<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Band &#8211; Noirocker.it | Webzine Rock, Metal Extreme Underground</title>
	<atom:link href="https://www.noirocker.it/category/band/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.noirocker.it</link>
	<description>Noirocker.it &#124; Webzine Rock, Metal Extreme Underground</description>
	<lastBuildDate>Wed, 20 May 2026 09:29:04 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>

<image>
	<url>https://www.noirocker.it/wp-content/uploads/2016/10/cropped-logo-32x32.png</url>
	<title>Band &#8211; Noirocker.it | Webzine Rock, Metal Extreme Underground</title>
	<link>https://www.noirocker.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>POWER BEYOND (Intervista)</title>
		<link>https://www.noirocker.it/2026/05/power-beyond-intervista/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=power-beyond-intervista</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Travis]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 09:27:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Band]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Metal]]></category>
		<category><![CDATA[heavy metal]]></category>
		<category><![CDATA[INTERVISTE]]></category>
		<category><![CDATA[POWER BEYOND]]></category>
		<category><![CDATA[power metal]]></category>
		<category><![CDATA[thrash metal]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.noirocker.it/?p=7928</guid>

					<description><![CDATA[Storica realtà dell’underground metal italiano, i POWER BEYOND continuano a portare avanti con coerenza e passione la propria visione di power/thrash metal, attraversando cambiamenti, evoluzioni e nuove sfide senza perdere identità. Tra influenze old school, spirito live e uno sguardo sempre attento all’evoluzione della scena, la band si prepara a una nuova fase creativa fatta di nuovo materiale e di un full length album in lavorazione. Ne abbiamo parlato direttamente con la band. 1. I Power Beyond rappresentano una realtà storica del power/thrash italiano: quanto è difficile oggi mantenere viva questa attitudine old school? Una realtà dell’underground italiano che, dopo [&#8230;]]]></description>
		
		
		
			</item>
		<item>
		<title>DISCORDANCE (Intervista)</title>
		<link>https://www.noirocker.it/2026/05/discordance-intervista/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=discordance-intervista</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Travis]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 08:58:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Band]]></category>
		<category><![CDATA[Extreme]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[DISCORDANCE]]></category>
		<category><![CDATA[INTERVISTE]]></category>
		<category><![CDATA[progressive metal]]></category>
		<category><![CDATA[TECHICAL DEATH METAL]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.noirocker.it/?p=7917</guid>

					<description><![CDATA[“Viscere” non è soltanto un nuovo capitolo discografico, ma una vera immersione in una dimensione sonora ed emotiva dove musica, parola e pulsione si intrecciano in modo radicale. Il nuovo EP mostra una band sempre più concentrata sulla ricerca espressiva, capace di fondere struttura e istinto in un equilibrio intenso e personale. In questa intervista il gruppo racconta il processo creativo dietro il disco, il rapporto tra testi e composizione, l’uso dell’italiano e la volontà di trasformare ogni brano in un’esperienza profondamente sensoriale e interiore. 1. Da dove nasce l’esigenza di costruire un disco così compatto e continuo come “Viscere”? [&#8230;]]]></description>
		
		
		
			</item>
		<item>
		<title>MOTUS TENEBRAE &#8220;In Sorrow’s Requiem&#8221; (Recensione)</title>
		<link>https://www.noirocker.it/2026/05/motus-tenebrae-in-sorrows-requiem-recensione/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=motus-tenebrae-in-sorrows-requiem-recensione</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Travis]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 08:22:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Band]]></category>
		<category><![CDATA[Extreme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[doom metal]]></category>
		<category><![CDATA[gothic metal]]></category>
		<category><![CDATA[motus tenebrae]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.noirocker.it/?p=7911</guid>

					<description><![CDATA[Full-length, My Kingdom Music (2026) Con In Sorrow’s Requiem i Motus Tenebrae non si limitano a tornare: rientrano in scena come un blocco di marmo nero che ti cade addosso lentamente, senza fretta ma con un peso specifico enorme. Dopo anni di silenzio, il trio plasma un disco che vive di atmosfera più che di scosse improvvise, puntando tutto su un equilibrio raffinato tra malinconia, melodia e una certa solennità quasi rituale. Il linguaggio musicale è chiaro: gothic metal che guarda ai grandi ma con una consapevolezza più matura. Le ombre dei Paradise Lost, dei My Dying Bride e dei [&#8230;]]]></description>
		
