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	<title>Extreme &#8211; Noirocker.it | Webzine Rock, Metal Extreme Underground</title>
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		<title>DISCORDANCE (Intervista)</title>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2026 08:58:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Viscere” non è soltanto un nuovo capitolo discografico, ma una vera immersione in una dimensione sonora ed emotiva dove musica, parola e pulsione si intrecciano in modo radicale. Il nuovo EP mostra una band sempre più concentrata sulla ricerca espressiva, capace di fondere struttura e istinto in un equilibrio intenso e personale. In questa intervista il gruppo racconta il processo creativo dietro il disco, il rapporto tra testi e composizione, l’uso dell’italiano e la volontà di trasformare ogni brano in un’esperienza profondamente sensoriale e interiore. 1. Da dove nasce l’esigenza di costruire un disco così compatto e continuo come “Viscere”? [&#8230;]]]></description>
		
		
		
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		<title>MOTUS TENEBRAE &#8220;In Sorrow’s Requiem&#8221; (Recensione)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Travis]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 08:22:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Full-length, My Kingdom Music (2026) Con In Sorrow’s Requiem i Motus Tenebrae non si limitano a tornare: rientrano in scena come un blocco di marmo nero che ti cade addosso lentamente, senza fretta ma con un peso specifico enorme. Dopo anni di silenzio, il trio plasma un disco che vive di atmosfera più che di scosse improvvise, puntando tutto su un equilibrio raffinato tra malinconia, melodia e una certa solennità quasi rituale. Il linguaggio musicale è chiaro: gothic metal che guarda ai grandi ma con una consapevolezza più matura. Le ombre dei Paradise Lost, dei My Dying Bride e dei [&#8230;]]]></description>
		
		
		
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		<title>DISCORDANCE &#8220;Viscere&#8221; (Recensione)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Travis]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 10:58:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Full-length, Great Dane Records (2026) Con Viscere i Discordance fanno una cosa abbastanza chiara: smettono di cercare scorciatoie e si prendono tutto il tempo necessario per costruire un disco che pesa, che respira male, ma che funziona proprio per questo. Non è un lavoro da consumo veloce, è roba che richiede attenzione, perché sotto la superficie c’è un lavoro tecnico e compositivo molto più preciso di quanto possa sembrare a un primo ascolto distratto. Il nucleo del disco sta nei primi brani, “Notte”, “Bellezza” e “Abisso”, dove la band mette subito in chiaro il cambio di passo: meno aggressione frontale [&#8230;]]]></description>
		
		
		
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		<title>DEATH DIES (Intervista)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Travis]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 09:35:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nel sottobosco del black metal italiano, dove le uscite si accumulano tra urgenza espressiva e identità spesso ancora in cerca di una forma definitiva, i Death Dies continuano a muoversi seguendo un istinto più che una strategia. Il nuovo lavoro Maledicti In Aeternvm sembra voler stringere il cerchio: meno dispersione, più impatto, anche se non sempre senza qualche zona d’ombra. Tra richiami alla tradizione, derive personali e una certa ostinazione nel restare fedeli a un suono viscerale, la band prova a ridefinire il proprio equilibrio. Ne abbiamo parlato direttamente con loro, cercando di capire cosa si nasconde dietro questo ritorno [&#8230;]]]></description>
		
		
		
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		<title>FRUSTRATION (Intervista)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Travis]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 07:05:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Attivi dal 2008, i Frustration rappresentano una realtà radicata nell’underground italiano, testimoni diretti dei cambiamenti – spesso controversi – che hanno attraversato la scena negli ultimi anni. Tra evoluzione del sound, rifiuto delle logiche di mercato e una forte attitudine indipendente, la band continua a portare avanti la propria visione senza compromessi. In questa intervista raccontano il loro punto di vista sull’attuale panorama musicale, il rapporto con il pubblico e le prospettive future, mantenendo sempre al centro autenticità e libertà espressiva. 1. Siete attivi dal 2008 nella scena underground italiana: cosa è cambiato davvero oggi? Sicuramente sono nate moltissime band [&#8230;]]]></description>
		
		
		
