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	<title>Recensioni &#8211; Noirocker.it | Webzine Rock, Metal Extreme Underground</title>
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	<description>Noirocker.it &#124; Webzine Rock, Metal Extreme Underground</description>
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	<title>Recensioni &#8211; Noirocker.it | Webzine Rock, Metal Extreme Underground</title>
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		<title>SFREGIO &#8220;Non Credo&#8221; (Recensione)</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 09:37:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Full-length, Nadir Music (2026) Gli Sfregio mettono sul tavolo dieci brani e nessuna intenzione di chiedere scusa. &#8220;Non credo&#8221; arriva dritto al bersaglio con la rapidità di una raffica di riff, trasformando religione, morale, società e libertà individuale in materiale da demolizione. Il risultato è un album che utilizza il linguaggio più ruvido del thrash per costruire una sorta di satira musicale dove il sorriso arriva spesso insieme a una bella dose di veleno. La prima impressione è quella di trovarsi davanti a una band che conosce perfettamente il valore della provocazione. Ma fermarsi alla provocazione sarebbe riduttivo. Dietro titoli [&#8230;]]]></description>
		
		
		
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		<title>INFECTION CODE &#8220;De Reptilium Arcanis&#8221; (Recensione)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Travis]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 09:11:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Full-length, Nadir Music (2026) C&#8217;è un momento, nella vita di una band, in cui puoi scegliere se sederti comodamente sul proprio catalogo, lucidare le vecchie medaglie e ripetere la formula fino alla pensione, oppure aprire la gabbia, liberare il mostro e vedere cosa succede. Gli Infection Code appartengono decisamente alla seconda categoria. A un solo anno da Culto, i piemontesi tornano con De Reptilium Arcanis, undicesimo album sulla lunga distanza, e lo fanno con quella stessa ostinazione da animali sopravvissuti a ogni catastrofe che li accompagna ormai da una carriera cominciata nel 1999. Ma stavolta c&#8217;è qualcosa di diverso nell&#8217;aria, [&#8230;]]]></description>
		
		
		
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		<title>WHATAFUCK &#8220;All My Faces&#8221; (Recensione)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Travis]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 08:50:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Full-length, Supernova Records (2026) Signore e signori, mettete da parte per un momento il metal da salotto, quello educato, pettinato e sterilizzato, perché qui arrivano gli Whatafuck e il loro All My Faces, terzo capitolo della band triestina, pubblicato nel 2026 da Supernova Records, e lo fanno con il tipo di atteggiamento che ci piace: maschere sul volto, identità nascoste, chitarre pesanti e un groove che non si limita a bussare alla porta, ma la sfonda direttamente con un calcio. Diciamolo subito, senza inutili giri di parole: questo disco mi è piaciuto, e mi è piaciuto soprattutto perché riesce a [&#8230;]]]></description>
		
		
		
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		<title>DARKHOLD “Centuries of Purgatory” (Recensione)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Travis]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 08:46:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Full-length, Nadir Music (2026) Il thrash metal italiano continua a vivere lontano dai riflettori, alimentato da band che preferiscono il sudore della sala prove alle scorciatoie dell&#8217;hype. I Darkhold appartengono a questa categoria: musicisti che hanno scelto di costruire il proprio percorso mattone dopo mattone, senza rincorrere mode o compromessi. Centuries of Purgatory rappresenta un passo deciso in avanti rispetto al debutto, un lavoro che mostra una band più sicura dei propri mezzi e decisamente più consapevole della direzione da seguire. L&#8217;impatto è immediato. I riff arrivano compatti e taglienti, la sezione ritmica macina chilometri senza perdere precisione e le [&#8230;]]]></description>
		
		
		
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		<title>CHROME SKY &#8220;Clouds&#8221; (Recensione)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Travis]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:46:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Full-length, Ghost Record Label (2026) &#8220;Clouds&#8221;, è il nuovo album dei Chrome Sky che segna il ritorno del duo Italiano formato da Paolo Miano e Mario Ferrarese. I Chrome Sky, confezionano un album che respira l&#8217;aria pesante dell&#8217;Industrial Metal contemporaneo, spingendo sull&#8217;acceleratore di groove monolitici, elettronica opprimente e riff dal taglio chirurgico. Un lavoro che non rincorre le mode, ma costruisce un&#8217;identità precisa, capace di fondere la brutalità del Metal moderno con un&#8217;attitudine sperimentale che dona spessore all&#8217;intero ascolto. L&#8217;album si muove attraverso una successione di brani caratterizzati da un impatto sonoro devastante. Le chitarre, accordate basse e sature al [&#8230;]]]></description>
		
