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	<title>Band &#8211; Noirocker.it | Webzine Rock, Metal Extreme Underground</title>
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	<description>Noirocker.it &#124; Webzine Rock, Metal Extreme Underground</description>
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		<title>Intervista: OMNIA MALIS EST</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 07:37:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Con &#8220;OME&#8221;, &#8220;Omnia Malis Est&#8220;, il progetto si spinge verso una dimensione compositiva e produttiva diversa rispetto ai lavori precedenti, unendo ambient e metal estremo all’interno di un’unica traccia della durata di circa un’ora. In questa intervista si parla del processo di mix, della ricerca di coerenza, dell’esperienza immersiva, delle possibilità di una resa live e delle prospettive future del progetto. 1. Come hai affrontato il mix di un&#8217;unica traccia così lunga? Il mix è stato affrontato sostanzialmente come quello di una traccia più breve: niente rituali esoterici solo perché il brano dura un’ora. Ho lavorato in un unico progetto [&#8230;]]]></description>
		
		
		
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		<title>SFREGIO &#8220;Non Credo&#8221; (Recensione)</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 09:37:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Full-length, Nadir Music (2026) Gli Sfregio mettono sul tavolo dieci brani e nessuna intenzione di chiedere scusa. &#8220;Non credo&#8221; arriva dritto al bersaglio con la rapidità di una raffica di riff, trasformando religione, morale, società e libertà individuale in materiale da demolizione. Il risultato è un album che utilizza il linguaggio più ruvido del thrash per costruire una sorta di satira musicale dove il sorriso arriva spesso insieme a una bella dose di veleno. La prima impressione è quella di trovarsi davanti a una band che conosce perfettamente il valore della provocazione. Ma fermarsi alla provocazione sarebbe riduttivo. Dietro titoli [&#8230;]]]></description>
		
		
		
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		<title>INFECTION CODE &#8220;De Reptilium Arcanis&#8221; (Recensione)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Travis]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 09:11:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Full-length, Nadir Music (2026) C&#8217;è un momento, nella vita di una band, in cui puoi scegliere se sederti comodamente sul proprio catalogo, lucidare le vecchie medaglie e ripetere la formula fino alla pensione, oppure aprire la gabbia, liberare il mostro e vedere cosa succede. Gli Infection Code appartengono decisamente alla seconda categoria. A un solo anno da Culto, i piemontesi tornano con De Reptilium Arcanis, undicesimo album sulla lunga distanza, e lo fanno con quella stessa ostinazione da animali sopravvissuti a ogni catastrofe che li accompagna ormai da una carriera cominciata nel 1999. Ma stavolta c&#8217;è qualcosa di diverso nell&#8217;aria, [&#8230;]]]></description>
		
		
		
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		<title>WHATAFUCK &#8220;All My Faces&#8221; (Recensione)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Travis]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 08:50:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Full-length, Supernova Records (2026) Signore e signori, mettete da parte per un momento il metal da salotto, quello educato, pettinato e sterilizzato, perché qui arrivano gli Whatafuck e il loro All My Faces, terzo capitolo della band triestina, pubblicato nel 2026 da Supernova Records, e lo fanno con il tipo di atteggiamento che ci piace: maschere sul volto, identità nascoste, chitarre pesanti e un groove che non si limita a bussare alla porta, ma la sfonda direttamente con un calcio. Diciamolo subito, senza inutili giri di parole: questo disco mi è piaciuto, e mi è piaciuto soprattutto perché riesce a [&#8230;]]]></description>
		
		
		
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		<title>MADVICE (Intervista)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Travis]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 09:42:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Con &#8220;L&#8217;Ottavo Giorno&#8220;, i Madvice firmano il terzo capitolo della propria carriera, un album che segna un punto di svolta sia sul piano umano sia su quello artistico. Tra sonorità più oscure e aggressive, influenze melodic death, blackened thrash e una crescente attenzione alla componente melodica, la band consolida la propria identità guardando già al futuro. A rispondere alle nostre domande è Maddalena, chitarrista del gruppo. 1. &#8220;L&#8217;Ottavo Giorno&#8221; rappresenta il terzo album dei Madvice e sembra segnare un&#8217;importante evoluzione della band. Direste che questo disco sia una rinascita o piuttosto la naturale conseguenza del percorso precedente? È sicuramente entrambe [&#8230;]]]></description>
		
		
		