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		<title>CHALICE OF SUFFERING &#8220;The Raven Cries One Last Time&#8221; (Recensione)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Travis]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 14:43:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Full-length, My Kingdom Music (2026) “The Raven Cries One Last Time” dei Chalice of Suffering è un disco che si inserisce con decisione nel solco del funeral doom/death più classico, ma prova anche a distinguersi attraverso un’impronta melodica e folk che, sulla carta, dovrebbe ampliarne lo spettro emotivo. Il risultato è un album molto coerente nel tono, ma non sempre altrettanto incisivo nella scrittura. La proposta della band si muove chiaramente sulla scia di realtà come Shape of Despair e My Dying Bride, soprattutto nella gestione del tempo dilatato e della sofferenza come elemento centrale. L’intenzione è quella di costruire [&#8230;]]]></description>
		
		
		
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		<title>DEATH DIES &#8220;Maledicti in Aeternvm&#8221; (Recensione)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Travis]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 09:56:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Full-length, My Kingdom Music (2026) Con Maledicti in Aeternvm, i Death Dies si collocano con decisione all’interno della tradizione più pura del black metal, portando avanti un discorso coerente e senza compromessi. L’album è costruito su velocità elevate, atmosfere oscure e un impatto costante, configurandosi come un blocco sonoro compatto e privo di reali pause. L’approccio richiama chiaramente tanto le radici più primitive del genere quanto la seconda ondata norvegese: si percepiscono echi dell’aggressività diretta dei primi Darkthrone, della tensione gelida dei Mayhem e di certe soluzioni più atmosferiche riconducibili ai Emperor, anche se rilette in chiave più ruvida e [&#8230;]]]></description>
		
		
		
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		<title>PATH OF SORROW (Intervista)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Travis]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 14:12:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nel sottobosco metal italiano, ci sono realtà che costruiscono la propria identità non solo attraverso il suono, ma anche tramite una visione narrativa forte e coerente. I Noirocker rientrano perfettamente in questa categoria: con Horror Museum portano avanti un percorso artistico iniziato con Fearytales, trasformando paure, emozioni e suggestioni in un viaggio sonoro oscuro e immersivo. In questa intervista il bassista Lucifer (Roberto Crisci) ci racconta l&#8217;evoluzione, le influenze e l’anima del progetto. 1. Ciao e grazie per lo spazio concessovi! Horror Museum è l’evoluzione naturale di Fearytales: come si sviluppa questo percorso? Horror Museum è l’evoluzione naturale di Fearytales, [&#8230;]]]></description>
		
		
		
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		<title>FRUSTRATION &#8220;Vision of Infinite Tortures” (Recensione)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Travis]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 15:00:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Full-length, Nova Era Records, 2026 Con il loro ultimo album, questo Visions of Infinite Tortures, i Frustration consolidano la propria vocazione al mutamento e alla radicalità, dando forma a un’opera che non si limita a colpire, ma ambisce a scavare. È un disco che rifiuta la superficialità dell’impatto immediato per privilegiare una costruzione più stratificata e mentale, dove la violenza sonora diventa strumento di indagine interiore. Lontano dai manierismi e dagli eccessi tecnicistici, il gruppo recupera un death metal essenziale, quasi ascetico nella sua crudezza, ma lo organizza secondo una visione precisa. Le chitarre non si disperdono in sterile esibizionismo: [&#8230;]]]></description>
		
		
		
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		<title>DVM SPIRO (Intervista)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Travis]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 11:08:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Con &#8220;MMXXVI – Grave&#8220;, i DVM SPIRO tornano con un lavoro che amplia e approfondisce il proprio linguaggio artistico, fondendo funeral doom, arrangiamenti classici e atmosfere liturgiche in un ascolto denso e rituale. Rispetto al precedente In Frigidvm Lectvm, questo nuovo album esplora con maggiore intensità la “fine” come esperienza esistenziale e sonora, invitando l’ascoltatore a un’immersione totale. Nella seguente intervista discutiamo con loro della genesi del disco, delle scelte di produzione, del rapporto con il pubblico e della visione che guida il progetto. 1 &#8211; Ciao e benvenuti! Presentate il vostro nuovo album, spiegandoci un po&#8217; come è nato [&#8230;]]]></description>
		
		
		
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