Esce oggi “Legends of the Ancient Rock” il nuovo album dei siciliani IRONTHORN

Esce oggiLegends of the Ancient Rockdei siciliani IRONTHORN.
Come si evince facilmente dal titolo un imponente tributo alla musica, storie di vita, emozioni, sentimenti, riflessioni e vicende che hanno come denominatore comune le esperienze di vita legate alla musica degli Ironthorn.

Si pone concettualmente come seguito di After the End, dove chi aveva recepito il messaggio di presa di coscienza e ribellione, ed era stato coinvolto traccia per traccia in un’esperienza di disillusione da una società finta, virtuale e di dissenso, verso poteri forti che vorrebbero soggiogare l’umanità, ora può trovare ristoro nella più grande arma espressiva a disposizione, la musica appunto, come forma d’arte eterna in grado di lasciare un testamento sempre valido per i posteri, che ne possano fare un mezzo per migliorare il proprio futuro.

Si ha già in copertina, un riscontro grafico di questo pensiero, che raffigura un futuro distopico, una città distrutta e desolata, dove cinque “ombre” vagano e si imbattono in un imponente pietra, che racchiude in sé, un grande potere.

Per esprimere testualmente tale concetto gli Ironthorn si servono come spunto stilistico dell’utilizzo di diversi miti e leggende di svariate culture, dall’antica Grecia del Prometeo incatenato in The Seed of Fire, dove appunto, rappresenta la musica donata dagli Dei all’uomo (un riferimento ai grandi nomi della musica di tutti i tempi) riesce ad opporsi a tutti i luoghi comuni e avversità e risiede dentro chiunque sia stato propenso ad accoglierlo dentro di se per coltivarlo e far prosperare i propri sogni.

Gli Ironthorn presentano, come nel primo album, una traccia in italiano dal titolo Ladro del Tempo, quale spunto viene dalle guerre tra Titani e Dei, dove si mette alla luce il difficile rapporto tra genitori e figli dovuto a un divario generazionale e a preconcetti che non lasciano spazio ad un’apertura verso nuovi orizzonti.

Altri riferimenti li troviamo in Trick or Treat che si ricollega alla leggenda di Jack o’ Lantern per raccontare vicende legate ad un’amicizia finita male, spunti di mitologia norrena in “My Cure”, che con la classica intenzione della ballad, cerca di mettere in risalto la devozione di una donna verso il proprio uomo similmente alle vicende di Loki e Sigyn, fino a toccare le più blasonate leggende popolari e miti narrativi come lupi mannari in Werewolf dove si vuole sfatare il mito che gli esponenti di un dato genere musicale, volgendo particolare attenzione al metal chiaramente, siano una schiera di gente votata al male e dalle cattive intenzioni, con il risvolto che vede talvolta chi professa il bene e la carità ad essere il vero fautore di suddetta crudeltà.

E il mito di Cthulhu in “The Call of Silence”, che in una visione capovolta della vita vede nella dimensione onirica una scappatoia dal malessere della realtà quotidiana e, dove i veri incubi prendono forma di giorno, la notte è il mezzo che trasporta l’inspirazione dell’artista, uno spazio quindi dove potersi sentire al sicuro.

Lo spunto “leggendario” serve per articolare diverse tematiche narrative e di natura personale contemporanee, riconducendole ad un unico concetto di “potenza mitica” della musica.

L’album si apre subito dopo l’intro A New Day con il brano Legends che vuole in maniera molto semplice rappresentare un tributo a diversi gruppi e personalità musicali che in qualche modo hanno influito nella vita e nella musica degli Ironthorn.

Questo brano è un mix di titoli e citazioni di diverse band, che hanno fatto la storia della musica, un modo per ringraziarli.

In L.O.T.A.R. si nota anche la voglia di provare a sperimentare nuove sonorità, senza allontanarsi troppo dalle origini, come in “Phoenix” brano con nette influenze riconducibili alla musica popolare Siciliana. Questo brano affronta un dilemma comune in Sicilia, una terra fatte di arte cultura, paesaggi mozzafiato, da sempre fonte di ispirazione per gli uomini, ormai distrutta e martoriata da innumerevoli piaghe sociali che ne hanno fatto una terra arida e desolata; la fenice animale mitico, rappresenta in questo contesto un duplice aspetto, da un lato raffigura l’autore tentato, come tanti, di scappare da questa terra che odia e ama allo stesso tempo e dall’altro un sentimento di speranza, con l’auspicio che, proprio come la fenice, lui e la sua terra risorgeranno dalle proprie ceneri.

Un’altra novità in L.O.T.A.R. è rappresentata dalla magistrale collaborazione di una delle voci più imponenti della scena heavy Italiana, Roberto Tiranti, alias “Rob Tyrant”, (frontman degli storici Labyrinth, cantante e bassista dei Mangala Vallis, Wonderworld, Ken Hensley Live and Fire, e degli italianissimi New Trolls), che possiamo sentire in “The Seed of Fire”.

L’ultimo brano in questo album è una canzone interamente strumentale dal titolo “The Ancient Rock” che porta un finale di disperazione e angoscia, che però sembra aiutare, creando consapevolezza e speranza per un futuro migliore e l’opportunità di “tornare indietro” per fare le cose in maniera giusta.

 

Commenta