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		<title>DICK VAN DER HEIJDE (Intervista)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Travis]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 11:36:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dopo aver raccontato la genesi di Locked-In, Dick van der Heijde approfondisce il significato umano e artistico del progetto in questa intervista. Il musicista olandese riflette sulla speranza, sul ruolo rivoluzionario dell&#8217;intelligenza artificiale nel suo ritorno alla composizione, sul sostegno ricevuto dalla famiglia e sull&#8217;ambizione di un percorso creativo appena iniziato. Ne emerge il ritratto di un artista che, nonostante le enormi difficoltà imposte dalla sindrome Locked-In, continua a guardare al futuro con determinazione e passione. 1. La tua storia è diventata un simbolo di determinazione. Ti riconosci in questa definizione? Assolutamente sì. Se permetti agli altri di calpestarti, non [&#8230;]]]></description>
		
		
		
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		<title>DARKHOLD “Centuries of Purgatory” (Recensione)</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 08:46:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Full-length, Nadir Music (2026) Il thrash metal italiano continua a vivere lontano dai riflettori, alimentato da band che preferiscono il sudore della sala prove alle scorciatoie dell&#8217;hype. I Darkhold appartengono a questa categoria: musicisti che hanno scelto di costruire il proprio percorso mattone dopo mattone, senza rincorrere mode o compromessi. Centuries of Purgatory rappresenta un passo deciso in avanti rispetto al debutto, un lavoro che mostra una band più sicura dei propri mezzi e decisamente più consapevole della direzione da seguire. L&#8217;impatto è immediato. I riff arrivano compatti e taglienti, la sezione ritmica macina chilometri senza perdere precisione e le [&#8230;]]]></description>
		
		
		
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		<title>ENIGMATIC SOUND MACHINES (Intervista)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Travis]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 07:37:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Con Divided by One gli ESM abbracciano una direzione musicale più oscura, pesante e introspettiva, rimanendo al tempo stesso fedeli all&#8217;identità che ha sempre contraddistinto il loro sound. Unendo atmosfere potenti a una scrittura ricercata, l&#8217;album esplora temi come il caos, la riflessione e la ricerca di un significato in un mondo sempre più frammentato. Abbiamo parlato con la band del processo creativo alla base del disco, della sua profondità emotiva e di ciò che riserva il futuro agli ESM. 1. Questo album appare decisamente più oscuro e introspettivo rispetto ai vostri lavori precedenti. Da dove nasce questa scelta? È stata [&#8230;]]]></description>
		
		
		
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		<title>CHROME SKY &#8220;Clouds&#8221; (Recensione)</title>
		<link>https://www.noirocker.it/2026/07/chrome-sky-clouds-recensione/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=chrome-sky-clouds-recensione</link>
		
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:46:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Full-length, Ghost Record Label (2026) &#8220;Clouds&#8221;, è il nuovo album dei Chrome Sky che segna il ritorno del duo Italiano formato da Paolo Miano e Mario Ferrarese. I Chrome Sky, confezionano un album che respira l&#8217;aria pesante dell&#8217;Industrial Metal contemporaneo, spingendo sull&#8217;acceleratore di groove monolitici, elettronica opprimente e riff dal taglio chirurgico. Un lavoro che non rincorre le mode, ma costruisce un&#8217;identità precisa, capace di fondere la brutalità del Metal moderno con un&#8217;attitudine sperimentale che dona spessore all&#8217;intero ascolto. L&#8217;album si muove attraverso una successione di brani caratterizzati da un impatto sonoro devastante. Le chitarre, accordate basse e sature al [&#8230;]]]></description>
		
		
		
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		<title>BURNING BLACK &#8220;Resilience of a Broken Heart&#8221; (Recensione)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Travis]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 14:51:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Full-length, Punishment 18 Records (2024) In un periodo in cui gran parte dell&#8217;heavy metal sembra oscillare tra il recupero nostalgico degli anni Ottanta e una ricerca quasi ossessiva della modernità, i trevigiani Burning Black continuano a percorrere una strada ben precisa. Nessuna rivoluzione, nessuna contaminazione forzata, ma un heavy metal tradizionale costruito con mestiere, gusto melodico e una profonda conoscenza dei grandi maestri del genere. Resilience of a Broken Heart, quarto album in studio della formazione veneta, rappresenta probabilmente il lavoro più equilibrato della loro carriera: un disco che rinuncia agli eccessi per privilegiare compattezza, songwriting e continuità. Fin dalle [&#8230;]]]></description>
		
		
		
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