		
		
			</item>
		<item>
		<title>30 DENARI &#8220;Kindly Plotting For Riot” (Recensione)</title>
		<link>https://www.noirocker.it/2026/04/30-denari-kindly-plotting-for-riot-recensione/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=30-denari-kindly-plotting-for-riot-recensione</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Travis]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 07:04:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Band]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Rock]]></category>
		<category><![CDATA[30 DENARI]]></category>
		<category><![CDATA[alternative metal]]></category>
		<category><![CDATA[alternative rock]]></category>
		<category><![CDATA[elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[sperimentale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.noirocker.it/?p=7906</guid>

					<description><![CDATA[Full-length, My Kingdom Music, 2026 Questo “Kindly Plotting For Riot” è un pugno diretto nello stomaco e funziona alla grande. È sporco, teso, vivo. Non gira intorno alle cose: ti prende e ti trascina dentro un mondo dove il controllo implode e il caos diventa linguaggio. Qui dentro c’è un immaginario forte, coerente, quasi rituale. Le influenze sono chiarissime ma mai ingombranti: l’ombra di Joy Division e Bauhaus si muove tra le linee più cupe, mentre la tensione abrasiva dei Killing Joke pulsa sotto la superficie. Le trame elettroniche e industriali richiamano Nine Inch Nails, con momenti più atmosferici che [&#8230;]]]></description>
		
		
		
			</item>
		<item>
		<title>DISCORDANCE &#8220;Viscere&#8221; (Recensione)</title>
		<link>https://www.noirocker.it/2026/04/discordance-viscere-recensione/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=discordance-viscere-recensione</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Travis]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 10:58:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Band]]></category>
		<category><![CDATA[Extreme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[DISCORDANCE]]></category>
		<category><![CDATA[PROGRESIVE DEATH METAL]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[TECHNICAL DEATH METAL]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.noirocker.it/?p=7886</guid>

					<description><![CDATA[Full-length, Great Dane Records (2026) Con Viscere i Discordance fanno una cosa abbastanza chiara: smettono di cercare scorciatoie e si prendono tutto il tempo necessario per costruire un disco che pesa, che respira male, ma che funziona proprio per questo. Non è un lavoro da consumo veloce, è roba che richiede attenzione, perché sotto la superficie c’è un lavoro tecnico e compositivo molto più preciso di quanto possa sembrare a un primo ascolto distratto. Il nucleo del disco sta nei primi brani, “Notte”, “Bellezza” e “Abisso”, dove la band mette subito in chiaro il cambio di passo: meno aggressione frontale [&#8230;]]]></description>
		
		
		
			</item>
		<item>
		<title>DEATH DIES (Intervista)</title>
		<link>https://www.noirocker.it/2026/04/death-dies-intervista/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=death-dies-intervista</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Travis]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 09:35:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Band]]></category>
		<category><![CDATA[Extreme]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[black metal]]></category>
		<category><![CDATA[DEATH DIES]]></category>
		<category><![CDATA[INTERVISTE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.noirocker.it/?p=7880</guid>

					<description><![CDATA[Nel sottobosco del black metal italiano, dove le uscite si accumulano tra urgenza espressiva e identità spesso ancora in cerca di una forma definitiva, i Death Dies continuano a muoversi seguendo un istinto più che una strategia. Il nuovo lavoro Maledicti In Aeternvm sembra voler stringere il cerchio: meno dispersione, più impatto, anche se non sempre senza qualche zona d’ombra. Tra richiami alla tradizione, derive personali e una certa ostinazione nel restare fedeli a un suono viscerale, la band prova a ridefinire il proprio equilibrio. Ne abbiamo parlato direttamente con loro, cercando di capire cosa si nasconde dietro questo ritorno [&#8230;]]]></description>
		
		
		
			</item>
		<item>
		<title>FRUSTRATION (Intervista)</title>
		<link>https://www.noirocker.it/2026/04/frustration-intervista/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=frustration-intervista</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Travis]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 07:05:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Band]]></category>
		<category><![CDATA[Extreme]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[death metal]]></category>
		<category><![CDATA[FRUSTRATION]]></category>
		<category><![CDATA[INTERVISTE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.noirocker.it/?p=7876</guid>

