GOAD “Dusketha” (Recensione)

Full-length, My Kingdom Music (2025)
Torna Maurilio Rossi e il suo stuolo di musicisti per offrire del grande progressive rock, macchiato della consueta dose di sperimentazione e psichedelia. “Dusketha” è il riflesso di un musicista che dopo molti decenni di attività forse non ha più nulla da dimostrare, ma solo tanta voglia di esprimere se stesso attraverso la musica dei suoi GOAD. Inutile negare che leggendo tutti i nomi coinvolti in questo disco, non si può anche immaginare che un certo peso questi artisti lo devono pur aver avuto per la riuscita finale di questo disco, e per certi versi anche per il suo feeling.
Tutto sommato la musica dei GOAD è sempre stata un qualcosa per pochi, o comunque qualcosa che ha sempre guardato ad uno specifico pubblico, che è quello che di solito si ciba del progressive nel suo intendere più ampio. Parlavamo di sperimentazioni, e in questo album non mancano. Non è tanto un fatto di commistione di generi, perchè in questo album di commistioni ce ne sono ben poche, ma proprio di approccio compositivo, molto aperto e privo di schemi.
Pezzi come “One Of These Days (Is There Still Day)”, “Poor Skull (Reverend Brothers)” e “Daisy’ Rock” sono la quintessenza della libertà espressiva, ma tante volte pagano il fatto di risultare forse fin troppo chiusi in se stessi e poco aperti verso un pubblico che, specialmente nei tempi in cui viviamo, è sempre meno avvezzo a cercare di capire affettivamente cosa un’opera d’arte voglia esprimere. E questo discorso si può applicare un po’ a tutte le tracce del disco, che seguono schemi dilatati, dissonanti, malinconici, introspettivi. Tutti termini che dovrebbero nobilitare un’opera di prog rock, sia inteso, ma che alla fine potrebbero non essere in linea con la fruizione della musica di oggi.
Tutto ciò che abbiamo detto non è da intendere in senso negativo per i GOAD, anzi, questo album dimostra di avere una personalità pazzesca, un coraggio invidiabile. Questo si traduce in una esecuzione di grande classe, in un tocco inconfondibile che i GOAD danno a ogni passaggio del disco, in brani dove tanti strumenti vanno a braccetto e cercano di offrire una varietà che solo le menti aperte potranno cogliere.
Quindi “Dusketha” appare come un album senza tempo, e anzi, dove il tempo rimane sospeso tra gli anni Settanta e una dimensione ancora da inquadrare. Tutto il disco, diviso in due parti, è un viaggio sonoro irripetibile dentro l’animo di chi l’ha composto, ma in un certo senso anche nella nostra anima. Un album particolarissimo, sfuggente e al tempo stesso toccante che saprà ammaliare gli animi più sensibili e disposti ad approfondire un disco tanto lungo, complesso, quanto unico.
Recensore: AngelOfDeath71
Tracklist:
– Disc 1
1. Yes It Was Love (Message From A Cathedral)
2. One Of These Days (Is There Still Day)
3. Alone Man In Empty Room
4. Poor Skull (Reverend Brothers)
5. Daisy’ Rock
6. To An After Time My Harmonies
7. And Still We’ll Dance Into The Light Of Heaven
8. My Feet In The Breaking Wave Sundown
9. Give It Not A Tear
– Disc 2
1. Stop And Consider Life Is But A Day
2. While I Kiss To The Melody (Night Sleepy Eyes)
3. Hush My Love (Lullaby For A Woman)
4. The Speed Of My Nightmares
5. Let Out Song
6. Finally Remembering I’m Dead
7. Garden With Spectral Gleams
8. Foxsteps On My Nylon Guitar
9. The Woodkeeper, A Collar Of Red (bonus track)
Line-up:
Maurilio Rossi: music, lyrics, arrangements, vocals, keyboards, piano, bass, electric guitars, classical guitars
Guest musicians:
– Gianni Rossi: additional guitars, backing vocals
– Martino Rossi: keyboards, additional bass, backing vocals
– Paolo Carniani & Claudio Nardini: drums & percussions
– Frank Diddi & Alex Bruno: Sax, Flute, Violin
– Max Cirone: sound engineer
– MY KINGDOM MUSIC: https://linktr.ee/mykingdommusic
– GOAD: https://www.facebook.com/MaurilioRossiGoad





