Recensione: “Back home”, il nuovo disco dei WILDKING

E’ tutto vero quando si dice che la musica non tiene conto di confini e che la sua forza è tale da tradire aspettative legate solo a preconcetti o a fattori casuali, come la provenienza geografica di una band.

Infatti, mentre è un caso che un certo trio di nome WildKing trovi il proprio luogo d’origine in Brianza, non lo è per niente il fatto che la stessa band sia l’incarnazione vivente della passione verso un genere musicale, figlio in tutto e per tutto di un continente lontano dal nostro, quello Americano.

Un filo rosso neanche tanto immaginario collega il loro ultimo album Back Home – rilasciato il 27 Gennaio via DELTA Promotion – con le calde terre del southern rock/blues d’oltreoceano, patria di ZZ Top e Lynyrd Skynyrd.

Basterebbe il singolo “Long Way Back to Home” a dar prova di come i Tre Re Selvaggi intendano fare musica ovvero nel modo schietto e immediato tipicamente americani, spesso calcando la mano verso sonorità hard’n’blues coinvolgenti, generatrici di copiosità immaginifiche appartenenti alla dimensione on the road. Evocazioni di una cultura musicale vissuta nell’essenza: è qui che i WildKing vincono a mani basse, poche storie.

In men che non si dica la dinamica del disco s’impenna ed il groove di “Make it Right” trascina dritti nel mezzo di un’orgia di selvagge chitarre country, un po’ come succede nello shuffle di “Circus” dove è però la voce a tirare per il collo intimando (con classica ‘delicatezza texana’) di cantare il ritornello con quanta forza si ha in corpo, anche se lo stimolo energetico in endovena sarà presto servito sotto forma di guitar-solo.

Un blues da manuale quello di “Roll the Dice”, pezzo capace di indurre allo strusciamento anche il più morigerato fra gli individui all’ascolto, mentre dal canto suo “DownHome” sa come essere (pur’ essa) sporca e intensa, sotto le ingannevoli spoglie di una falsa contenutezza. Affatto contenute invece le chitarre in “The Jackal“, dove vige il regno del ritmo in levare o ancora meglio nella hr/metal-oriented “Middle Finger” maleducata dal titolo fino al midollo, ma capace di fare breccia e allo stesso tempo emozionare. Pezzo bomba del disco!

Come riuscire a fare convivere funky e hard rock? Digitate questo sul vostro motore di ricerca e di sicuro vi uscirà fuori un messaggio, con su scritto: “La ricerca ha prodotto un solo risultato, Into My Soul“. Ascoltatela e ditemi se non è vero!

E infine, provate a contrapporvi all’irrefrenabile tiro della conclusiva “Rockstar“: un’impresa da matti. Impossibile come il non dare ascolto ai WildKing, portatori sani di un Blues elettrico come tradizione comanda. Questo è ‘Back Home’.

Recensione a cura di Noirocker.it – Gianfranco Catalano

 

 

Back home
Data di rilascio: 27 Gennaio 2020
Artista: WildKing
Durata: 39:00 min
Genere: Hard/Blues
Label: DELTA Promotion

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