					<description><![CDATA[Attivi dal 2008, i Frustration rappresentano una realtà radicata nell’underground italiano, testimoni diretti dei cambiamenti – spesso controversi – che hanno attraversato la scena negli ultimi anni. Tra evoluzione del sound, rifiuto delle logiche di mercato e una forte attitudine indipendente, la band continua a portare avanti la propria visione senza compromessi. In questa intervista raccontano il loro punto di vista sull’attuale panorama musicale, il rapporto con il pubblico e le prospettive future, mantenendo sempre al centro autenticità e libertà espressiva. 1. Siete attivi dal 2008 nella scena underground italiana: cosa è cambiato davvero oggi? Sicuramente sono nate moltissime band [&#8230;]]]></description>
		
		
		
			</item>
		<item>
		<title>CHALICE OF SUFFERING &#8220;The Raven Cries One Last Time&#8221; (Recensione)</title>
		<link>https://www.noirocker.it/2026/04/chalice-of-suffering-the-raven-cries-one-last-time-recensione/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=chalice-of-suffering-the-raven-cries-one-last-time-recensione</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Travis]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 14:43:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Band]]></category>
		<category><![CDATA[Extreme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[CHALICE OF SUFFERING]]></category>
		<category><![CDATA[doom metal]]></category>
		<category><![CDATA[funeral doom]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.noirocker.it/?p=7872</guid>

					<description><![CDATA[Full-length, My Kingdom Music (2026) “The Raven Cries One Last Time” dei Chalice of Suffering è un disco che si inserisce con decisione nel solco del funeral doom/death più classico, ma prova anche a distinguersi attraverso un’impronta melodica e folk che, sulla carta, dovrebbe ampliarne lo spettro emotivo. Il risultato è un album molto coerente nel tono, ma non sempre altrettanto incisivo nella scrittura. La proposta della band si muove chiaramente sulla scia di realtà come Shape of Despair e My Dying Bride, soprattutto nella gestione del tempo dilatato e della sofferenza come elemento centrale. L’intenzione è quella di costruire [&#8230;]]]></description>
		
		
		
			</item>
		<item>
		<title>POWER BEYOND &#8220;From The Beginning To End&#8221; (Recensione)</title>
		<link>https://www.noirocker.it/2026/04/power-beyond-from-the-beginning-to-end-recensione/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=power-beyond-from-the-beginning-to-end-recensione</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Travis]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 13:46:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Band]]></category>
		<category><![CDATA[Metal]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[POWER BEYOND]]></category>
		<category><![CDATA[power metal]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[thrash metal]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.noirocker.it/?p=7868</guid>

					<description><![CDATA[EP, Independent (2025) I Power Beyond non perdono tempo: quattro tracce, ventiquattro minuti di metal che picchia duro e guarda ai maestri americani degli anni ’90. From The Beginning To End è un mini-album che urla “eccoci”, con riff a tutta velocità, cambi di tempo cervellotici e batteria che martella senza pietà. Non c’è spazio per l’ozio: da subito, la title-track ti prende per il collo con chitarre aggressive, assoli fulminei e voce ruvida che prova a incutere rispetto. Undaunted conferma la direzione: riff thrash, doppio pedale da far sudare chiunque e un drumming che ti spinge a muovere la [&#8230;]]]></description>
		
		
		
			</item>
		<item>
		<title>VERSA &#8220;A Voyage / A Destination – Round Trip Special Edition&#8221; (Recensione)</title>
		<link>https://www.noirocker.it/2026/03/versa-a-voyage-a-destination-round-trip-special-edition-recensione/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=versa-a-voyage-a-destination-round-trip-special-edition-recensione</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Travis]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 09:45:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Band]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Rock]]></category>
		<category><![CDATA[progressive rock]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[VERSA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.noirocker.it/?p=7862</guid>

					<description><![CDATA[Full-length, Independent (2026) Vent’anni di carriera e i Versa non scelgono la via facile. Niente raccolta, niente operazione nostalgia: A Voyage / A Destination – Round Trip Special Edition è un viaggio vero, di quelli in cui entri senza sapere bene cosa aspettarti e ne esci completamente immerso. Dentro c’è tanto: i due album usciti tra 2022 e 2024 finalmente uniti, più materiale extra che amplia ancora di più il quadro. Ma soprattutto c’è una musica che non si ferma mai a un solo genere. Prog, sì, ma anche post-rock, classica, folk, jazz: tutto si mescola in modo naturale, creando [&#8230;]]]></description>
		
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