		
		
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		<title>BURNING BLACK &#8220;Resilience of a Broken Heart&#8221; (Recensione)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Travis]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 14:51:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Full-length, Punishment 18 Records (2024) In un periodo in cui gran parte dell&#8217;heavy metal sembra oscillare tra il recupero nostalgico degli anni Ottanta e una ricerca quasi ossessiva della modernità, i trevigiani Burning Black continuano a percorrere una strada ben precisa. Nessuna rivoluzione, nessuna contaminazione forzata, ma un heavy metal tradizionale costruito con mestiere, gusto melodico e una profonda conoscenza dei grandi maestri del genere. Resilience of a Broken Heart, quarto album in studio della formazione veneta, rappresenta probabilmente il lavoro più equilibrato della loro carriera: un disco che rinuncia agli eccessi per privilegiare compattezza, songwriting e continuità. Fin dalle [&#8230;]]]></description>
		
		
		
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		<title>DICK VAN DER HEIJDE &#8220;Locked In&#8221; (Recensione)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Travis]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 15:33:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Full-length, Eigen Beheer Records(2026) Ogni tanto arriva un disco che costringe a mettere da parte il consueto metro di giudizio. Non perché debba essere valutato con indulgenza, ma perché la sua stessa esistenza rappresenta qualcosa di straordinario. Locked In, esordio discografico dell&#8217;olandese Dick van der Heijde, è uno di quei lavori destinati a lasciare un segno prima ancora che per le sue qualità musicali, per ciò che rappresenta. La storia è di quelle che sembrano uscite da un romanzo. A soli ventotto anni Dick viene colpito da un ictus del tronco encefalico che lo condanna alla sindrome locked-in: perfettamente cosciente, [&#8230;]]]></description>
		
		
		
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		<title>ENIGMATIC SOUND MACHINES &#8220;Divided By One” (Recensione)</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 10:12:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Full-length, Progrock.com’s Essentials (2026) Con “Divided By One” gli Enigmatic Sound Machines arrivano al quarto album in appena quattro anni e iniziano a far sentire una cosa molto chiara: non stanno più solo esplorando un suono, lo stanno consolidando. Il progetto di Jérémie Arrobas e Thomas Szirmay, nato da una lunga amicizia e costruito su elettronica, synth e visioni progressive, qui si espande ufficialmente con Hansford Rowe al basso e Alain Bellaiche alla chitarra ormai come membri stabili. E questa scelta cambia parecchio l’equilibrio del disco. Se i lavori precedenti guardavano più verso un immaginario alla Kraftwerk o Tangerine Dream, [&#8230;]]]></description>
		
		
		
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		<title>AZRATH-11 &#8220;Kenòs&#8221; (Recensione)</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 15:58:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Full-length, Northern Darkness Records (2026) Gli Azrath-11 sono una di quelle band che, pur restando saldamente ancorate al Death Metal, hanno sempre cercato di costruire qualcosa di più personale rispetto alla media. Fin dagli esordi il gruppo friulano ha sviluppato un immaginario fortemente legato a Lovecraft, all&#8217;esoterismo e all&#8217;occultismo, elementi che trovano piena espressione anche nel nuovo album Kenòs. Fin dalle prime battute si capisce che non ci troviamo di fronte a un lavoro pensato per puntare esclusivamente sull&#8217;impatto. Certo, la violenza non manca: riff taglienti, una batteria incessante e vocals abrasive sono presenti in abbondanza, ma il vero punto [&#8230;]]]></description>
		
		
		
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		<title>MADVICE &#8220;L’Ottavo Giorno&#8221; (Recensione)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Travis]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 15:36:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Full-length, Art Gates Records (2026) A quattro anni dal precedente lavoro, i Madvice tornano con &#8220;L’Ottavo Giorno&#8221;, un disco che conferma la crescita della band e la sua voglia di spingersi oltre i confini del classico melodic death metal. Qui dentro c&#8217;è rabbia, tecnica e una buona dose di atmosfera, il tutto confezionato con una maturità compositiva che in passato si intravedeva soltanto. Fin dalle prime tracce emerge una band che sa bene cosa vuole fare. I riff di Maddalena Bellini sono taglienti ma mai fini a sé stessi, mentre la sezione ritmica guidata da Marco Moretti e Raffaele Lanzuise [&#8230;]]]></description>
		
		
		
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