Recensione: “Havoc” è l’ultimo EP dei BIOSCRAPE


Tre album, quattordici anni di attività, tour in Italia, Est Europa e Russia; insomma, un curriculum di tutto rispetto per i nostrani Bioscrape, la band originaria di Biella che con l’ultimo EP “Havoc“, ha discograficamente sancito la propria collaborazione con Ghost Record Label.

Il lavoro in studio è stato calibrato su quattro tracce tematicamente costruite attorno ad un concept catastrofista e nichilista, giustamente accompagnato da sonorità che ben si sposano con questa visione dell’esistenza tutt’altro che rosea.

Parliamo infatti di thrash/groove metal poco sofisticato (qualcuno direbbe ‘senza fronzoli’), ‘quadrato’ ma non proprio ortodosso, stando all’abbondanza delle profusioni vicine al Nu-Metalcore ed una voce in fin dei conti più death che thrash.

Il mix di questi elementi risulta vincente in buona parte della title-track (‘Havoc’): intensa e debordante per riffing e drumming sin dall’incipit, mentre le vocals dominano alla grande le fasi growl. Senza dubbio la traccia più riuscita.

Leggero sottotono per ‘Demise’ dove l’elemento debole si riscontra nel chorus e nel refrain dei synth (poco convincente), specie se paragonati alla compattezza delle strofe che suonano molto più aggressive e graffianti del ritornello stesso (e ancora una volta quando la voce smette di ruggire patisce leggermente).

Discorso simile per ‘Erase’, brano dotato di una certa peculiarità in cui l’elettronica e l’incedere quasi industrial scandiscono le tre parole del ritornello con una ripetitività quasi ossessiva (probabilmente voluta), riuscendo a imprimercele in testa (volenti o nolenti). L’ultimo pezzo (“Nil“) è l’inaspettato tocco di grazia strumentale (solo piano e pad) a congedo di un EP in cui i Nostri Bioscrape hanno inserito con personalità tutti gli elementi del loro saldo bagaglio musicale, senza forse scervellarsi più di tanto sul lavoro di fino o sulla ricerca di estrosità particolari. Nonostante tutto “Havoc” ha un suo carattere, figlio dell’indiscussa riconoscibilità di questa band che insieme a Ghost Record Label speriamo potrà raggiungere più ambiziosi traguardi.

Gianfranco Catalano – Noirocker.it

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