Recensione: “Misophonic” è il primo EP targato Grevia

 

Uscito il 12 Settembre 2019 per Lethal Scissor Label, Misophonic è il primo EP targato Grevia, band death/grind da Palermo la cui line up racchiude in sé tutta la credibilità e lo spessore di quattro nomi indissolubilmente legati all’ambito extreme metal.

 

La voce di Paride Mercurio (la stessa dei già noti Cadaver Mutilator), la chitarra di Giorgio Trombino (nome presente in vari progetti tra cui Assumption, Elevators to the Grateful Sky, Heamophagus e molti altri) ed il basso di Vincenzo Frisella (Necrass e Terrorage), trovano la quadratura con l’aggiungersi del session-drummer Davide Billia (Hour of Penance, Beheaded, Anthropofagus, Xenomorphic Contamination) in quella che a tutti i diritti può definirsi una comunione d’intenti musicalmente letale.

 

Il qui presente Misophonic è il frutto di un death schizofrenico e selvaggio, ma con obiettivi e modalità d’esecuzione ben precisi, fin troppo lucidi per non lasciare interdetti di fronte a quello che sembra essere il parto di quattro menti criminali.

L’impulso violento (e misofonico= ‘intolleranza al suono’) rimane il tassello fondante di ognuna delle 6 tracce, durante le quali ci si ritrova nel bel mezzo di una cintura di fuoco costituita da potenze soniche devastanti: la furia distruttiva del grind da un lato, e le fustigazioni annichilenti del brutal, dall’altro.

Ma c’è di più, perché l’incredibile carica propulsiva del lotto viene posta al vaglio di una perizia tecnica nient’affatto esibizionistica, sempre funzionale all’unica vera regola da seguire: abbattere l’ascoltatore con bordate di riff ultra-veloci, blast-beat al cardiopalma e grugniti dell’altro mondo. Uno scopo perfettamente riuscito in tutte le songs di quest’opera, anche se una in particolare (“No escape“) più si adatta a farsi portabandiera di questa intenzione programmatica, sia per il titolo sia per l’esecuzione.

A dire il vero, già dal suo primo vagito (intitolato “Marked Bodies“) il disco mette le cose in chiaro con un pezzo caratterizzato dalla folle alternanza scream/growl, un riffing schizzato ed un drumming sovrumano; di fatto la riproposizione sonora di una carneficina ideata da una mente perversa in preda alle esalazioni di un pensiero malsano.

Subito dopo – con “091“- Misophonic raggiunge probabilmente il proprio vertice compositivo, stavolta addentrandosi nei meandri di un abisso sonoro ipertecnico in cui lentezza e velocità si connotano come duplice causa di un’asfissìa letale, a cui sopravvivrà solo la disperazione di un ultimo, sconfinato urlo (le tre cifre del titolo pronunciate in italiano).

Un accenno melodico -sontuoso e malato- apre e chiude il sipario di “Nu Clear” sconvolta al centro dal solito bombardamento di blast-beat a raffica ed una convulsione imprevedibile di riff, solo momentaneamente interrotta da uno stacco di basso imperante; prepotente tanto quanto “Consumed” traccia in cui ogni singolo strumento (inclusa la voce) incarna la versione allucinata di sè stesso, sconfiggendo i propri stessi (non)limiti di velocità e forza dinamica (precedentemente dimostrati in “Even Open Hole“).

 

Difficilmente accade in un EP d’esordio, ma in questo caso il lavoro dei Nostri suona tanto conciso (12 minuti la durata totale) quanto perfettamente inquadrato in una dimensione compositiva di sicuro personale pur se rispettosa della miglior scuola death/grind.

Il suo valore aggiunto? Una produzione con i fiocchi ad opera del mitico Marco Mastrobuono presso i rinomati Kick Recording Studios di Roma.

Insomma, questi Grevia sanno dove andare a mettere le mani (ma và??) quindi, se amate farvi stropicciare le orecchie per benino Misophonic saprà accontentarvi come si deve.

 

Recensione a cura di Noirocker.it – Gianfranco Catalano