Performing Arts a Los Angeles, vincendo 3 medaglie d’argento in 3 categorie. In quel periodo ho aperto la mia ditta di chitarre, Inspiria Guitars (www.inspiriaguitars.com), che reputo parallelamente importante alla mia carriera come musicista. Infatti realizzo chitarre che, in un modo o nell’altro, hanno a che fare con il mio stile come compositore e chitarrista. Con “V” sono stato parecchio in giro nel mondo: America, Europa e Asia. Poi mi sono concentrato sulla scrittura di questo nuovo album nei momenti liberi da tournée o altri impegni.

3 – Come sta andando questo album a livello di pareri di critica e pubblico?
Il disco è uscito da pochissimo tempo, ma i feedback iniziali sono davvero positivi, sia dal pubblico che dalla critica. I fan hanno apprezzato l’evoluzione naturale rispetto ai miei lavori precedenti, e molti lo stanno definendo come il mio album più maturo e completo. Anche la stampa specializzata, dalle prime recensioni, sembra concordare su questo punto.

4 – Come definiresti lo stile musicale che proponi?
Viene riassunto ovviamente come instrumental prog metal. Io penso di avere parecchie influenze che partono dalla New Age e arrivano fino al Black Metal. In qualsiasi brano si sentono parecchie di queste influenze: si passa dal jazz al blues, al death metal, all’elettronica, a qualsiasi tipo di musica che ha fatto parte fino adesso della mia vita. Possiamo definirlo instrumental prog metal perché è strumentale. “Prog” vuol dire tutto e niente, dà questo non so che di non etichettabile. E “metal” perché ovviamente sono un chitarrista metal: lo sono sempre stato e molto probabilmente sempre lo sarò. Però con un’apertura mentale a 360° su qualsiasi tipo di musica. Infatti esiste solo ottima musica e cattiva musica. Io spero di far parte della prima categoria.

5 – Parliamo un po’ della produzione di questo disco, molto valida e potente. Chi ha realizzato mix e mastering?
Grazie mille per i complimenti. Sono stato ovviamente io, ormai produco ogni lavoro al quale prendo parte e soprattutto quelli che scrivo in prima persona. Quindi mi sono occupato della scrittura dei brani, della registrazione di tutti gli strumenti, del mix e del mastering. Aggiungo che ho ormai, dal 2010, uno studio in Norvegia che è diventato il mio studio personale, ma sta diventando anche uno studio di riferimento per parecchi artisti locali e non.

6 – Pensi che il tuo sound cambierà molto in futuro o seguirai le coordinate tracciate da questo album?
È molto difficile da dire. Questo album sicuramente chiude un ciclo iniziato con Evolution, chiamandosi The Revolution of Evolution. Ma può darsi che The Revolution of Evolution sia in realtà appena partito. Quindi non saprei, lo scopriremo solo vivendo. Io ancora non ho iniziato a scrivere il prossimo disco. Mi sto concentrando sulla promozione, sia web che live, di questo. Quindi non ho ancora bene le idee chiare sul prossimo, e soprattutto non è il momento per pensarci. Però sicuramente qualsiasi cosa io stia ascoltando e suonando in questo periodo farà parte delle influenze del prossimo disco.

7 – Qual è, secondo te, un tuo tipico ascoltatore?
Wow! Questa è un’ottima domanda, inaspettata. Il mio ascoltatore tipo può essere di stampo diverso. Potrebbe essere tranquillamente un chitarrista o un guitar nerd, ma anche un amante di musica che prova ad andare oltre il mainstream e cerca di “push the envelope”. Nonostante abbia uno stile ben definito, la varietà di influenze nella mia musica fa in modo che il pubblico possa essere di tipo molto vario. Potrebbe essere qualcuno che di solito ascolta New Age, musica strumentale rock, ma anche sicuramente un metallaro, sia old school che moderno. Sono cresciuto nel periodo in cui anche altri musicisti sono venuti fuori con il cosiddetto genere djent. Nonostante non mi senta parte del movimento, sicuramente sia io che band come Animals As Leaders, Periphery e Tesseract abbiamo le stesse influenze, quindi in un modo o nell’altro possiamo essere messi a confronto a livello stilistico.

8 – Quali sono le tue influenze musicali e che peso hanno nella tua musica?
Ho parecchie influenze di diverso tipo. Se dovessi fare una carrellata: ho iniziato ad ascoltare musica con artisti degli anni Ottanta, come Michael Jackson, poi i Queen, per poi passare all’heavy metal con Iron Maiden e Metallica. Successivamente il periodo grunge, poi il death metal, fino a rendere questo melting pot molto moderno. Dopodiché mi sono avvicinato a generi completamente diversi come funk, jazz, elettronica. Ho iniziato a produrre la mia musica, che ha giovato sicuramente della fusione di tutti questi elementi. Sicuramente tutte queste influenze pesano nel mio modo di fare musica, anche perché non ho mai pianificato a tavolino che direzione intraprendere. È sempre stato un processo spontaneo.

9 – Pensi che porterai queste canzoni dal vivo e magari organizzerai un vero e proprio tour?
Sicuramente porterò queste canzoni dal vivo, infatti sto già lavorando a una scaletta da portare in tour. Le prime date saranno in Asia, in Cina a fine ottobre, per poi sbarcare negli USA a gennaio.
Sicuramente ci saranno delle date europee, tra le quali anche l’Italia.

10 – Ultime parole libere. Grazie di essere stato con noi. Un saluto!
Innanzitutto ti ringrazio e ringrazio la redazione di NoiRocker.it. È stato un piacere ancora una volta essere ospite sulle vostre pagine. Vi ringrazio perché offrite questo servizio fondamentale per la diffusione degli artisti underground, italiani e internazionali. Esorto tutti ad ascoltare il mio disco sui vari DSP (Digital Streaming Services) e a comprare, se interessati, il CD e il vinile su Elastic Stage, oppure il digital download sulla mia pagina Bandcamp.

– LP/CD: https://elasticstage.com/dimitrycd/releases/the-revolution-of-evolution-album
– Bandcamp: https://dimitry.bandcamp.com/album/the-revolution-of-evolution

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