Recensione: “Le nostre verità”, il primo concept album di Brando

Molto probabilmente qualcuno di voi conoscerà il nome (o meglio ancora il volto) di Marcello Maietta, attore italiano noto per il cinema (Il figlio più piccolo, Unpromised Land solo per citare il film d’esordio e quello più recente), la televisione (fra tutti: Il Paradiso delle signore) ed il teatro (l’esordio in Terapia di gruppo e la regia in Factotum).

Non tutti sapranno però, che il Nostro è anche cantautore, musicista polistrumentista nonché regista dei suoi videoclip musicali.

Oggi spenderemo qualche parola sull’album di debutto di BRANDO, il progetto musicale dell’artista.

 BRANDO prende vita nel 2018. Marcello Maietta ne è il fondatore, assieme al tastierista Francesco Casadei Lelli. Nel giro di un anno la band sforna numerosi singoli e video musicali, fino ad arrivare al definitivo full-lenght: Le nostre verità, uscito lo scorso 12 Novembre.

 L’album è composto da 10 tracce inedite, ognuna interpretata secondo diversi approcci sonori, dall’Alternative Rock al Synth-Pop, ed un paio di esempi interamente strumentali: l’intro (“Intromissione“) e l’outro (“In abbandono – elogio al tempo).

La titletrack “Le nostre verità” è un gran pezzo, strumentalmente spinto verso sonorità alternative british/rock e movenze di chitarra shoegaze, mentre sul lato vocale, il timbro molto pulito di Maietta asseconda un’esecuzione lineare e controllata.

La vita che ti perdi” prosegue sul versante alt-rock ma si caratterizza da un appeal musicale meno internazionale ed un songwriting molto vicino all’Italian Style dei recenti Negramaro, soprattutto nelle strofe. Ottima la chiusura affidata all’assolo di Synth.

Essenziale il lavoro del groove basso-batteria in “Stare fermo qui“, un filo rosso che scandisce le fasi di costruzione e sviluppo di un brano dalle atmosfere riflessive, alla ricerca di un’intimità che si farà ancor più profonda in “Un letto da rifare”, complice la presenza marcata di archi lenti e pianoforte, oltre alla stratificazione di chitarre soffuse alla Nile Rodgers.

“L’immagine di te” ha certamente una sua facilità d’ascolto, resa unica dalla frizzantezza memorabile dei cori, il tutto accompagnato da una ritmica ballabile mentre l’elemento elettronico riesce a creare una bella trama di sottofondo.

Come ti vorrei” riporta in prima linea quelle che sono le dinamiche più rockeggianti dei BRANDO, tenute in conto anche nei refrain di “Rimpiangeremo Noi“, ballad dal sapore italiano tutta in salita, da un inizio dimesso con tanto di violoncello fino all’esaltante guitar-solo conlusivo.

Ora che è finita” è introspezione pura, con voce e piano protagonisti di un dialogo sincero fatto di sentimenti e trasporto emotivo, tanto da esplodere nel grido di un finale straziante.

La produzione è di tutto rispetto: il mixaggio del disco è a cura di Mattia Matta Dallara, storico tastierista della band Lucifour M, mentre il Mastering è stato affidato a Giovanni Versani (nota la sua partecipazione all’album Drones dei Muse).

Innegabile che Le Nostre Verità ponga enfasi sulla voce, sempre e comunque lo strumento in primo piano, una scelta – probabilmente assecondata dallo stesso Marcello Maietta – che immaginiamo come una tappa obbligata pe   r un artista che voglia dimostrare di saper essere anche BRANDO. La sua prova vocale è costante, controllata e bilanciata per tutta la durata del disco.

L’album è un buon esordio anche se non particolarmente brillante per l’originalità del songwriting. Tuttavia le idee proposte – sia musicali che liriche – sono credibili e ben pensate; suggeriamo maggiori guizzi creativi e – perchè no? – rischi ‘escursionistici’ (vista la preparazione tecnica dei musicisti), che potrebbero condurre verso sviluppi ancora più interessanti.

D’altro canto Marcello Maietta saprà benissimo quanto sia importante, talvolta, andare fuori copione!

Recensione a cura di Noirocker.it – Gianfranco Catalano

 

 

 

 

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